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Libri antichi, una passione tattile per Sotheby's

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

22 Maggio 2019
Tempo di lettura: 5 min
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  • L’ultima vendita di libri antichi di Sotheby’s Italia è stata una “white glow”. Una collezione di libri d’arte (e non solo) rarissimi, messi insieme dal professionista milanese Sergio Rossetti, illuminato dalla Città Eterna

  • Il libro vintage è un piacere tattile e riservato, da godere in solitaria. I materiali di cui è fatto inducono al contatto fisico

  • I parametri di valutazione di un libro antico sono molti e diversi. Alcuni sono gli stessi delle opere d’arte in generale. Altri decisamente no, come ad esempio l’autenticità, questione quasi irrilevante

Il mercato dei libri antichi è molto più importante di quanto si possa pensare. Filippo Lotti, direttore di Sotheby’s Italia, rivela infatti che le case d’asta nacquero proprio per dismettere biblioteche appartenute a personalità leggendarie. Senza il profumo di quella carta, oggi forse non esisterebbero gli show milionari che ogni maggio e novembre fanno sognare gli amanti dell’arte

I libri antichi da Sotheby’s

100% sold, white glow. Fu questa la percentuale tributata dagli appassionati nel febbraio 2018 all’asta del collezionista bibliofilo Sergio Rossetti (1933-2013), possessore in vita di una collezione di libri antichi che Sotheby’s mai avrebbe potuto trascurare, di concerto con gli eredi dell’intellettuale. L’immacolata immagine del “guanto bianco” è quella che sancisce il successo pieno di una vendita, nel mondo rituale delle case d’asta. Ancora brillano gli occhi, a Filippo Lotti, direttore italiano della prestigiosa casa d’aste, quando ricorda quella vendita eccezionale (1.175.382 € totali) per contenuto e provenienza, proprio nell’anno del cinquantenario di Sotheby’s in Italia. Tema della collezione di Sergio Rossetti era la città di Roma. Il professionista milanese aveva messo insieme tutti i libri possibili dal XV secolo in poi riguardanti ogni aspetto artistico, archeologico, architettonico e di costume dell’Urbe. Lotto top dell’asta furono due rari volumi di Francesco Borromini, aggiudicati a 35.000 €, valore sette volte più elevato della stima iniziale.

Una sorta di ritorno alle origini, perché forse non tutti sanno che le maggiori case d’asta nacquero nel XVIII secolo (Sotheby’s nel 1844) proprio per dismettere le grandi biblioteche rimaste senza proprietario: “si pensi a quelle dei grandi dignitari come Talleyrand, o a Napoleone. Una biblioteca era uno status symbol”, e una volta che il suo creatore cadeva in disgrazia diventava un asset appetibile per molti, soprattutto librai. Sicuramente, si trattava uno status symbol impegnativo. Infatti “nessuno acquistava una biblioteca in blocco. Ciascuno andava a pescare i libri di proprio interesse, messi quindi all’asta”.

Libri antichi Sotheby's
Filippo Lotti mentre batte la collezione Rossetti, 100% sold. Courtesy Sotheby's

“Un piacere solitario”

“Il libro in sé è un pleasure asset peculiare. Non si mostra, non si esibisce. Non è per la bellezza del dorso delle copertine che si collezionano libri antichi”, dice il direttore di Sotheby’s Italia. Il libro è “un piacere solitario. Un piacere meditativo, magari. I libri antichi non si leggono, si toccano. Pergamene, pelli, sono materiali vivi, quasi umani. Viene naturale relazionarvisi. Un libro poi è tanto più prezioso quanto più ampie sono le sue dimensioni. Un criterio che del resto vale per le foto, per i disegni, le incisioni, i quadri, le opere d’arte in generale. Un impaginato grande ha maggior valore di uno piccolo”.

Oltre il contenuto, la Storia

Un mercato affine a quello dei disegni antichi? “Non esattamente. Il mercato dei disegni antichi pone molti problemi di attribuzione, aspetto che non riguarda i libri”. La categoria più ricercata dai collezionisti è quella delle scienze. “Ad ogni latitudine gli appassionati apprezzano le opere di Galileo, Copernico, Keplero. L’ultima grande personalità enciclopedico – scientifica della nostra civiltà fu Giordano Bruno, poi arrivò Galileo e con lui il metodo scientifico moderno”. Il valore di un libro antico va oltre il suo contenuto. I libri sono un piacere sia per quello che contengono, che per la storia della loro provenienza, per questioni affettive e personali: si pensi ad esempio a tutte le pubblicazioni antiche relative al proprio territorio di nascita. Oppure a un’edizione antica delle proprie letture adolescenziali, che sia Shakespeare, Joyce, Musil, Proust, Dante… Non necessariamente la prima edizione, ma un’edzione molto vecchia, che non si legge”.

La solitudine dei “libri primi”

I libri antichi costituiscono spesso il nucleo di una collezione, di una biblioteca. Per loro natura stanno in compagnia di altri libri, ma separati dai “nuovi”. “Tutti gli oggetti dialogano fra di loro, ma i libri di più. Sono fatti per stare insieme. L’elemento fisico è fondamentale, come per gli orologi, per i gioielli“. Filippo Lotti ribadisce che “i libri sono un piacere solitario”, ma che per loro natura richiedono “la compagnia di altri libri”.

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Il top lot (Francesco Borromini) dell'asta dedicata a Sergio Rossetti. Courtesy Sotheby's

I parametri di valutazione dei libri antichi secondo Sotheby’s

L’autore, l’edizione è un criterio importantissimo di valutazione. Non dev’essere necessariamente la prima, anzi. Ad esempio, le Vite del Vasari: la prima edizione è importantissima perché è la prima, ma la seconda è più ricca, ampliata, e ci sono i ritratti degli artisti. L’anno di edizione è la prima cosa che si chiede, anche se la data non è importante di per sé, l’antichità non è un valore in sé. Ci sono edizioni del XV secolo modeste ed edizioni del XX preziosissime.

Ogni particolarità può diventare valore, Filippo Lotti cita l’esempio del libro stampato in Engadina alla più alta quota del mondo o libri come la preziosissima prima edizione dei Canti Orfici di Dino Campana. L’ampiezza dell’edizione, gli antichi avanzi di magazzino sono “una manna dal cielo” per il collezionista. Altro parametro che aggiunge valore al libro può essere naturalmente l’identità del possessore precedente, il quale magari vi ha apposto le sue iniziali. Per il libro antico poi non si pone il problema dell’autenticità: falsificarlo costerebbe più dell’eventuale incasso. La questione per un libro è quella della sua completezza. Le quotazioni possono partire da poche centinaia di euro (anche 100) per poi arrivare anche a centinaia di migliaia (si pensi alla Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti, battuta lo scorso anno).

Libri antichi e dove trovarli

La fonte di approvvigionamento migliore per un appassionato è quella delle collezioni e delle biblioteche familiari. Autentici tesori spesso tenuti sotto chiave dal proprietario mentre era in vita, rarità che si traducono in guadagno (il valore dei libri antichi è stabile nel tempo) se messe all’asta oppure che vanno a costituire il nucleo di una nuova collezione, per una nuova generazione. Perché il valore di un libro sta nella sua fluidità, nella sua capacità liquida di diffondere storie e Storia. Anche a pagine chiuse.

Sotheby's vendita Sergio Rossetti libri antichi collezione
Dalla collezione Sergio Rossetti. Courtesy Sotheby's
Teresa Scarale
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