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Uhnwi, un portafoglio passion ma razionale

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Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani

30 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 7 min
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Il portafoglio dei ricchi è sempre più a vocazione passion. Ma per ottenere risultati, a un animo passionale si deve accompagnare una mente finanziaria. Ecco quali sono i pleasure asset per ogni profilo rischio/rendimento. Perché senza servizi finanziari non si va lontano

Portafoglio passion: i beni da collezione sono parte integrante della ricchezza

Si è tenuta nella giornata di mercoledì la conferenza “Art&Collectibles, Which wealth management service offerings meet Uhnwi’s” organizzata da Deloitte, nel contesto di una settimana di incontri incentrati su arte e finanza. Dall’andamento dei singoli pleasure asset a un nuovo modello di valutazione per minimizzare gli errori di stima gli spunti sono stati molti. Nannette Hechler-Fayd’herbe, cio di International Wealth Management (IWM) e economista presso Credit Suisse, ha presentato il report “Collectibles: An integral part of wealth”, nato dalla collaborazione tra Credit Suisse e Deloitte.

Auto per correre, gioielli per impreziosire il portafoglio

Dal report emerge come l’investimento in beni da collezione sia ormai una costante per gli Uhnwi (persone con un patrimonio personale superiore ai 15 milioni). La quota “passion” pesa infatti mediamente sul loro portafoglio per il 5%. Solo il 25% degli ultra ricchi non prende in considerazione questa forma d’investimento alternativo. Per i restanti tre quarti, la componente passionale rimane il principale motivo di collezione, ma alla luce delle buone performance di questi beni si fanno sempre più spazio anche ragioni di carattere finanziario. In quest’ottica di portafoglio è interessante capire quali sono i rapporti di forza tra i diversi beni da collezione.

Secondo Hechler-Fayd’herbe si può tratteggiare un parallelismo tra pleasure asset e asset class finanziarie. Gioielli e orologi sarebbero la componente obbligazionaria. I rendimenti generalmente sono a una cifra ma la loro bassa volatilità li rende una sicura riserva di valore per il portafoglio. Vini e arte ricoprirebbero invece il ruolo dell’equity, assicurando analogamente ritorni più alti, ma a patto di accettare un rischio maggiore. E le auto d’epoca? Per la loro natura illiquida e le performance monstre registrate negli ultimi anni, si potrebbero paragonare al private equity.

Andamento e trend dei beni da collezione nel 2020

L’impatto dell’epidemia non ha risparmiato neanche i colleticbles. Le aste sono state per lo più online e le vendite complessivamente minori. Ma secondo Philip Hoffman, fondatore e ceo di The Fine Art Group, il momento per comprare è adesso. Condizione imprescindibile per farlo è capire quali sono i trend in atto.

Fine art e auto d’epoca

  • Arte: la contrazione registrata dal mercato dell’arte in questo 2020 è stata del 50% in termini di valore. Più che ai volumi, il calo è da imputare ai prezzi, scesi di più del 40%. L’aspetto positivo è che il proliferare delle aste online ha raccolto quasi 600 milioni, quattro volte tanto il dato dell’anno scorso, e la via digitale ha facilitato l’ingresso nel mercato dell’arte di nuovi clienti, in crescita del 40%. Opere di artisti donne e di colore vanno per la maggiore.

 

  • Auto d’epoca: il mercato delle auto, il cui valore è stimato in 4-5 miliardi di dollari, è stato colpito particolarmente, dato che le aste online sono meno applicabili a questo mondo. Il turnover è calato del 40% mentre il sell-through è stato del 69%. Tuttavia si evidenzia come esemplari rari non risentano delle condizioni avverse, mentre le auto appartenenti alla categoria youngtimer riscuotano sempre più interesse. Rimane ad ogni modo uno dei settori con la crescita più intensa. Nel 1993-1994 le auto messe all’asta erano 1521. Negli ultimi cinque anni la media è stata di 5 mila.

Spiriti & gioielleria

  • Vini: Quello dei vini pregiati è uno dei mercati a più alto valore: 5 miliardi di dollari. I Bordeaux rimangono il benchmark di riferimento, mentre i vini della Borgogna sono da un po’ di anni quelli che registrano le performance migliori. Le due regioni pesano sul mercato rispettivamente per il 44% e il 16% . In crescita l’interesse per i vini italiani, la cui quota di mercato è al 15,2%. In particolare sempre più apprezzati sono i vini piemontesi. Infine il trend da evidenziare è l’attenzione per i vini organici e biodinamici, anche se i rischi rimangono alti. Parlando di rischi secondo gli esperti il 20% dei vini più famosi è contraffatto.

 

  • Gioielli e orologi: il mercato dei gioielli da anni cresce del 10% annuo ed è arrivato a valere più di 10 miliardi. Il covid è stato un importante banco di prova per certificare la resilienza di questo settore alle condizioni economiche avverse. Zaffiri del Kashimire, rubini della Birmania e gli smeraldi colombiani rimangono tra i diamanti più ricercati. Numeri importanti anche per gli orologi. L’attuale mercato vale 10 volte quello di vent’anni fa: 5 miliardi di dollari, con una crescita annua del 5%. L’avvento dell’e-commerce e le aste online di quest’anno hanno favorito questo mercato, rendendolo più liquido. Gli orologi, con valore tra i 200 e i 400 mila dollari vengono venduti molto più facilmente di prima.

L’importanza dei servizi finanziari anche per i beni di lusso 

Non basta la passione, serve anche una conoscenza dettagliata del mercato per costruire un buon “portafoglio passion”. Per questo, punto su cui sono tornati a più riprese gli ospiti della diretta, cruciale per la buona riuscita dell’investimento è rivolgersi a persone che fanno questo di mestiere. È dunque di buon auspicio lo sviluppo dei servizi finanziari anche attorno ai passion investments. L’Europa in questo senso è molto indietro rispetto gli Stati Uniti.

Anche sul tema lending, sul quale le banche americane già da anni hanno sviluppato desk appositi ormai consolidati. Come si spiega questa differenza? I motivi sono due. Secondo Hechler-Fayd’herbe la spiegazione è semplice e si può riscrivere come: “laddove c’è più ricchezza c’è anche più esigenza di servizi legati al wealth management”. Secondo invece, Jennifer Schipf, global leader ad Art AXA, il motivo alla base del maggiore interesse per questo tipo di investimento è culturale. In America gli investitori sono più orientati alla speculazione e alla sopportazione del rischio.

Portafoglio passion: non risparmiare sull’esperto

In ogni caso rivolgersi a un esperto conviene. Anche in termini di costi. Secondo Hoffman il ricorso ad un consulente può ridurre i costi dal 25% al 20% del valore della transazione. Un altro aspetto critico è quello della valutazione. Dare un valore oggettivo a un bene non è mai semplice. A questo proposito Marco Vulpiani, partner di Deloitte Italy, ha avuto modo di presentare un nuovo modello di valutazione sviluppato da Deloitte. Mettendo insieme il metodo edonico, che stima il valore del bene sulla base di sue determinate caratteristiche, a nuovo approccio basato sul machine learning, Deloitte è riuscita a sviluppare un software che prevede con accuratezza il valore di un bene. L’errore di stima risulta essere molto minore rispetto a quello delle case d’aste.

modello stima
Errore di stima delle case d'asta (linea blu). La media è 19,75%, la deviazione standard il 4,57%. Nel modello Deloitte invece l'errore è la linea rossa. In questo caso la media è 0,014%, la deviazione standard 0,95%
Lorenzo Magnani
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