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Food, arte e real estate: sui tetti, dagli Usa all’Italia

Food, arte e real estate: sui tetti, dagli Usa all’Italia

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Contributor, Paola Casali

21 Marzo 2020
Tempo di lettura: 5 min
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Ovunque nel mondo, dagli Usa all’Italia, si sta diffondendo un triplice trend, quello del food sposato all’arte e al real estate. Per generare progetti intorno alla ritualità del cibo. Ecco le ultime tendenze, per volare con la fantasia sui tetti più belli del mondo

Siamo sempre più connessi, ma spesso lontani l’uno dall’altro. Dalla generazione y a quella z avvertiamo l’esigenza di incontrarci, di condividere, di parlare e di ridere insieme. Ma soprattutto, tra le generazioni di ogni età si sta rafforzando il piacere di mangiare insieme. E non è solo cibo. E’ food più arte più real estate. Negli Stati Uniti stanno aumentando a dismisura i luoghi dove le persone possono incontrarsi, fare conversazione, condividere esperienze, passioni e piaceri. Magari dopo una mostra d’arte, un evento culturale o dopo aver fatto acquistati.

A New York per esempio, dopo la visita al Fotografiska degli svedesi Jan e Per Broman in Park Avenue, non può mancare il desiderio di sedersi ai tavoli del suo caffé/ristorante dal sapore mitteleuropeo Veronika. Locale chiamato così in onore della santa protettrice dei fotografi.

L’esperienza è a 360 gradi tra arte, cultura e food. Questo genera un’attrazione magnetica tra le persone, l’arte e il cibo: qui gli effetti “visivi, olfattivi e mentali” sono un qualcosa di talmente unico che il popolo dei social non può provare. Ovunque nel mondo, dagli Usa all’Italia, si sta diffondendo la cultura di generare progetti intorno alla ritualità del cibo. Le persone avvertono sempre più il desiderio di comunità e tutte le comunità nascono intorno a un tavolo.

A Roma, nella cornice del palazzo dell’auditorium sopra alla sala concerti, è stato aperto Chorus, ritrovo per romani e non. Qui, il sacro della musica classica dell’auditorium  si fonde con il profano di un’ottima ristorazione e cocktail serviti abilmente dal barman, premiato qualche anno fa primo al mondo nella sua categoria. Il tutto immerso in un’architettura razionalista, all’ombra della cupola di San Pietro.

Chorus - Roma
Chorus - Roma

Già nel 2018 Urban Land Institute America (Uli), prestigiosa istituzione dedicata all’immobiliare, alla progettazione e pianificazione delle città, evidenziava i mutui benefici nella relazione food e territorio. Inoltre, illustrava come gli spazi all’aperto, i giardini in comune, i rooftop, le food hall, i ristoranti, i grocery store e il real estate residenziale si intrecciassero tra di loro  e come per i developer il cibo fosse l’elemento differenziante per progetti sempre più sostenibili. Proprio negli Stati Uniti circa il 40% della popolazione totale è classificato come obeso. Il 16% dei residenti negli Usa dichiara che nella propria comunità non è disponibile healthy food (letteralmente “cibo sano” in contrapposizione con il junk food).

Negli Usa, le proprietà immobiliari vicine a parchi, giardini e orti urbani hanno visto crescere il loro valore dal 15 al 30%. Un esempio molto peculiare è rappresentato da Arbour House nel Bronx, a nord di Manhattan. Si tratta di uno sviluppo immobiliare di circa 11mila mq: 124 appartamenti in affordable housing in un quartiere con alto tasso di diabete e problemi cardiologici. L’edificio tra le particolarità ha un ampio rooftop con copertura modello serra, dove si producono frutta e verdura fresca. Una parte di questo cibo viene acquistata dai residenti, mentre circa il 40% è destinato a scuole e ospedali limitrofi e il restante è distribuito ai negozi e ristoranti locali.

Park Avenue, New York

I venture capitalist guardano con estremo interesse questi progetti di sviluppo immobiliare che generano un effetto positivo sul miglioramento delle condizioni di vita della comunità. Sono degli evidenti esempi di inclusion, diversity e community engagement e driver di successo dell’iniziativa immobiliare.

Il food catalizza la creazione di comunità. Anche nel contesto residenziale di Manhattan, dove i developer stanno promuovendo lezioni di cucina (cooking class) non solo per promuovere un sano modo di nutrirsi, ma anche forme di socializzazione all’interno della propria comunità di appartenenza.

Il settore immobiliare ha compreso molto bene questa valenza sociale degli spazi. Sempre a New York, Wework ha creato per esempio Wework food labs. Si tratta di una comunità di imprenditori ed esperti dell’industria alimentare i quali operano e investono in startup che impattano sulla sostenibilità futura del cibo e dell’agricoltura.

Let’s meet, let’s talk, let’s laugh, let’ s share and  let’s be more sustainable. Incontriamoci, parliamo, ridiamo, condividiamo e siamo sempre più sostenibili [non appena di nuovo possibile, ndr].

A cura di Paola Casali, ceo & founder di Casali & Partners

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Contributor , Paola Casali
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