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Ford GT 40: l’artiglieria pesante della guerra Ford-Ferrari

Ford GT 40: l’artiglieria pesante della guerra Ford-Ferrari

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Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani

25 Settembre 2020
Tempo di lettura: 5 min
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Ci sono battaglie che vale la pena combattere, altre che devono essere semplicemente vinte. La Ford GT 40 appartiene alla storia di queste seconde

Erano gli anni Sessanta, la Ferrari inanellava una serie di successi senza precedenti su i più prestigiosi circuiti automobilistici ed Enzo aveva appena declinato, infastidito, un’offerta d’acquisto firmata Henry Ford. A quel punto sconfiggere le rosse laddove il loro dominio era incontrastato non era più semplicemente una questione di rilancio d’immagine. Il D-Day della guerra italo-americana avvenne su suolo francese nel 1964. Il palcoscenico era la 24 ore di Le Mans, la gara più dura di tutte. Ma per il colpo di scena bisogna aspettare due anni, quando non una ma ben tre Ford GT 40, in assetto da parata, tagliarono per prime il traguardo.

Una storia di rivalità

“Spendo miliardi in pubblicità per le mie automobili e questo meccanico finisce sui giornali di tutto il mondo gratis” dichiara Ford l’indomani della vittoria della Ferrari a La 24 ore di le Mans del ’62. La risposta del Drake non si fa attendere: “Se Ford vuole finire sui giornali gratis, basta che si compri una Ferrari”. E allora che forse Henry Ford capì che con l’avvento della televisione il motorspot era diventato un mezzo pubblicitario irrinunciabile. Ma competere con la casa di Maranello avrebbe richiesto troppo tempo e troppi soldi. Così quando Lee Iacocca, dirigente di punta della Ford, gli propose l’acquisto della Ferrari, Henry non ci pensò due volte. Dopo settimane di trattative però Enzo, una volta compreso che non avrebbe avuto il pieno potere sul lato sportivo, declinò l’offerta. A quel punto l’unica via percorribile era entrare nelle gare automobilistiche per la porta principale. Ford contattò immediatamente la Lola per la costruzione di una macchina che potesse andare più veloce delle Ferrari. Il risultato fu la Ford GT 40.

I primi tentativi

La nuova sportiva della Ford venne presentata all'”Auto Show” di New York del 1964. L’acronimo GT stava per Gran Turismo, mentre 40 erano i pollici della vettura misurata al parabrezza, come richiesto dal regolamento. Il motore inizialmente montato era un V8 con 4200 di cilindrata. Tuttavia, fin dalle prime prove era evidente come la vettura dava problemi in rettilineo e tendeva a sollevare verso l’alto l’asse anteriore alle alte velocità. Anche la prima gara ufficiale, la Nurburing 1000, non fu positiva con Bruce Mclaren costretto a ritirarsi per un problema alle sospensioni. Anche il 1965, nonostante la vittoria della 2000 km di Daytona, non fu all’altezza delle aspettative. Nello scontro diretto con la Ferrari alla 24 ore di Le Mans nessuno dei sei esemplari scesi in pista riuscì a finire la corsa. Tuttavia, la nuova variante GT 40 Mk II, grazie alla cilindrata elevata a 7000, in questa occasione fece segnare la nuova velocità massima mai registrata e conquistò la pole position.

Le Mans ’66: la grande sfida

Carrol Shelby e Ken Milles. Sono questi i nomi del successo della 24 ore di Le Mans del 18-19 giugno del 1966 e a cui il regista James Mangold recentemente ha reso omaggio con il film “Le Mans ’66 – La grande sfida”. Senza il genio del primo e il talento del secondo probabilmente quel giorno, se alla Ferrari di Lorenzo Bandini non si fosse spaccato il motore, ci sarebbe stata la settima vittoria consecutiva della Casa di Maranello. Shelby (interpretato nel film da Matt Damon), a cui Ford aveva data carta bianca, fu l’artefice delle migliorie sulla vettura, Milles (nel film Christian Bale), che aveva già portato la Ford Gt 40 alla vittoria a Sebring e a Daytona quell’anno, fu protagonista di una gara straordinaria, staccando di diversi minuti i compagni di scuderia Bruce Mclaren e Chris Amon. Negli ultimi giri però Milles rallentò per aspettare le altre Ford. Con le Ferrari fuori l’ordine di scuderia era cambiato: le tre Ford dovevano arrivare insieme al traguardo. A rimetterci di questa operazione di marketing fu lo stesso Milles, a cui fu tolta la vittoria. Risultava infatti che Mclaren avesse percorso una distanza maggiore. Ford ad ogni modo era riuscito nel suo intento: battere le Ferrari e diventare il primo marchio non europeo a vincere a Le Mans.

 

Il valore della storia

Proprio per l’alone leggendario conferitole dalla guerra Ford-Ferrari ancora oggi la GT 40 suscita un enorme interesse tra gli appassionati. I numeri lo certificano. Tra tutte le Ford prodotte non ve ne è nessuna che si avvicini al valore, quantificabile in milioni di euro, della vincitrice della 24 ore di Le Mans. Guardando agli ultimi trent’anni anni, le cinque Ford che sono state battute all’asta al prezzo maggiore sono tutte GT 40. La forbice di prezzo di questo piccolo campione va dagli 11 milioni di dollari (per una versione coupè del 1968) ai 6,9 milioni (versione roadster del 1965). Altro dato importante che tutte queste aste sono avvenute negli ultimi otto anni, a testimoniare il crescente interesse verso questo modello. E chi sa se a qualche benestante collezionista, anche dopo avere visto la Grande Sfida, si sia rinnovato il desiderio di provare le emozioni che corrono a 7000 giri al minuto, mentre come in un sogno, la GT 40 di Ken Milles appare nello specchietto retrovisore per dissiparsi nell’oscurità del Circuit de la Sarthe.

Lorenzo Magnani
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