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Il venture capital non investe in donne e minoranze etniche

Il venture capital non investe in donne e minoranze etniche

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Francesca Conti
Francesca Conti

06 Novembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Quasi il 90% dei venture capitalist ritiene che le esperienze vissute da imprenditori donna o appartenenti a una minoranza etnica rappresentino un vantaggio competitivo

  • Il sondaggio, Beyond the VC Funding Gap, ha coinvolto quasi 200 società di venture capital con sede negli Stati Uniti e diversi imprenditori che hanno raccolto capitali attraverso il venture capital

Il venture capital potrebbe lasciarsi sfuggire un’ottima occasione. Un sondaggio di Morgan Stanley rileva come, anche se l’83% dei venture capitalist ritiene che investire in società guidate da donne o imprenditori multiculturali sia un vantaggio. Ma solo 2 su 5 sono pronti a farlo

Sei un imprenditore donna o hai una cultura diversa da quella occidentale? Il venture capital ti apprezza. Ma non abbastanza da investire nella tua azienda. Secondo un recente sondaggio e report di Morgan Stanley l’83% dei venture capitalist ritiene che investire in società guidate da donne o imprenditori multiculturali sia essenziale per massimizzare i rendimenti. Ma solo 2 su 5 pensano che farlo sia una priorità.

Il sondaggio, Beyond the VC Funding Gap, ha coinvolto quasi 200 società di venture capital con sede negli Stati Uniti e diversi imprenditori che hanno raccolto capitali tramite questo strumento. Il venture capitalist investe tipicamente in mercati nuovi, emergenti e sconosciuti, anche con un certo livello di rischio.

Tuttavia secondo lo studio i venture capitalist sono piuttosto rigidi nell’applicare i propri standard di idoneità e difficilmente guardano a imprese guidate da donne o minoranze etniche come a un’opportunità interessante di rischio rispetto ad altre aree di investimento.

Anche se quasi il 90% dei venture capitalist considera che le esperienze vissute da imprenditori “sottorappresentati” (tipicamente donne e non caucasici) apportino un vantaggio competitivo nell’individuare problematiche da affrontare e mercati da non lasciarsi sfuggire, interpellati sul perché i loro fondi di VC non investano in questo tipo di società, le risposte più tipiche corrispondono a “non è la soluzione giusta per me” piuttosto che “questioni relative al mercato”.

La mancanza di diversità all’interno degli stessi fondi di venture capital – sottolinea Morgan Stanley – contribuisce al gap di finanziamenti delle imprese. Tra i venture capitalist con una maggiore percentuale di ‘diversity’ interna, il 71% lo ritiene un modo efficace per aumentare la diversità delle proprie società e di quelle in cui investono. Tuttavia, solo l’11% degli imprenditori afferma di aver interagito con aziende di venture capital che presentino al loro interno diversità in termini di genere e razza.

Francesca Conti
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