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Venture capital, performance stellare per l’Italia

09 Ottobre 2019 · Francesca Conti · 3 min

  • Considerando esclusivamente i fondi attivi di venture capital, l’Italia è il leader globale con un Irr del 14,29% e con i tempi più rapidi di generazione di liquidità

  • Nel 2018, i fondi italiani hanno redistribuito agli investitori un ulteriore 6% in rendimenti
    realizzati, arrivando a un livello di maturazione dell’82%

  • I rischi di fascia più elevata che permangono nel mercato venture capital italiano hanno subito una forte flessione

Nel 2018 il mercato italiano del venture capital ha continuato a registrare il migliore andamento a livello europeo raggiungendo un tasso interno di rendimento dell’11,41%. È il più elevato anche a livello globale escludendo gli Usa

Il mercato italiano dei fondi di venture capital nel 2018 è andato a gonfie vele. Con un tasso interno di rendimento dell’11,41%, il mercato italiano del capitale di rischio si è infatti posizionato come primo in Europa per rendimenti. Un risultato ancora più brillante se si considera che è il migliore anche a livello globale, escludendo solo gli Stati Uniti.

Questi e altri risultati emergono dall’ultimo resoconto Global Private Equity Performance Series di eFront, fornitore di soluzioni e software per il mercato degli investimenti alternativi del gruppo BlackRock. Nell’ultimo anno, il mercato italiano del venture capital oltre a consolidare la sua posizione di leader globale in quanto a performance, incrementando ulteriormente il tasso interno di rendimento (11,41%), ha ridotto al contempo i differenziali del rischio legato alla selezione.

Solo il mercato del venture capital statunitense ha ottenuto risultati migliori, producendo un tasso interno di rendimento (Irr) del 14,36%. Tuttavia, considerando esclusivamente i fondi attivi, l’Italia è il leader globale, con un Irr del 14,29%, e con i tempi più rapidi di generazione di liquidità.

I rischi di fascia più elevata che permangono nel mercato VC italiano hanno subito una forte flessione: il rischio di selezione “estremo” è sceso dal 100,5% al 92,09% e quello “più frequente” dal 23,44% al 20,6%.

Complessivamente, in quest’ultimo anno, l’Europa occidentale ha registrato un miglioramento del rendimento del capitale di rischio (da 1,34 a 1,47 volte), prevalentemente dovuto alla spinta nei mercati dei Paesi Scandinavi, Francia, Italia e Spagna.

Per i fondi di private equity in generale, Benelux, Cina, Paesi Scandinavi e Regno Unito continuano ad essere i mercati con i rapporti rischio/rendimento più interessanti. Tuttavia, nel corso dell’ultimo anno, i mercati dei fondi leveraged buyout (Lbo) di Francia e Spagna hanno registrato rendimenti molto soddisfacenti grazie alla convergenza con i loro già maturi consimili in Europa occidentale.

Questo ha aiutato a migliorare il rapporto rischio/rendimento e la performance media globale dei fondi Lbo, specializzati in acquisizioni attraverso il debito. Dalla crisi finanziaria globale, i tempi medi di generazione di liquidità (ossia quanto devono attendere gli investitori prima di ottenere un rendimento sul capitale, ad esempio dalle exit) si sono accorciati di quasi un terzo.

Nei sette anni successivi alla crisi del 2008, questi tempi si sono ridotti soprattutto nei mercati di Cina, Italia, Europa dell’Est e Russia. Per contro, i mercati di Germania, Austria e Svizzera sono quelli che hanno beneficiato di meno di questa tendenza verso un più rapido rendimento del capitale. Nei fondi Lbo l’Italia si posiziona all’estremo opposto, offrendo uno dei rapporti rischio/rendimento meno favorevoli.

EFront ha pubblicato  i dati sui rendimenti dei fondi di tipo leveraged buy out (Lbo) e venture capital dal primo trimestre del 1991 al quarto trimestre del 2018, per un totale di oltre 4.000 fondi a livello globale.

Francesca Conti
Francesca Conti
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