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Vola l'azionario Usa nel primo trimestre. I mercati, no.

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

11 Maggio 2018
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  • Quali sono i settori andati meglio

  • Perché gli investitori non si sono lasciati impressionare dal boom degli utili americani

Il comparto azionario statunitense è andato meglio del previsto nel primo trimestre 2018. Il mercato tuttavia non si è impressionato, restando tiepido.

Azionario in crescita negli Stati Uniti. I primi tre mesi del 2018 sono andati ancora meglio del previsto. Ne parla diffusamente Patrick Moonen, principal strategist multi asset di NN Investment Partners nella sua ultima nota informativa. Il report specifica che l’81% dello S&P500 ha riportato risultati positivi nel primo trimestre. Il 79% ha fatto poi meglio del previsto. E la crescita degli utili è stata pari al 28%, mentre quella delle vendite all’8,5%.

Il settore che è andato meglio è stato quello dell’energia. I relativi guadagni sono sono aumentati dell’83%, grazie al forte aumento del prezzo del petrolio. E’ da sottolineare che si tratta di crescita “vera”, essendo trainata più dal miglioramento dei margini operativi che dalla riforma fiscale.

Vi è stato poi un avvicendamento alla “testa” del mercato. I titoli finanziari e tech hanno avuto una performance inferiore alle aspettative. Pur registrando buoni risultati, hanno lasciato il primato ai difensivi come utility, telecomunicazioni e real estate.

La stima di crescita degli utili negli Usa è aumentata dell’1,3% in sole due settimane, portandosi al 22%. Tuttavia gli investitori non si sono entusiasmati. La loro risposta a questi risultati positivi è stata tiepida. Il motivo potrebbe essere legato alla ciclicità degli utili. Questi sarebbero vicini al loro picco ciclico: dopo, non potranno che diminuire. Un altro fattore di erosione degli utili futuri è il costo delle materie prime, che sta aumentando.

Un altro fattore di “distrazione” degli investitori potrebbe essere quello legato al ciclo dei tassi d’interesse. E’ qui infatti che ora sono puntati gli occhi degli asset manager, a dispetto dei sei rialzi dei tassi previsti da parte della Fed entro la fine del 2019.

La tecnologia e la finanza restano i due settori più sovrappesati nei portafogli, mentre utility, telecomunicazioni e immobiliare sono sottopesati. Questa tendenza potrebbe invertirsi , o per lo meno cambiare composizione a dispetto del compaarto tecnologico e finanziario.Questa quadratura delle posizioni attive è coerente con l’incertezza macroeconomica che gli investitori si trovano ad affrontare.

Attualmente il rapporto tra settori ciclici e settori difensivi su base prezzo/valore contabile è al livello più alto degli ultimi venti anni, periodo che include la bolla internet.

Tuttavia, Moonen non vede alcun motivo per sovrappesare i difensivi in portafoglio. I dati economici sono ancora ottimi, e le condizioni finanziarie sono favorevoli. La fiducia dei consumatori ha raggiunto livelli mai registrati nell’ultimo decennio.

Uno degli aspetti positivi dell’azionario attuale è che esiste un ciclo di feedback positivo tra consumatori e imprese. Contesto questo di solito vantaggioso per i settori ciclici. Tuttavia, anche in questo caso le crescenti tensioni commerciali addensano qualche nube di rischio sui mercati. E probabilmente le minacce e le dichiarazioni tonanti del politico di turno continueranno, pesando sul sentiment degli investitori.

Teresa Scarale
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