PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Lusso, ecco i sei trend del post coronavirus. Cina inclusa

Lusso, ecco i sei trend del post coronavirus. Cina inclusa

Salva
Salva
Condividi
Teresa Scarale
Teresa Scarale

31 Marzo 2020
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva

Nel dopo coronavirus, il lusso continuerà a prosperare. “I fondamentali che porteranno questo mercato a continuare il suo percorso di crescita nel medio-lungo periodo rimangono invariati e solidi”, dice Federica Levato, partner e leader del vertical Moda&Lusso di Bain & Company. E la fonte sarà sempre la stessa: la classe media cinese, con alcuni dettagli in più

“È probabile che gli effetti sull’industria del lusso continueranno a mostrarsi anche nel 2021″, seppur con portata e velocità di ripresa diverse nelle varie aree coinvolte. “La Cina, e in generale il mercato asiatico, potrebbe registrare la ripresa più forte, e già in queste ultime settimane si evidenziano segnali positivi”.

A parlare è Federica Levato, partner e leader del vertical Moda&Lusso di Bain & Company. In particolare “i fondamentali che porteranno questo mercato a continuare il suo percorso di crescita nel medio-lungo periodo rimangono invariati e solidi”. E il motore della ripartenza sarà sempre la Cina, grazie alla domanda crescente della sua classe media, la “maggiore propensione agli acquisti di beni di lusso da parte delle nuove generazioni, e una continua evoluzione del canale digitale”.

Il Giappone, l’Europa e il continente americano, potrebbero invece sperimentare un effetto più prolungato prima di stabilizzarsi sui livelli di crescita pre-crisi, in base anche agli sviluppi sull’economia reale”. Anche in questo caso però i fondamentali sono solidi, secondo la Levato.

Prima della ripartenza, una flessione da 70 miliardi

Per l’intero 2020, Bain ha ipotizzato tre possibili scenari evolutivi del mercato globale del lusso. Questi tengono conto della perdita immediata di vendite nei negozi diretti e della riduzione futura di ordini dal canale di distribuzione indiretta e triangolano differenti ipotesi in termini di durata, ampiezza e intensità dell’epidemia e degli effetti sulle principali nazionalità e sui flussi di spesa nei vari paesi. Lo scenario intermedio suggerisce una contrazione tra il 22% e il 25%, pari a una flessione tra i 60 e i 70 miliardi di euro, con un impatto sulla redditività più che proporzionale.

I sei trend del consumo di lusso post coronavirus

1. Sempre più Cina

Lo shopping di lusso si riprenderà probabilmente prima in Cina se il virus rimane sotto controllo nel paese; le continue restrizioni sui viaggi internazionali implicheranno un aumento (ulteriore) degli acquisti domestici.

2. Accelerazione negli acquisti digitali

Superata la crisi, i consumatori torneranno ad acquistare nei negozi fisici (potenzialmente con un rinnovato interesse nell’esperienza in negozio), ma alcune abitudini di shopping digitali sviluppate durante il periodo di quarantena rimarranno—in particolar modo se i brand si concentreranno i loro sforzi nel migliorare il canale in termini di assortimenti, esperienza degli utenti e marketing digitale.

3. Maggior consapevolezza ambientale e sociale

Il ripensamento del paradigma ambientale e sociale nel lusso era già in atto da prima del coronavirus. L’interesse dei consumatori per la sostenibilità e le questioni sociali sono destinate a rimanere, consolidando l’importanza di una governance ambientale e sociale. Le case del lusso dovranno ripensare l’intero ciclo di vita dei prodotti, dalla gestione della filiera dell’offerta allo smaltimento delle merci invendute.

4. Ascesa della mentalità post-aspirazionale

I valori e gli obiettivi del brand diventeranno sempre più determinanti nella valutazione e nella scelta da parte dei consumatori. Nel lusso, l’aspetto morale sarà importante tanto quanto l’estetica;

5. Rafforzamento dell’orgoglio locale

Durante l’epidemia, l’opinione pubblica ha talvolta stigmatizzato alcune nazioni, innescando risolute manifestazioni di orgoglio culturale. I brand dovranno evitare di accentuare queste sensibilità locali.

6. Espansione del bisogno di inclusione

I brand dovranno utilizzare tutte le proprie forze per rinnovare la loro offerta garantendo prezzi accessibili, per venire incontro ad un ridotto potere di spesa di molti consumatori della classe media.

Lusso e coronavirus: crisi vuol dire opportunità

Secondo la Levato questa crisi apre a una doppia opportunità. E’ possibile infatti superare “la tipica inerzia che in condizioni normali ostacola le grandi trasformazioni per la necessità di preservare obiettivi di crescita e profittabilità di breve periodo viene necessariamente meno”.

Oggi è il momento per costruire l’azienda del futuro. E lo si potrà fare (anche) con “snellimento del modello decisionale ed operativo, definizione di una strategia guidata dal consumatore, ripensamento
della catena dell’offerta in ottica di flessibilità e sostenibilità”. E’ la ricetta di Federica Levato, sperando che l’ecosistema faccia la sua parte.

Federica Levato
Teresa Scarale
Teresa Scarale
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU: Altri beni di lusso Imprese coronavirus
ALTRI ARTICOLI SU "Altri beni di lusso"
ALTRI ARTICOLI SU "Imprese"
ALTRI ARTICOLI SU "coronavirus"