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Vanguard: se la gestione low cost entra nel private equity

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

10 Febbraio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il leader delle gestioni a basso costo entra nel mercato degli investimenti costosi per antonomasia

  • L’accordo è stato siglato il 5 febbraio 2020. Vanguard non ha ancora rivelato quale sarà il livello delle commissioni di gestione

  • Per il momento, i fondi (e i fondi di fondi) Vanguard e Harbour Vest sono destinati a investitori istituzionali. Ma lo scenario cambierà presto

Il colosso della gestione passiva Vanguard (6mila miliardi di dollari di masse gestite) ha stretto un accordo strategico con Harbour Vest (68 miliardi di fondi), specialista degli investimenti nel private equity

Se il leader globale delle gestioni a basso costo annuncia di aver stretto un accordo con chi non fa esattamente delle commissioni ridotte il suo cavallo di battaglia, vuol dire che una rivoluzione culturale è in atto.

Il gestore made in Pennsylvania Vanguard (seimila miliardi di aum) ha ufficializzato in data 5/2/2020 la sua collaborazione con il mega fondo di private equity Harbour Vest. Adesso, per la società “degli Etf” il programma è quello di lanciare un nuovo fondo di private equity ogni anno. Questa tuttavia non sarà l’unica modalità di investimento nei mercati privati. Fran Kinniry, capo degli investimenti privati di Vanguard, dichiara al Financial Times che la società opererà anche tramite fondi di fondi, investendo in veicoli che a loro volta investono in imprese non quotate. Modalità di cui si avvale anche Harbour Vest.

Il private equity di Vanguard

Come si sposa la filosofia della gestione a basso costo di Vanguard con le elevate commissioni degli investimenti in private equity? Kinniry non commenta, sottolineando soltanto come Harbour Vest si avvalga delle migliori squadre di management per ottenere performance solide nel tempo. L’ingresso di un nuovo competitor nel mercato del private equity avrà però ricadute positive sulla concorrenza del settore, come evidenzia Inigo Fraser-Jenkins di Bernstein.

L’analista è convinto infatti che l’ingresso di Vanguard nel private equity comporterà una pressione verso il basso delle commissioni di gestione, arrivando a “democratizzare i rendimenti” del comparto. Per ora, i nuovi prodotti saranno disponibili solo agli investitori istituzionali, come fondi pensione, dotazioni, fondazioni. Ma l’amministratore delegato di Vanguard, Mortimer J. “Tim” Buckley, ambisce ad allargare nel tempo la base degli investitori.

La guerra delle commissioni di gestione anche nel Pe?

“Il private equity integrerà la nostra offerta di fondi indicizzati e gestiti attivamente”, dice il ceo Buckley in una nota ufficiale della società. Il motivo è che “vogliamo ampliare i canali di accesso a questa asset class, migliorando i risultati per i nostri clienti.” Se al momento però i destinatari dei fondi di Pe Vanguard restano gli istituzionali, in futuro saranno i privati a poter “beneficiare di questa opportunità”.

Vanguard e il suo diretto concorrente Blackrock hanno contribuito al crollo delle commissioni di gestione e allo stesso tempo ne hanno patito gli effetti. Il mondo del private equity per ora è rimasto fuori dalla guerra feroce delle commissioni di gestione, e Vanguard non ha ancora alzato il sipario sulle tariffe che applicherà per i suoi fondi privati.

Teresa Scarale
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