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Anno 2020: sempre più valore nella gestione attiva

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

07 Ottobre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • “Dal 2018 in poi, proprio per tutti i nuovi paradigmi sia di mercato che normativi, abbiamo visto un contesto completamente diverso che si rispecchia anche nei flussi dell’industria nel suo complesso (che vanno in questi mesi tra lo 0 e 3-4 miliardi)”

  • “In questo contesto, gli investitori hanno risposto con una elevata avversione al rischio andando a disinvestire dalle asset class più rischiose”

In un contesto di rendimenti compressi la migliore soluzione non è per forza quella di offrire prodotti che costano poco. Le soluzioni individuate da Pictet Am, in uno scenario in cui la politica monetaria è al capolinea e si sta aspettando “la coincidenza fiscale”

In un contesto post Mifid2, c’è sempre più attenzione sul cliente finale, sul tema della trasparenza, del valore ma anche dei costi.: “Non crediamo però che la migliore soluzione oggi in un contesto di rendimenti compressi sia per forza quella di offrire prodotti che costano poco. La gestione attiva non è destinata a scomparire a vantaggio di quella passiva, (etf, fondi indicizzati etc) anzi, i due approcci possono sicuramente convivere nel tempo”. A parlare è Paolo Paschetta, country head Italia di Pictet Asset Management, che aggiunge che se si analizzano le performance a un anno di tutti i loro fondi si scopre che il 67% di questi batte i rispettivi benchmark di riferimento..

“È chiaro che bisogna saper scegliere la soluzione più adeguata”, puntualizza Paschetta che ricorda che siamo in una nuova era, fatta di nuove regole. Mifid2 non nasce oggi, ma oggi, mese dopo mese, vediamo un impatto sempre crescente. “vediamo oggi dei nuovi paradigmi di mercato mai riscontrati prima. Il 2018 è stato un anno complicato sotto molti aspetti, e si è concluso con l’ultimo trimestre che ha impattato sui rendimenti dei clienti: performance negative su quasi tutte le asset class.Il 2019, invece, nonostante le preoccupazioni iniziali e le novità normative, ha presentato uno scenario completamente diverso, con performance che solo pochi hanno saputo cogliere per trovare aree di investimenti in cui saper produrre valore e per attrarre nuovi clienti. E noi siamo tra quelli – ha aggiunto il country head di Pictet am – A fronte di un andamento dell’indice Msci world estremamente positivo che ha superato il 20% da inizio anno, i flussi sull’azionario dell’industria del risparmio gestito sono stati nonostante tutto compressi soprattutto nella prima parte dell’anno”, ha poi proseguito.

“Siamo al capolinea della politica monetaria e stiamo aspettando la coincidenza fiscale”, ha poi spiegato Andrea Delitala, head of investments advisory di Pictet Asset Management, che ha precisato che “la politica fiscale oggi ha una situazione maggiormente vantaggiosa per poter essere attivata grazie a una buona crescita nominale rispetto ai tassi di interesse. Ovvero si riscontrano tassi di interesse talmente bassi che potrebbe essere più sostenibile una spinta fiscale”.

Delitala non è totalmente pessimista sulla situazione attuale, caratterizzata da consumi che reggono, ma da investimenti in contrazione, e quindi da bassa crescita e bassa inflazione. “Le probabilità oggettive di recessione sono ancora scarse, almeno a nostro avviso. Non ci sono sufficienti elementi per essere così tanto preoccupati come parte del mercato”, ha dichiarato.

I clienti allora dove stanno allocando i loro soldi?

“Prevalentemente sulle asset class monetarie e obbligazionarie”, ha risposto Paschetta, ricordando che si tratta di un trend completamente diverso rispetto al 2017, anno che verrà ricordato come uno dei migliori esercizi dell’industria del risparmio gestito. “Dal 2018 in poi, proprio per tutti i nuovi paradigmi sia di mercato che normativi abbiamo visto un contesto completamente diverso che si rispecchia anche nei flussi dell’industria nel suo complesso (che vanno in questi mesi tra lo 0 e 3-4 miliardi).”

Restringiamo il focus all’Italia

“In questo contesto, gli investitori hanno risposto appunto con una elevata avversione al rischio andando a disinvestire dalle asset class più rischiose. Vediamo importanti disinvestimenti sui fondi flessibili che per anni hanno rappresentato il motore trainante della nostra industria; vediamo importanti disinvestimenti sui fondi azionari e ancora una volta vediamo i clienti che vanno a cercare sicurezza sui fondi monetari e sui fondi obbligazionari. Per quanto riguarda i fondi monetari è un trend che noi conosciamo molto bene in Italia, dove abbiamo oltre 1000 miliardi di euro di cash depositati sui conti correnti a rendimenti negativi. In questo difficile contesto di cambiamento dove tutti gli attori dell’industria del risparmio gestito stanno un po’ ridefinendo i loro ruoli, noi di Pictet siamo ancora una volta contenti di poter annunciare che stiamo andando un po’ in controtendenza: anche quest’anno stiamo andando bene in un esercizio di totale trasparenza”, ha dichiarato Paschetta.

Qual è il posizionamento tattico per fine 2019/inizio 2020?

Il cliente va a cercare l’investimento là dove percepisce che c’è valore: quindi sul fondo Mago (fondo multi asset global opportunity, una alternativa ai bond per ridurre il rischio e capitalizzare) che ha generato performance superiori al 5%, sui nostri fondi tematici, come il global megatrend selection, lo smart city, il global environment opportunity e, infine, sui fondi obbligazionari”, ha concluso il country head Italia di Pictet Asset Management.

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
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