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Lusso e cibi, Longino: cresce la domanda col digitale

Lusso e cibi, Longino: cresce la domanda col digitale

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

17 Aprile 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Il gruppo Longino & Cardenal ha fatto della ricerca dei cibi di lusso in giro per il mondo il suo punto di forza, anche nell’era digitale. E adesso, nel pieno dell’emergenza sanitaria, inizia con successo una nuova avventura. Lo racconta l’ad Riccardo Uleri

Possono i “tradizionali” Whatsapp e Facebook essere il segreto di una svolta digitale rapida e vincente nel mondo dei cibi di lusso? La risposta è si. Più avanti si capirà perché.

Per Longino & Cardenal i “cibi rari e preziosi” non hanno misteri. La SpA (quotata nel 2018, ma con esperienza trentennale) è infatti leader nella ricerca e nella distribuzione di prodotti alimentari d’alta gamma per gli operatori professionali. Vanta un portafoglio di circa 4500 clienti, con l’80% dei ristoranti stellati italiani. È inoltre presente anche a Hong Kong, Dubai, e dal Natale 2019 a New York.

I cibi di lusso corrono sul digitale

L’inizio del 2020 aveva confermato i bei numeri del 2019, proseguendo il trend di crescita dei ricavi: 33,7 milioni di euro, +5,2% rispetto al 2018. Questo grazie in particolare alla sede di Dubai che ha messo a segno un +79%, e di Hong Kong, che ha registrato un +8,2%. Poi, è calato il gelo del coronavirus. A inizio marzo i magazzini erano pieni, e la merce rischiava di andare a male a causa dei ristoranti chiusi. Ma Riccardo Uleri, amministratore delegato e socio di maggioranza della società, non si è dato per vinto, trasformando la crisi in opportunità. È così che è nata infatti l’espansione di Longino al segmento privato del consumo di cibi di lusso.

Era il 9 marzo 2020 e “col passaparola fra clienti, sulle prime via Whatsapp, abbiamo iniziato a registrare gli ordini”. Poi, è subentrato il gruppo Facebook. “Circa 2.200 iscritti, entusiasti delle ricette del nostro chef. In tal modo abbiamo invitato i clienti a condividere con noi le loro creazioni Longino”. Il ritmo di crescita della domanda e l’entusiasmo sono stati tali che in un mese, il giorno di Pasqua (12/04/2020), ha fatto il suo debutto la piattaforma di e-commerce di Longino & Cardenal.

Uleri conferma che “la domanda è forte. Da inizio aprile abbiamo già riiniziato a comprare”. Certo, bisogna fare i conti con le attuali interruzioni delle filiere produttive agroalimentari. “Per questo adesso stiamo acquistando prodotti rigorosamente italiani”.

Il catalogo Longino & Cardenal comprende prodotti che vanno dal caviale al salmone scozzese al Parmigiano Reggiano vacche rosse, passando per salumi di Parma e burro a latte crudo. Con il tocco gentile di erbe e fiori. Qual è la tipologia di prodotto più richiesta? “Carni e pesce, sicuramente. In proporzione di 35% più 35%. Il restante 30% è occupato principalmente da formaggi, verdure, condimenti”.

Uno sguardo alla “fase 2”

L’85% del fatturato è fatto in Italia. Il restante 15% è diviso fra le sedi di Hong Kong, Dubai, New York. E il prossimo futuro? “A Hong Kong, seppur con estrema cautela, i ristoranti stanno riaprendo. Dubai però è in lockdown totale e a New York la situazione è ancora di piena emergenza. In Italia le condizioni attuali lasciano supporre le prime aperture a metà maggio… Forse ricominceremo ad assaporare i primi segnali di ‘normalità’ a metà luglio, ma immagino che l’attività riprenderà il suo pieno ritmo intorno a Natale”.

Riccardo Uleri, ad e socio di maggioranza di Longino & Cardenal
Teresa Scarale
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caporedattore
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