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Private market: masse in crescita del 10% nel 2019

Private market: masse in crescita del 10% nel 2019

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

24 Febbraio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Con 919 miliardi di dollari raccolti a livello globale, il 2019 ha quasi eguagliato il record dell’anno precedente

  • Negli ultimi 10 anni, il numero di società di private equity attive è più che raddoppiato

  • Esg, tecnologia e diversity le tre sfide da affrontare

Il report annuale di McKinsey analizza l’evoluzione dell’industria dei mercati privati negli ultimi 10 anni e le sfide per il prossimo decennio

Il 2019 si conferma un altro anno di successo per l’industria dei mercati privati. Con 919 miliardi di dollari raccolti a livello globale, il 2019 ha quasi eguagliato il record dell’anno precedente, segnando la fine di un decennio in forte crescita per i private market. Crescita che non sembra volersi arrestare nel 2020, anno in cui le prospettive sulla raccolta fondi rimangono favorevoli.

Questi alcuni dei dati emersi dal rapporto annuale di McKinsey sui mercati privati a livello globale, intitolato “A new decade for private markets“. Il report mette in evidenza trend, performance, dinamiche e scenari futuri di un’industria che sta assumendo un ruolo sempre più rilevante e che negli ultimi 10 anni ha visto più che raddoppiare il numero di società di private equity (Pe) attive.

AuM ai massimi storici

Se nel 2019 i private market hanno assistito a una crescita del 10% in termini di asset under management, dal 2010 gli AuM, trainati dal private equity, sono aumentati di ben 4 mila miliardi di dollari (+169%) e attualmente hanno raggiunto quota 6.500 miliardi di dollari. L’evoluzione dell’industria ha portato con sé un cambiamento nella sua configurazione. Sul fronte Pe, questo decennio ha infatti visto diminuire di un terzo la fetta rappresentata dai fondi buyout sul totale degli AuM, mentre le masse di growth e venture capital sono decollate, guidate dai fondi asiatici.

Guardando avanti al prossimo decennio, il report individua tre questioni strategiche che stanno coinvolgendo il mondo dei mercati privati, rispettivamente: Esg, tecnologia e diversity.

L’ Esg apre nuove opportunità

La crescente attenzione pubblica e la maggiore pressione da parte dei limited partner (soci accomandanti) relativamente alle tematiche Esg si riflette in un nuovo approccio all’investimento che mette sempre più al centro i fattori ambientali, sociali e di governance portando i general partner (soci accomandatari) a rivalutare alcuni processi nella diligence e nelle scelte di portafoglio e favorendo una maggiore trasparenza delle politiche e delle performance Esg nonché un aumento degli “impact funds”. A conferma di questo, nove tra i dieci più grandi general partner pubblicano annualmente relazioni sulla sostenibilità e c’è sempre più evidenza di una correlazione positiva tra l’inclusione dei criteri Esg e le performance di investimento. Nonostante ciò, sottolinea il report, i mercati privati ​​sono ancora ben lontani da un’integrazione sostanziale dei fattori Esg nei processi di investimento e gestione del portafoglio.

La sfida della diversità

La crescente attenzione dell’industria alle tematiche Esg accende i riflettori sul tema della diversità e dell’inclusione. Un fronte su cui c’è ancora molto da fare nel mondo dei private market, dove i progressi compiuti ad oggi rimangono limitati. Per citare alcuni dati, le donne rappresentano solo il 20% dei dipendenti nei mercati privati ​​(percentuale rimasta stabile negli ultimi anni) e meno del 10% della leadership dei team di investimento. Questa discrepanza, secondo il report, si riflette su mancate opportunità di guadagno, come emerge da diversi studi che evidenziano l’influenza positiva delle donne sui rendimenti degli investimenti.

Sfruttare il potenziale della digitalizzazione

Nell’industria dei mercati privati, alcuni player si stanno muovendo per digitalizzare il processo di investimento. Questo sta accadendo soprattutto in quei settori dove gli investitori possono attingere a set di dati maggiori e più precisi, in cui gli algoritmi di machine learning, utilizzando una combinazione di dati tradizionali e non tradizionali, hanno dimostrato la capacità di stimare le variabili target con una precisione che può superare il 90%. Un esempio? La stima degli affitti nel settore immobiliare.

Virginia Bizzarri
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