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Lusso a tutto Esg, anche Prada punta sul green

Lusso a tutto Esg, anche Prada punta sul green

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

26 Febbraio 2021
Tempo di lettura: 2 min
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Il colore che più va di moda? Il verde. Le maison hanno messo al bando gli indugi e si preparano a produrre a emissioni zero. Il progetto di Prada

Anche Prada, come Gucci, punta sull’impegno per la sostenibilità. La società ha dichiarato alla stampa l’intenzione di rendersi autosufficiente dal punto di vista energetico. La rivoluzione interesserà gli stabilimenti e alcuni uffici, inclusi quelli di Milano. Nelle sedi produttive e logistiche di Levanella in Toscana, l’energia pulita arriverà dagli impianti fotovoltaici. Lo stesso si prospetta per il quartier generale di Milano. In particolare, il gruppo guidato da Patrizio Bertelli e Miuccia Prada è il primo gruppo nel settore del lusso ad aver sottoscritto nel 2019 un finanziamento sostenibile con Crédit Agricole, per 50 milioni. L’ultimo, con Unicredit.

Si tratta di un sustainability linked loan, dalla durata di cinque anni, per un valore di 90 milioni di euro. Caratteristica di questa tipologia di prestito è la riduzione del tasso di interesse al raggiungimento degli obiettivi quantitativi in materia di sostenibilità ambientale. Ovvero, rigenerazione e riconversione degli scarti di produzione e incremento della quota di energia autoprodotta. Certificare questi obiettivi è compito di un soggetto terzo e indipendente. Fra i progetti in carico a Prada figura il Re-Nylon, con la conversione dell’intera produzione da nylon vergine a nylon rigenerato. L’azienda aderisce al Fashion pact promosso da François-Henri Pinault ha già ridotto gli scarti di produzione da abbigliamento, pelletteria e calzature. Con questo ulteriore finanziamento, il gruppo si impegna a trasferire a terze parti i materiali di scarto per la loro immissione in altri cicli produttivi, ai fini della loro rigenerazione, conversione in fertilizzanti o energia.

Uno stimolo importante anche per le imprese del lusso al raggiungimento di obiettivi sempre più ambiziosi verso un’economia sostenibile.

Teresa Scarale
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caporedattore
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