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Collezionismo: il fascino dei multipli d’arte

Collezionismo: il fascino dei multipli d’arte

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Andrea Concas
Andrea Concas

27 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • I multipli d’arte sono opere da collezionare, spesso accessibili nel prezzo ed ottimi investimenti

  • Grandi artisti come Picasso, Haring, Koons o i nostri Fontana e Burri hanno realizzato multipli d’arte

  • Le Limited Edition dello street artist Banksy per quanto siano state vendute a poche decine di sterline, oggi ne valgono migliaia e sono desiderate dai più grandi collezionisti

Non tutti considerano i multipli d’arte come oggetto di collezionismo. Ecco i segreti di questo affascinante segmento della comunicazione visiva

“I multipli sono degli oggetti a due o più dimensioni progettati per essere prodotti in un numero limitato o illimitato di esemplari, allo scopo di comunicare, per via visiva, una informazione di carattere estetico ad un pubblico vasto e indifferenziato.”

Questa è la definizione dei Multipli d’Arte di Bruno Munari, nel suo “Codice Ovvio” edito da Einaudi nel 1971, che ben rappresenta la visione di un’arte accessibile per eccellenza e natura.

Ma la storia dei Multipli d’Arte nasce secoli prima, addirittura nel Rinascimento, quando i maestri incisori creavano opere destinate alla riproduzione seriale per la massima diffusione della magnificenza dei propri mecenati anche oltre il confine territoriale delle città.

Considerati da alcuni come “un’arte minore” da collezionare, talvolta bistrattata con il semplice appellativo di “copia” dell’originale, i Multipli trovano oggi nuova vita e valore all’interno di un’arte considerata accessibile, in crescita continua grazie al commercio on line.

Incisioni, calcografie, litografie, serigrafie, xerografie, xilografie, fusioni metalliche in stampi, in ceramiche, in gesso, in plexiglas, di bachelite sono solo alcune delle tecniche utilizzate per riprodurre in serie un’opera d’arte.

I multipli d’arte sono stati realizzati da artisti come PicassoDalì, Mirò, ChagallHaring, Lichtenstein, Rotella, Burri, Manzoni e Lucio Fontana, il cui ultimo intitolato “Concetto Spaziale” è stato battuto proprio da Sotheby’s, nell’asta dello scorso novembre 2019, a quasi ventimila euro.

Con Andy Warhol si è assistito all’esplosione della Pop Art di cui i Multipli e la produzione seriale sono diventatiilchiaro manifesto di un’arte “per tutti”,costruendo anche il successo della eclettica “Silver Factory”, sede argentata dove venivano prodotte le serigrafie che oggi valgono da qualche migliaia di euro fino a diverse centinaia o milioni.

Negli anni 2000 con la Street Art che urla prepotentemente nello scenario e mercato dell’arte, artisti come Shepard Fairey “OBEY”, InvaderRetnaRon English e il più famoso di tutti BANKSY, decidono che la loro arte dovrà diventare accessibile, così come sulla strada, al più alto numero di persone, sovvertendo in questo modo il sistema di diffusione e vendita diretta delle opere in “Limited Edition”.

Multipli d’arte: un pedigree dal nome “Banksy”

BANKSY fu tra i primi a comprende la forza di una vendita diretta delle sue “prints”, talvolta realizzate in edizione superiore ai 400 esemplari, con cifre popolari comprese tra i 40, 100 fino ai 500 euro, edizioni rivolte direttamente ai propri collezionisti, prima dal vivo con file chilometriche in attesa del cosiddetto “print release” il momento “fatidico” del rilascio, e attualmente online con i siti che vanno in tilt per il numero di ordini ricevuti.

 Oggi, alcuni di quei multipli di BANKSY da poche decine di sterline valgono decine di migliaia di sterline, a volte anche centinaia, un fenomeno di cui parlo più estesamente nel mio Libro ChatBOT “BANKSY – 100 Domande 150 Risposte” edito da Mondadori Electa, svelando i segreti, le opere, il mercato e gli aneddoti dello street artist più famoso al mondo.

Esistono Multipli d’Arte editati dopo la scomparsa dell’artista, come il caso dell’Estate of Jean-Michel Basquiat, che ha prodottolimited editiondi opere, alcune inedite, in collaborazione con Pace Prints (stamperia d’arte della Pace Gallery) per la modica cifra di 35.000 dollari cadauna, senza naturalmente la firma autografa!

Oggi praticamente tutti gli artisti viventi blue chip come KoonsHirstHockney, Serra o la Beecroft, solo per citarne alcuni, hanno realizzato e prodotto multipli d’arte per i propri collezionisti.

Collezionare Multipli è un’ottima modalità per iniziare unaraccoltad’arte di un certo prestigio, io stesso ho iniziato così quando, poco più che ventenne, ho comprato il mio primo Mirò autografato.

Oggi, seppure non possiedauna sua opera unica, in compenso ho fondato Art Backers editore che produce multipli d’arte insieme alle gallerie The AB Gallery dove le Limited Edition sono chiave per un’arte accessibile e condivisa.

Possono essere chiamate “emozioni”, ma di certo ora, non si può più definire, quella dei multipli, un’arte minore!

Andrea Concas
Andrea Concas
"Fondatore e CEO della startup dell’arte Art Backers e di Art Rights, piattaforma per la gestione e certificazione delle opere d’arte e di ArtCollateral, primo escrow agent per l’Art Lending. Autore di libri, docente e speaker, ogni giorno parla e scrive di Arte & Innovazione come divulgatore e tramite ProfessioneARTE, la prima community online per i professionisti del mondo dell’arte".
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