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Rendimento dei beni di lusso: i dati di The Wealth Report 2018

02 Aprile 2018 · Teresa Scarale · 2 min

  • Arte, auto, ceramiche cinesi, diamanti colorati, vini, mobili, monete, gioielli, francobolli, orologi, vini sono nel complesso accattivanti beni rifugio

  • Tranne che per le ceramiche cinesi ed i mobili antichi, le proiezioni di rendimento a uno e dieci anni sono spettacolari

  • Arte, auto e vini di pregio conquistano il podio

La differenziazione del portafoglio passa sempre più dai cosiddetti pleasure asset. Beni di lusso il cui acquisto non dipende solo dall’opportunismo finanziario, ma anche e soprattutto dalla passione di chi li compra.

Come ogni anno, l’autorevole guida The Wealth Report 2018 di Knight Frank perlustra con dovizia di dettagli anche l’universo dei pleasure asset. Quei beni di investimento rappresentativi come niente altro dello status di ultra ricco, e riconducibili ad oggetti del desiderio quasi archetipici. Knight Frank attualmente cataloga i beni di lusso in arte, auto, ceramiche cinesi, diamanti colorati, vini, mobili, monete, gioielli, francobolli, orologi, vini. Al di là del fascino insito in se stessi, questi beni rappresentano oggi una vera strategia di diversificazione del rischio nei grandi portafogli. I beni di lusso continuano a essere un rifugio ragionevolmente sicuro. I cosiddetti pleasure asset sono infatti poco correlati agli indici finanziari e i trend dei loro rendimenti risultano nel complesso molto positivi.

Grafico di The Wealth Report 2018 di Knight Frank
Fonte: Knight Frank

Il grafico di Knight Frank descrive lo stato dell’arte all’ultimo trimestre 2017, con le proiezioni di là a dodici e a centoventi mesi. Le due categorie di asset che già a un anno rendono a doppia cifra sono i beni d’arte e il vino. I primi fanno da padrone, con un rendimento del 21%, mentre il vino di pregio rende l’11%. Proiettandosi però a dieci anni, l’apprezzamento fa un vero e proprio balzo per quasi tutti i segmenti. Vincono la corsa le auto da collezione, arrivando a valere il 334% in più rispetto al prezzo d’acquisto, a fronte di un rendimento a dodici mesi del solo 2%. Il podio però spetta meritevolmente anche ai vini d’annata (192%) e alle monete (182%). Tripla cifra pure per gioielli (138%) e francobolli (103%). Numeri che fanno impallidire o arrossire di piacere, anche considerando i pleasure asset che a dieci anni guadagnano “solo” a due cifre: i beni d’arte (78%), i diamanti colorati (70%) e gli orologi (69%).

Jean-Michel Basquiat, Untitled 1982
Jean-Michel Basquiat, Untitled (1982), nel 2017 battuto da Sotheby’s per 110,5 milioni di dollari

Deludono invece le ceramiche cinesi, perdendo il 3% del loro valore d’acquisto; la perdita a un anno era del 5%. L’occupazione dello spazio domestico oggetti e mobili non è evidentemente gradito: questi ultimi fanno un tonfo addirittura del 32%, mentre a un anno la perdita era contenuta (1%). Tuttavia il rendimento generale dei pleasure si attesta al 7% nei dodici mesi e al 126% a dieci anni. La passione per il bello paga, e io la voglio, come cantano i Franz Ferdinand.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
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