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Family business e legittima (quota riservata): una minaccia oppure un'opportunità

13 Agosto 2019 · Contributor, Claudio Devecchi · 2 min

L’obbligo di riservare ai famigliari una quota dell’eredità ha dato spesso luogo a vicende intricate e imprevedibili

La vicenda più celebre ha avuto come protagonista Margherita Agnelli, figlia del patron della Fiat Gianni Agnelli, che per anni (fino al 2010) duellò nei tribunali con la madre Marella rea, a suo giudizio, di averle negato la giusta legittima nell’eredità del padre.

Quanti altre decine se non centinaia di casi concreti sono accaduti allorché quella norma non è stata -a parere dei legit- timari- rispettata? Quello di Margherita Agnelli è, appunto, il caso più famoso di come le norme volte a soddisfare il “legittimo” interesse dei parenti nell’ambito della succes- sione possano generare tensioni tra gli eredi ed avere con- seguenze importanti anche nella vita delle imprese (grandi e piccole) quando quest’ultime rappresentano il “cespite”

da suddividere tra gli “aventi diritto”. Le storie più recenti di Luxottica e di Esselunga stanno lì a dimostrare che gli esiti di questi passaggi generazionali possono essere intricati ed imprevedibili. E, al di là delle volontà dei singoli, portare pregiudizio a quel bene sociale rappresentato dall’impresa,
che può coinvolgere direttamente o indirettamente il futuro di molte altre famiglie. Ma è soltanto una questione di di- ritto o le cause partono da lontano? Secondo le ricerche di CERIF, numerosi fattori di specie non giuridica stanno alla base di questioni complesse come il corretto utilizzo della quota riservata. Lo schema riportato mostra l’interazione con 17 elementi. Queste criticità appartengono alle quattro macro aree in cui si ripartiscono tali sfide: si va dal modello di business, ai rapporti impresa-famiglia, per proseguire poi con gli assetti economico-patrimoniale e concludere con il livello dei rischi.

Individuare di volta in volta tra questi 17 fattori quelli più reali e quindi vicini al caso di specie può essere un utile “esercizio” per rappresentare il fenomeno in tutte le sue componenti. Ad evidenza ciò può essere fatto solamente se richiesto esplicitamente e quindi con l’aiuto del diretto inte- ressato (l’imprenditore medesimo, i componenti la famiglia [coniugi o parenti] impegnati nella conduzione aziendale, gli eredi previsti nel passaggio generazionale, ecc.). Ipotizziamo (ma siamo molto vicini alla realtà) di descrivere la situazione della famiglia Pinco Pallino. Il sig. Pinco è un imprenditore edile. Un anno fa si è legalmente separato dalla moglie, dalla quale ha avuto un figlio, oggi maggiorenne; Il sig. Pinco ha anche un altro figlio, minorenne, nato dalla relazione con la sua attuale compagna. Il sig. Pinco vorrebbe pianificare la sua successione in maniera tale da tutelare entrambi i suoi figli (ma soprattutto il figlio ancora mino- renne), e la sua attuale compagna limitando il più possibile le autonomie gestionali della ex moglie. La composizione del suo patrimonio è composto da tre aree: asset finanziari (conti correnti bancari, azioni, obbligazioni), immobili di famiglia, partecipazioni societarie. Se l’imprenditore non pianificasse la successione, la suddivisione del patrimonio familiare vedrebbe le quote di legittima spettanti agli eredi (figlio minorenne, altro figlio, coniuge separato) pari a un terzo ciascuno.

L’intervento di un esperto banker potrebbe invece disegna- re uno scenario abbastanza differente. Le partecipazioni societarie confluirebbero in un trust a favore degli eredi; gli immobili di famiglia andare al figlio maggiorenne, a quel- lo minorenne e alla compagna attraverso rispettivamente l’attivazione di una donazione/testamento, una riserva di usufrutto e un diritto di abitazione. Infine gli asset finan- ziari potrebbero essere attribuiti alla compagna e al figlio minorenne attivando una polizza assicurativa.

Così facendo sono state a priori considerate, attivate e rese operanti alcune delle precedenti diciassette criticità, per la precisione le seguenti dieci: continuità del nome della famiglia, assetti organizzativi, gestione della successione e della continuazione, valutazione delle quote sociali, (evi- tata la) commistione del patrimonio, divisione delle quote societarie, rischio famiglia (incapacità degli eredi), rivalità familiari, rischio collegato alla perdita dl fondatore ed infine emozioni familiari ed extra familiari. Poi sono stati scelti gli strumenti più idonei a risolvere i numerosi aspetti del problema. Non è poco!

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Contributor , Claudio Devecchi
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