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Aste 2020, quando il design italiano batte l’arte

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Alessandro Montinari
Alessandro Montinari

30 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Nell’ultima asta internazionale di Christie’s il design italiano non delude e registra ottime aggiudicazioni. Alta l’attenzione del mercato su edizioni limitate, in ottimo stato e dei grandi maestri italiani del novecento

Quest’anno la consueta asta autunnale di Christie’s dedicata all’arte italiana si è arricchita di una serie di lotti di design dei grandi maestri italiani. E così nella serata del 22 ottobre a Londra ha preso vita la“Thinking Italian Art and Design Evening Sale” che per la prima volta ha riunito in un unico evento arte e design, due eccellenze italiane del dopoguerra.

L’asta ha messo in dialogo alcuni tra i migliori esempi di queste due categorie che hanno contraddistinto in particolare il XX secolo. Grandi artisti come Alighiero Boetti, Lucio Fontana e Pino Pascali hanno dialogato con Gio Ponti, Carlo Mollino e Carlo Scarpa. Insieme artisti e designer hanno dominato l’avanguardia europea e hanno influenzato arte e design nei decenni a seguire.

L’esempio di Christie’s dimostra la grande attenzione che il mercato riconosce al design italiano, famoso in tutto il mondo. E, infatti, se è vero che i risultati d’asta per l’arte sono stati modesti, il design non ha deluso e ha confermato le aspettative. I valori economici dei due settori sono decisamente a favore dell’arte ma sorprende, in proporzione, il successo del design in termini di aggiudicazioni. Cinque dei sette lotti di design presenti in catalogo hanno infatti registrato aggiudicazioni per complessivi 318.750 sterline pari a Euro 351.300. Solo un lotto invenduto e uno ritirato. Tra i cinque lotti aggiudicati tre sono di Gio Ponti. In particolare un grande candelabro realizzato nel 1968 circa da Arredoluce, proveniente da una collezione privata milanese, è stato battuto a 106.250 sterline (Euro 117.116) a fronte di una stima iniziale di 30.000 – 40.000 sterline.

Riccardo Dalisi

Sempre sopra la stima è stato aggiudicato un secondo lotto di Gio Ponti presente in asta, “vaso delle donne e dei fiori”, proveniente da una collezione privata tedesca, battuto per 56.250 sterline (Euro 62.003) a fronte di una stima di 30.000 – 50.000. Ha confermato invece la stima iniziale l’ultimo lotto presente in asta di Gio Ponti e Pietro Chiesa rappresentato da due rare “sculture da tavolo” aggiudicate a 60.000 sterline (Euro 66.110).  Da segnalare anche il lotto 162 “Easel” di Carlo Scarpa, proveniente dai Fratelli Anfodillo di Venezia, che ha realizzato 75.000 sterline (Euro 82.671) a fronte di una stima iniziale di 60.000 – 80.000 sterline. In linea con la stima anche la rara “sedia Pasternacchio” di Riccardo Dalisi, realizzata nel 1979 e proveniente da una collezione privata di Milano, aggiudicata per 21.250 sterline (Euro 23.423).

L’asta di Christie’s conferma il buon trend di mercato che ha visto il settore del design sempre più apprezzato nell’anno 2019 a livello internazionale, soprattutto per i lotti firmati dai grandi nomi del novecento. Negli ultimi anni è stato soprattutto il Design italiano ad aver vissuto un’autentica esplosione, con particolare attenzione da parte dei collezionisti di tutto il mondo soprattutto per le “serie limitate” e i prototipi dei grandi designer. Al contrario degli altri settori, il design nel 2019 è stato di grande qualità. Nonostante la riduzione del numero di aste milionarie di arredi e design, passate da 27 a 23, è infatti cresciuto il fatturato totale, attestatosi a $176,2 Mln (+7,6% a/a).

Carlo Scarpa

Tra i lotti più interessanti del 2019 ottimi risultati per i maestri italiani, tra cui in particolare Gio Ponti e Diego Giacometti, e per il designer francese Marteen Baas, che ha registrato nell’anno il suo nuovo record d’artista da Sotheby’s a Parigi. E proprio la capitale francese si rivela sempre più epicentro del mercato del design, avendo guadagnato nel 2019 terreno su New York, arrivando a rappresentare il 28,6% del fatturato annuo. La piazza statunitense rimane al primo posto, con il 54% del volume d’affari del segmento, mentre Londra è all’ultimo posto con il restante 17,4%[1].

Il trend del 2019 ha trovato conferme anche nell’asta di Phillips dello scorso giugno che ha registrato 5.3 milioni di sterline con record mondiali per Gino Sarfatti e Mario Gottardi.

Aste 2020, quando il design italiano batte l’arte
Giò Ponti

I lotti di design sono particolarmente ambiti dai “bidders” internazionali che partecipano attivamente alle aste organizzate dalle principali case italiane oltre che da quelle estere. In Italia si registrano percentuali di partecipazione dall’estero molto alte, in linea con quelle dell’arte moderna e dunque ben al di sopra degli altri settori. Sorprende sapere come i Paesi di provenienza dei collezionisti/investitori siano per il design italiano i più disparati da oriente a occidente. I lotti aggiudicati in Italia vengono poi rimessi in commercio all’estero a prezzi da capogiro.

alessandro@we-wealth.com

[1] Fonte Art and finance report 2020 Deloitte & ArtTactic, 6° edizione 2020

Alessandro Montinari
Alessandro Montinari
Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. Collabora da più di un decennio con uno studio boutique del centro di Milano.
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