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Private equity: il debito finanzia i dividendi

Private equity: il debito finanzia i dividendi

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Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani

18 Settembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Molte società di private equity stanno caricando di debito le aziende che posseggono e ne usano una parte per pagare i dividendi ai loro soci

  • Nel 2020, il 24% di quanto raccolto sul mercato dei prestiti ha avuto questa finalità d’uso

  • Il risultato è una leva finanziaria sempre più alta. Shearer’s potrebbe arrivare, dopo questa operazione portata avanti da Otpp, a un rapporto debito/utili di 10

Le società di private equity, approfittando dei bassi tassi, stanno utilizzando il debito per pagare i dividendi ai loro soci. Ma così la leva finanziaria aumenta e la protezione degli investitori diminuisce

La cosiddetta ricapitalizzazione dei dividendi è il nuovo capitolo della saga Fed e tassi bassi targata Financial Times. Dopo l’allungamento delle scadenze delle obbligazioni societarie e la nascita di una nuova generazione di aziende zombie, l’attenzione si sposta sul private equity. Sempre più spesso le società che operano in questo settore, per via del basso costo del debito, accedono al mercato dei prestiti non solo per finanziare le loro partecipate ma anche per premiare se stesse con cospicui dividendi.  Per gli investitori però deve essere un campanello di allarme in uno scenario di leva finanziaria molto alta e di forte incertezza economica.

Più dividendi per tutti

In questo 2020, stando ai dati mensili dell’S&P Global market intelligence, il 24% di quanto raccolto sul mercato dei prestiti è stato usato per pagare i dividendi ai soci delle società di private equity. Un dato sorprendente, soprattutto se confrontato con il 4% medio del biennio precedente, e che si può ritrovare solo tornando indietro al 2015. Tpg, Otpp e Apax partners sono le ultime tre società importanti ad avere perseguito questa prassi.

Secondo S&P Global ratings, dei 740 milioni di dollari in nuovi prestiti raccolti dalla società di cloud-computing ECi Software, posseduta da Apax partners, 118 milioni sono serviti a pagare i dividendi ai proprietari. Analoga dinamica per Shaerer’s food e Ontario Teachers Pension Plan, dove la società produttrice di snack, dopo aver raccolto un miliardo in prestiti, ha girato 388 milioni alla compagnia di private equity. L’operazione più massiccia è però da ascriversi a Radiate Holdco che ha pagato dividendi per un valore di 500 milioni di dollari a Tpg. Tutte e tre le società  hanno rifiutato di commentare.

… e poi c’è la leva

Il rischio è che per fare felici i soci delle società “private” si metta a repentaglio la solidità delle aziende in cui essi stessi investono.Stando ai rispettivi calcoli di Moody’s e S&P la leva finanziaria di Shaerer’s passerà da 5,1 a 6,6 mentre i debiti di ECi Software potrebbero arrivare a essere 10 volte gli utili. Tuttavia, la stessa Moody’s ha aggiornato al rialzo il rating di Shaerer’s, nonostante abbia definito il pagamento di dividendi e l’aumento della leva come “aggressivi”. La ragione di questa revisione di giudizio è stata la buona performance che la società ha ottenuto in questi mesi di emergenza sanitaria e economica. Le perplessità però rimangono, anche alla luce di una scarsa documentazione sottostante ai prestiti. Se, secondo molti, il coronavirus poteva essere un’occasione per migliorare gli standard di prestito, non lo è stata. “È una vergogna – afferma John Bell, portfoglio manager di Loomis Sayles intervistato dal Financial Times –Speravo che la pandemia potesse resettare l’orologio ma sembra che ciò non stia accadendo”. Solo a settembre  dei 15 miliardi presi a prestito 4 sono serviti alla ricapitalizzazione dei dividendi e S&P stima che altri 2 entro fine mese verranno utilizzati con questa finalità.

Lorenzo Magnani
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