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SpaceX: i capitali privati, via degli investimenti stellari

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

01 Giugno 2020
Tempo di lettura: 5 min
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Il lancio della navicella privata SpaceX non solo apre l’era degli investimenti stellari. Mette fine ai nove anni di dipendenza americana dalla Russia per raggiungere la Stazione spaziale internazionale. Facendolo con i capitali privati di Elon Musk (e fra poco, di Jeff Bezos)

Inizia l’era dei viaggi commerciali nello spazio

Il primo lancio spaziale ad opera di privati è ormai storia. “Ci sono stati solo circa una mezza dozzina di eventi veramente importanti nei quattro miliardi di anni di storia della vita sulla Terra. Vita monocellulare, vita pluricellulare, differenziazione in piante e animali, spostamento degli animali dall’acqua alla terraferma, l’avvento dei mammiferi e della coscienza. Il prossimo grande momento sarà quando la vita diventerà multi-planetaria, un’avventura senza precedenti che aumenterà notevolmente la ricchezza e la diversità della nostra coscienza collettiva”. Se forse è ancora troppo presto per parlare di vita multi-planetaria, come afferma Elon Musk, si può certo dire che si è aperta una nuova era per gli investimenti stellari.

Un successo anche strategico

Dopo qualche ritardo dovuto alle condizioni meteo, nell’ultimo weekend di maggio la navicella spaziale Falcon 9 della società non quotata SpaceX, di Elon Musk, ha completato la prima parte della sua missione. Vale a dire, l’attracco della capsula con due astronauti Nasa – Doug Hurley e Bob Behnken – presso la Stazione spaziale internazionale. Per gli Usa, il lancio della navicella privata SpaceX non apre solo la via degli investimenti spaziali. Esso rappresenta il ritorno degli Usa nella partita della colonizzazione interstellare. Ma mette anche fine ai nove anni di dipendenza americana dalla Russia per raggiungere l’Iss (International Space Station).

La capsula Crew Dragon ha raggiunto la Iss domenica 31 maggio alle 16.16 ora italiana, segnando l’inizio di una nuova collaborazione tra i mercati privati dei capitali e il governo Usa. L’amministratore della Nasa, Jim Bridenstine, parlando ai suoi, si è detto “orgoglioso di tutto quello che avete fatto per il nostro paese” davanti agli occhi “del mondo intero”. La luce del successo Nasa e SpaceX (Space Exploration Technologies il nome per esteso della società) giunge però in un momento di buio per il paese. La missione però secondo Bridenstine aiuterà gli Stati Uniti a “guardare al futuro e vedere la luce in fondo al tunnel”.

SpaceX, una nuova prospettiva per “investimenti stellari”

 Il successo del lancio SpaceX invoglia Boeing – protagonista di un tentativo fallito a dicembre – a riprovarci. Intanto, si prospettano agli investitori più temerari, varie opzioni. Il sito Investing cita, per gli investitori di lungo periodo, i motori a razzo per le attività spaziali, le comunicazioni satellitari, il turismo spaziale. Parlando di propulsori, Aerojet Rocketdyne Holdings Inc raccoglie un utile netto di 141 milioni di dollari per il 2019, con quasi 220 milioni di free cash flow. Inoltre, non ha debiti netti in bilancio. Sempre nel segmento dei motori a razzo, si affaccia Blue Origin, la società privata del fondatore di Amazon Jeff Bezos.

Per quanto riguarda invece gli investimenti satellitari, c’è Iridium Communications, con già 75 satelliti all’attivo, in posizione di vantaggio sia su SpaceX che Amazon, entrambe impegnate a costruire le loro costellazioni di satelliti. Infine, per quanto riguarda il turismo spaziale, ci sarebbe Virgin Galactic Holdings. Il suo business letteralmente non è ancora partito. Ma un biglietto costerà 250.000 dollari e già in 600 avrebbero versato una caparra alla società per non perdersi l’ebbrezza di essere fra i primi passeggeri a bordo dei due velivoli due velivoli SpaceShipTwo.

Tutto lascia ben sperare. Sempre Jim Bridenstine ha detto in conferenza stampa che la missione è andata meglio delle attese. Il successo dell’operazione dovrebbe quindi dare nuovo slancio all’industria spaziale Usa. Sia in vista di nuovi approdi umani sulla Luna, che dell’esplorazione di Marte e di altre missioni commerciali nel Sistema Solare. Donald Trump, dal canto suo, ha dichiarato che il 2024 sarà l’anno del nuovo sbarco Usa sulla Luna. Si tratta di una data dal sapore elettorale: gli esperti la reputano irrealistica. Più cauto invece Elon Musk, focalizzato sui rischi di rientro nell’atmosfera della navicella. “Non vogliamo ancora dichiarare vittoria”, ha dichiarato in conferenza stampa, dicendosi anche “sopraffatto dall’emozione”.

Teresa Scarale
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