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Gli orecchini preferiti di Liz Taylor erano finti, però...

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Leo Criaco
Leo Criaco

23 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Nessuno potrebbe immaginare che gli orecchini preferiti della regina dei gioielli da record, l’attrice dagli occhi viola Liz Taylor, avessero incastonati dei simulanti. Fino a quando, suo marito Mike Todd…

Riguardando l’asta dei gioielli di Elizabeth Taylor, o semplicemente conoscendo la vita della famosa attrice, nessuno immaginerebbe che il suo gioiello preferito fosse un paio di orecchini Georgiani, con simulanti, comprati a Parigi nei primi anni 50.

Gioielli simili della stessa epoca, si possono trovare oggi in aste locali, o antiquari a cifre tutt’altro che glamour. Nel 700 era normale usare il vetro o altri simulanti, i diamanti erano pochi rispetto ad oggi. Le uniche miniere attive erano quelle brasiliane e indiane, e la scoperta della loro più famosa e sostanziosa cugina sudafricana, che cambierà il mondo dei gioielli, dovrà aspettare quasi un secolo. Ma il marito della Taylor, Mike Todd, come molti fans dell’attrice, non poteva tollerare che andasse in giro con dei gioielli di paste. Una sera, prima di una serata di gala, la Taylor prende i suoi orecchini preferiti, li tiene fra le mani per un paio di secondi in più del solito, si gira e dice al marito: “Mike, c’è qualcosa che non va con i miei orecchini. Non sono la stessa cosa!”

Mike rise e rivelò che aveva preso gli orecchini e li aveva rifatti fare identici, ma con dei diamanti veri, un gioiello finalmente all’altezza di sua moglie. L’attrice, che amava raccontare la storia, ammise candidamente, sorridendo, che quella sera arrivarono tardi alla festa…

Una vita piena di romanzo e passione quello della famosa diva americana, riflessi nella sua collezione, che andava ben oltre il valore intrinseco e la qualità elevatissima della maggior parte dei suoi gioielli, alcuni dei quali lei stessa definiva ormai “vecchi amici”, come ammise nel famoso libro “My love affair with jewelry”, ma anche per il valore affettivo che la Taylor dava ad ogni pezzo individuale della sua collezione, anche quello all’apparenza meno caro, come le girandole, o come quello forse più appariscente: la sua famosa tiara.

Anche quest’ultima regalo di Mike Todd; regalo molto simbolico, infatti alla consegna il famoso attore americano disse: “Tu sei la mia regina” – la Taylor stessa commentò che nonostante non fosse di moda negli anni 50 indossare una tiara, lei la portava lo stesso poiché’ Mike Todd era il suo re. C’è da dire che negli anni 50 i diademi tornarono effettivamente di moda grazie all’incoronazione della Regina Elisabetta nel 1947. Lo stesso Todd, quando un giornalista gli chiese del perché’ del regalo, al galà per la premiazione degli Oscar, appena vinto dall’attore americano per il suo “Giro del mondo in 80 giorni”, rispose con un ironico: “ah ma non è qualcosa che hanno tutte le ragazze?” L’attrice era così affezionata, ed innamorata del diadema, che lo conservò gelosamente per oltre 50 anni, fino all’asta della sua collezione, nel Dicembre 2011 – quando un privato l’acquistò per la sua regina, per 4.226.500 dollari.

Un ultimo aneddoto che riguarda l’infanzia della Taylor forse può aiutarci a capire meglio perché’, nonostante fosse stata per decenni l’attrice più amata di Hollywood, i suoi gioielli preferiti non fossero quelli tempestati di diamanti, rubini e smeraldi. Figlia di un gallerista d’arte, l’amore per il gioiello si faceva vedere già in età adolescenziale.

A 12/13 anni, passando di fronte ad una gioielleria, vide e si innamorò di una spilla, e decise che doveva assolutamente regalarla alla madre. All’epoca la sua paghetta settimanale era di solo 50 centesimi a settimana, ma la sua determinazione la portò ad entrare e farsi promettere dalla proprietaria che gliel’avrebbe tenuta finche’ non avrebbe messo i soldi da parte. E così fu. Spilla che venne poi conservata come un tesoro dall’attrice fino al 2011, a riprova che “Su tutto, l’importanza dei gioielli è emotiva e psicologica”.

Leo Criaco
Leo Criaco
Trasferitosi a Londra nel 2006, Leo Criaco capita nel mondo dei gioielli quasi per caso, iniziando come garzone da Bentley&Skinner, gioiellieri storici di Mayfair, by Royal Appointment. L'inizio part-time diventa subito full-time: la gioielleria stava costruendo il famoso teschio di diamanti di Damien Hirst – “For the love of God” e aveva bisogno di extra security. Alla fine del progetto, il direttore gli propone di prendere il posto del suo apprendista. Inizia così la sua avventura nel mondo dei gioielli. Avventura per la seconda volta "benedetta" da Hirst: è proprio Leo infatti a selezionare i diamanti rosa per il secondo teschio, for Heaven’s sake: un anno e mezzo di lavoro. Dopo sette anni, per migliorare le conoscenze del mercato, Leo Criaco inizia a lavorare con un commerciante indipendente, grazie al quale entra in stretto contatto col mondo delle aste. Approda quindi da Christie’s Ginevra nel settembre del 2015, dove tuttora ricopre il ruolo di specialista, con un occhio di riguardo per il mercato italiano.
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