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I pagamenti tech spingono i deal nel mondo startup

20 Giugno 2019 · Teresa Scarale · 3 min

  • Tutti i venture capitalist della top ten hanno visto incrementare il volume dei propri investimenti rispetto alla media del quadriennio 2014-2017. Inoltre, il 90% ne ha aumentato il valore

  • Gli stessi hanno preso parte a più di 70 round di raccolta fondi nel 2018, rispetto ai 40 del periodo precedente. Per quanto riguarda il valore invece, si è avuto un totale di 2,5 miliardi di dollari nel 2018 rispetto ai 335 milioni di dollari del periodo 2014-2017

  • Nel 2018 è stato realizzato il più grande round della storia per una singola società. La questione pone un’interessantissima lettura strategica della disputa fra Usa e Cina, come si vede dalla classifica

Secondo le ultime rilevazioni di GlobalData, è stato il fintech a far salire il numero dei deal nel 2018. In particolare, sono i pagamenti tech ad essere il motore delle transazioni e degli accordi nel mondo delle startup

Pagamenti tech, wallet & co.: su i deal per le startup

La tecnologia dei pagamenti digitali è rimasta in cima alle preferenze dei venture capitalist nel 2018. A dirlo è GlobalData, nella sua consueta survey annuale sui deal nel mondo delle startup. Fra gli investitori si annoverano Sequoia Capital e Tiger Global Management, ma anche Ribbit Capital ha continuato ad espandersi. Nella top ten dei venture capitalist ci sono anche Digital Currency Group, Andreessen Horowitz, Pantera Capital Management, Danhua Capital Management, IDG Capital, DST Global, e Silicon Valley Bank). Tutti questi venture capitalist hanno visto incrementare il volume dei propri investimenti rispetto alla media del quadriennio 2014-2017. Inoltre, il 90%, ossia tutti tranne Silicon Valley Bank, hanno aumentato il valore degli investimenti. “L’aumento tanto del volume degli investimenti è dovuto al crescente interesse per i wallet digitali e le transazioni online”, osserva l’analista Aurojyoti Bose”.

La top ten dei vc ha preso parte a più di 70 round di raccolta fondi nel 2018, rispetto ai 40 del periodo precedente. Per quanto riguarda il valore invece, si è avuto un totale di 2,5 miliardi di dollari nel 2018 rispetto ai 335 milioni di dollari del periodo 2014-2017.

A cosa è dovuto il picco degli investimenti proprio nei pagamenti tech?

Dipende dalla partecipazione di Sequoia Capital’s (14 miliardi di dollari) nella cinese Ant Financial (We Wealth ne aveva parlato qui) lo scorso giugno 2018. Si tratta del fundraising più alto mai realizzato da una singola startup.

Non solo Cina, ma…

La disputa fra Usa e Cina è tutta tech, è noto. Se la Cina conquista la vetta, rappresenta solo il 10% del volume degli investimenti. Le startup statunitensi pesano infatti per il 50% della classifica. Una disputa senza fine. La Cina infatti batte gli Usa sul valore: il 70% della prima contro il 18% dei secondi solo nel 2018. Se però si esclude l’operazione Ant Financial, il Dragone crolla al 5%… Del resto, “se la Cina sta correndo veloce la pista dei pagamenti digitali e dei wallet, il divario tecnologico con i concorrenti occidentali rimane ampio. Gli Stati uniti restano i leader, tanto è vero che la maggior parte dei venture capitalist hanno il loro quartier generale negli Usa”, conlcude la ricerca. Ed è per questo che non vogliono più “esportare tecnologia” nell’insidioso Paese di Mezzo. Gli effetti sui fondi di investimento? Carlo De Luca di Gamma Capital Markets ne ha parlato qui.

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Courtesy Global Data
Teresa Scarale
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