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Venture capital, strategia d’investimento da considerare

12 Luglio 2019 · Thomas Schneider · 3 min

Ci vorrà tempo per gli investitori prima di avere un’allocazione sul venture capital. Ma si deve cominciare, anche con un’allocazione limitata, a famigliarizzare con questa strategia

Oggi i fondi pensione in Europa rappresentano soltanto il 6,7% degli asset committed nei fondi di venture capital, a fronte di una percentuale molto più alta in Usa. Il soggetto è strategico sia per i governi che per gli investitori. Il governo Italiano lo ha ben capito ed è per questo che nella legge bilancio 2019 è stato menzionato proprio il venture capital e che è stato dotato il Fondo nazionale innovazione con 1 miliardo di euro per sostenere startup e pmi. A fine giugno 2019, le 5 società con le più grandi capitalizzazioni al mondo sono: Microsoft, Amazon, Apple, Alphabet e Facebook. Questi colossi – oltre al fatto che sono tutti gruppi tecnologici, sono stati sostenuti da fondi di venture capital, che oltre ai finanziamenti, hanno portato esperienza e competenze permettendo a queste società di crescere più in fretta e ottenere una posizione di leader sui propri mercati e settori.

Per gli investitori, il venture capital dovrebbe fare parte della loro allocazione per le sue caratteristiche di rischio/rendimento. Guardando agli indici di Cambridge Associates in Us, (paese in cui ci sono i dati più completi), sugli ultimi 25 anni l’indice netto Ud Venture Capital ha registrato una performance annuale del 30,7% in confronto all’8,3% del Russell 2000, indice delle piccole capitalizzazioni quotate in Usa. Tutto questo con una correlazione storica tra Us venture capital e azioni quotate Usa di circa 0,4.

Per di più, c’è un altro fattore che dovrebbe incentivare gli investitori a guardare questa strategia. Dagli anni 2000 in poi, le società hanno ritardato il loro sbarco in Borsa, attendendo – soprattutto per la maggior parte delle società tecnologiche – di raggiungere una valorizzazione di 10 miliardi di dollari, prima di considerare l’Ipo. Questo vuol dire che una buona parte delle performance viene ora fatta nei mercati privati dai fondi di venture capital e dai loro investitori.

Una volta convinti dell’importanza di avere un’allocazione sul venture capital, la sfida rimane come investire e accedere a questa strategia, che richiede certe competenze, vista la mancanza di dati e l’importante dispersione di performance. Si possono raggruppare i modi per investire in 4 categorie, con un crescente livello di intermediazione:

Le quattro categorie d'investimento nel venture capital

Per scegliere qual è il modo più adatto, l’investitore dovrà considerare i suoi obiettivi, le competenze del team d’investimento, l’accesso ai fondi, le commissioni, l’impatto fiscale, la regolamentazione e soprattutto la liquidità e propensione al rischio.

Ci vorrà tempo per gli investitori prima di avere un’allocazione sul venture capital. Ma si deve cominciare, anche con un’allocazione limitata, per famigliarizzare con la strategia.

Thomas Schneider
Thomas Schneider
Partner di Isomer Capital, Thomas ha accumulato un’esperienza di oltre 15 anni nell’industria dell’asset management e più recentemente nello sviluppo imprenditoriale di società. Prima di raggiungere Isomer Capital, società specializzata in investimenti in venture capital, Thomas era responsabile Sud Europa di Russell Investments, uno dei più importanti gestori multi-asset al mondo. È diplomato alle università Paris Dauphine e Paris Descartes e parla italiano, francese e inglese.
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