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Diamanti “old cut”: riscoprire il valore del taglio

Diamanti “old cut”: riscoprire il valore del taglio

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Alessandro Montinari
Alessandro Montinari

10 Aprile 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Diamanti che appartengono ad un altro secolo e che tornano di attualità in questi tempi incerti

  • Interessanti i risvolti che questi preziosi possono avere anche come pleasure asset

  • Ottimi i risultati nelle aste di Fine Jewels

Old cut, “va da sé che il valore di queste gemme aumenterà forse un giorno ancora più dei diamanti di taglio moderno perché sono pietre uniche e rarissime”

Per alcuni sono solo “diamanti vintage” ma ai più sono noti come gli “old cut”. Diamanti che appartengono ad un altro secolo e che tornano di attualità in questi tempi incerti.

Con gli “old cut” si parla di lusso come lo si intendeva una volta. Indossati da re e regine brillavano da lontano agli occhi dei loro sudditi.

Diamanti tagliati rotondi con lo stile e le proporzioni che hanno fatto da precursori al brillante moderno. Manualmente lavorati da artigiani sapienti in modo unico e irripetibile prima dell’avvento di strumenti di taglio innovativi, come la sega circolare diamantata, e gli studi matematici delle proporzioni dei primi decenni del XX secolo.

È infatti con lo studio Diamond Design di Marcel Tolkowsky pubblicato nel 1919 a Londra che si segna il passaggio dal taglio vecchio al moderno taglio brillante.

Ma questi diamanti non sono mai stati del tutto dimenticati. Le signore borghesi li custodiscono gelosamente, reinventandoli in montature moderne e, dopo averli indossati, li regalano alle figlie. Oppure gioiellieri esperti li acquistano nelle aste per poi proporli ai loro clienti più affezionati in cerca di qualcosa di speciale. O ancora vengono ritagliati con taglio brillante per essere valorizzati e rimessi sul mercato dai professionisti del settore. Interessanti i risvolti che questi preziosi possono avere anche come pleasure asset.

Il parere del gioielliere Riccardo Cielo

Sono diversi anni che propongo ai nostri clienti diamanti old cut come alternativa ai diamanti dal taglio moderno e ai diamanti sintetici”. Sono le parole di Riccardo Cielo, terza generazione di gioiellieri titolare, insieme ai fratelli Angelo e Fabio, del marchio di famiglia “Cielo 1914” attivo nella loro sede milanese in Piazza del Duomo.

Gli old cut si collocano in una fascia di prezzo intermedia tra il taglio brillante e i diamanti sintetici e risultano quindi interessanti per la clientela che non vuole rinunciare alla qualità pur avendo a disposizione budget più contenuti rispetto al passato”, prosegue Riccardo Cielo, “è infatti, il taglio brillante viene valutato tra i 9 e i 15 mila euro al carato mentre l’old cut tra i 4 e i 5 mila euro a carato. Chiudono infine i diamanti sintetici con una valutazione tra i 2 e i 4 mila euro. Questi ultimi, pur avendo raggiunto un buon livello di qualità negli ultimi anni, grazie all’impiego di attrezzature in grado di farli assomigliare alle pietre naturali, rappresentano pur sempre un prodotto di laboratorio”.

E dunque per Riccardo Cielo “gli old cut rappresentano una alternativa di qualità rispetto al taglio brillante con interessanti prospettive di crescita del loro valore visto che se ne trovano pochi in giro”.

E infatti il loro valore nelle aste registra ottimi risultati e le prospettive sono di ascesa. Ci si deve orientare però su pietre di buona caratura (minimo ct 1,5) accompagnate da certificati di autenticità.

Le aste sui diamanti old cut

Analizzando le aste Fine Jeweles di Cambi e Il Ponte degli ultimi anni emerge un trend stabile con risultati spesso oltre la soglia stimata. Per i diamanti più rari si sono registrate aggiudicazioni sorprendenti.

Ad esempio, nell’asta n. 0344 di Cambi del 22 maggio 2015 un solitario taglio rotondo di ct 10,90, colore N, SI, accompagnato da certificato, con base d’asta tra i 15 mila e i 25 mila euro è stato aggiudicato a 60 mila euro. Nell’asta 0209 sempre di Cambi un diamante vecchio taglio di ct 3,99, colore J, caratteristiche interne SI1, accompagnato da certificato, stimato tra gli 8 mila e i 10 mila euro è stato venduto a 19 mila euro. Da Il Ponte nell’asta 378 del 15 novembre 2016 un diamante rotondo taglio vecchio europeo di ct 3,81, accompagnato da certificato, quotato inizialmente tra i 13 mila e i 18 mila è stato aggiudicato a 19 mila euro. Nell’asta n. 367 del 24 maggio 2016 un diamante rotondo taglio brillante vecchio europeo di Ct. 2,94, accompagnato da analisi gemmologica, con base d’asta tra i 3.700 e i 4.700 euro è stato aggiudicato a 5.700 euro.

Risultati che per solitari e gioielli con pietre grandi denotano anche un’ottima liquidità con una percentuale di aggiudicazioni superiore al 90%. Come per tutte le operazioni di investimento è fondamentale però aggiudicarsi il bene al giusto prezzo.

Ma come si determina il prezzo corretto degli “old cut” se si considera che il Listino di riferimento (Rapaport 1978) e di molti anni più giovane rispetto a questi diamanti vintage?

L’importanza degli acquisti fatti in passato

Risponde ancora Riccardo Cielo: “In realtà per quotare gli old cut ci vuole solo l’esperienza basata sugli acquisti fatti in passato. La dove trovo un valore troppo alto io non acquisto e il valore troppo alto è quello che si avvicina al valore del taglio moderno. Cerco di fare riferimento a un valore mediano tra i diamanti sintetici e quelli moderni, a parità di caratura. Subentrano poi altri aspetti che sono dati dalla bellezza del taglio o dalla pulizia della pietra e dalle proporzioni.”.

Sulle prospettive di ascesa del valore di queste pietre preziose Riccardo Cielo non ha dubbi “Va da sé che il valore di queste gemme aumenterà forse un giorno ancora più dei diamanti di taglio moderno perché sono pietre uniche e rarissime. È un po’ il senso delle vecchie macchine d’epoca degli anni 40 o 50. Dieci anni fa non le voleva nessuno. Adesso stanno raggiungendo prezzi esorbitanti”.

In tempi incerti riscoprire il valore reale di ciò che abbiamo già diventa una priorità. Vale per i sentimenti, vale per le cose belle.

alessandro@we-wealth.com

Alessandro Montinari
Alessandro Montinari
Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. Collabora da più di un decennio con uno studio boutique del centro di Milano.
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