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Judaica Sassoon, l'asta dei leggendari Rothschild dell’est

Judaica Sassoon, l'asta dei leggendari Rothschild dell’est

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Wanda Rotelli
Wanda Rotelli

12 Novembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Una collezione di Judaica della leggendaria famiglia Sassoon, spesso definita dalla stampa come i “Rothschild dell’Est” sarà in asta da Sotheby’s New York il 17 dicembre. La vendita propone di 68 lotti eccellenti, con preziosi works of art in argento, manoscritti e manufatti ebraici che vanno dall’XI al XX secolo

La famiglia Sassoon, con radici a Baghdad, in Iraq, si trasferisce in India negli anni Trenta dell’Ottocento, guidata dal patriarca David Sassoon. Qui costruisce un vasto impero commerciale, giocando un ruolo rilevante nell’industrializzazione dell’Estremo Oriente. Gran parte della famiglia si trasferisce poi in Inghilterra – tra il XIX e il XX secolo, entrando nell’alta società britannica e distinguendosi in molti campi come la politica, la poesia, i media, il mecenatismo e le arti. I Sassoon hanno lunghe relazioni con la casa d’aste come acquirenti sin dai primi anni del 1900 per arricchire la propria collezione.

A partire dal 1970, la famiglia ha venduto diverse collezioni da Sotheby’s a Zurigo, New York, Londra e Tel Aviv. Questa prossima asta – davvero un unicum nel suo genere – va ad ampliare la notevole lista di aste di Judaica che, per citarne solo alcune, conta quella di Christie’s ad Amsterdam nel 1991, la Salman Schocken Collection del 1993, la David Solomon Sassoon nel 1994, la collezione Beck di manoscritti miniati del 1997, le aste J. R. Ritman del 2000, 2001 e 2003, la raccolta Montefiore di manoscritti nel 2004, i tre importanti manoscritti dalla collezione del Dr Martin Bodmer nel 2005.

Secondo John Ward di Sotheby’s a New York. “I pezzi in questa vendita non sono solo i beni personali di una delle grandi famiglie ebree del mondo, ma opere d’arte significative e raccontano un’importante storia di mecenatismo e collezionismo ebraico”.

Diversi membri, in particolare Reuben David Sassoon (1835-1905), Flora Sassoon (1859-1936), David Solomon Sassoon (1880-1942) e Solomon David Sassoon (1915-1985), furono grandi collezionisti di oggetti di storia ebraica. Questa vendita offre tesori che appartengono alla famiglia sin dai suoi primi giorni, accumulati durante la loro permanenza a Baghdad, Bombay, Hong Kong e nel Regno Unito. Un importante gruppo di oggetti proviene da Philip Salomons (1796-1867), fratello del primo sindaco ebreo di Londra e uno dei primi collezionisti di Judaica. In questa collezione, acquistata e ampliata da Reuben David Sassoon, sono presenti oggetti – molti dei quali offerti in vendita – che furono esposti alla fondamentale mostra anglo-ebraica del 1887 organizzata al Royal Albert Hall di Londra, la prima esposizione pubblica documentata di Judaica.

La collezione Sassoon ha tra i suoi vertici due importantissimi scudi di protezione della Torah in argento dorato del XVIII secolo, che rappresentano due tra i pezzi più importanti di metalli giudaici apparsi in asta da anni. Questi superbi oggetti d’arte, simili a gioielli, probabilmente realizzati a Lemberg (Lviv) – importante centro ebraico del XVIII secolo nell’odierna Ucraina – non sono solo straordinari per la loro maestria artigiana, ma sono oggi vengono con certezza attribuiti all’argentiere Elimelekh Tzoreff di Stanislav. Sebbene il nome dell’artista appaia solo su uno degli shield (valutati dai 600.000 ai 900.000 dollari), la loro decorazione assolutamente affine consente l’attribuzione per entrambi, insieme ad un terzo – analogo – (oggi custodito nel Museo di Israele), che è stato venduto dai Sassoon da Sotheby’s a Tel Aviv nel 2000, alla cifra record di quasi $ 800.000.

La maggior parte dei manoscritti proviene dalla collezione del famoso bibliofilo David Solomon Sassoon, con esempi che mostrano appieno la grandezza della cultura ebraica. Tra i libri e i manoscritti importanti della collezione vi è un piccolo gruppo di oggetti legati al grande rabbino Joseph Hayyim di Baghdad (1834-1909), una delle più importanti autorità halakhiche e cabaliste degli ebrei iracheni nel XIX e XX secolo. Spesso descritto come “il primo cabalista di Baghdad“, e indicato come il ‘Ben Ish Hai’ – a seguito della sua opera letteraria più popolare, Sefer ben ish hai – ha svolto un ruolo importante nel semplificare e rendere popolari concetti e pratiche cabalistiche in tutto il Medio Oriente. Il lotto principale è un Siddur, o libro di preghiere quotidiane, di proprietà del rabbino di Baghdad, Joseph Hayyim (stima $ 100 / 200.000) che contiene le preghiere dell’anno liturgico, accompagnate da un commento cabalistico e si distingue non solo per l’alta qualità della calligrafia, ma anche per la presenza di numerose note e commenti manoscritti dallo stesso rabbino.

La vendita include anche un rotolo della Torah in miniatura del XIX secolo, estremamente ben eseguito e conservato (stima $ 80 / 120,00). Se la maggior parte dei rotoli comuni usati nelle sinagoghe per scopi rituali sono grandi e pesanti, quelli per la devozione privata tendono ad essere di minori dimensioni, consentendo ai loro proprietari non solo di riporli più facilmente, ma anche di trasportarli da un luogo all’altro. Naturalmente, il grado di competenza richiesto per produrre una pergamena in miniatura come quella in asta era appannaggio degli scriba più abili e rende tali pergamene estremamente rare e di grande valore. I lotti in asta riflettono i gusti personali, lo stile di vita lussuoso e l’internazionalità di questa celebre famiglia.

Un sontuoso abito da sposo, Bombay, 1853. Sassoon Judaica, courtesy Sotheby's

Alcuni esempi sono: la magnifica veste di seta che Ezekiel ben Joshua Gubbay (1824-1896) indossò durante il suo matrimonio con Aziza Sassoon (1839-1897) ( stima $ 2 / 4.000); la ketubbah indossata al matrimonio di Reuben David Sassoon e Catherine Ezekiel, esponenti di due tra le più grandi famiglie di mercanti di Baghdadi in India (stima $ 10 / 20.000); la targa commemorativa d’argento per Lady Anne Sassoon, moglie di Sir Albert (Abdullah) David Sassoon (stima $ 2 / 3.000); l’anello con sigillo usato da David Solomon Sassoon (stima $ 2 / 3.000) e la medaglia d’oro donata a Lady Rachel Sassoon Ezra dal governatore del Bengala nel 1947 (stima $ 1.000 / 1.500).

Le parole di Sharon Liberman Mintz, del dipartimento di Books and Manuscripts di Sotheby’s sintetizzano la assoluta pregevolezza della selezione: “Il pedigree illustre, l’alta qualità e l’importanza storica di questa collezione mi lascia senza fiato. Non solo gli argenti e i manoscritti ebraici sono tra gli oggetti più belli mai presentati sul mercato, ma si distinguono ulteriormente per la loro provenienza da generazioni di membri di questa famiglia. Occuparmi di questa collezione rappresenta uno dei momenti salienti della mia carriera “. L’appuntamento di dicembre sarà di quelli da seguire

Wanda Rotelli
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