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Eureka! Venture sgr autorizzata a investimenti alternativi

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Redazione We Wealth
Redazione We Wealth

15 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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Un passo in più per il venture capital e il deep tech in Italia grazie a Eureka! Venture sgr, che ha ottenuto l’autorizzazione dalla Banca d’Italia a operare come gestore di fondi di investimento alternativi

Lo scorso 17 dicembre 2019 la Banca d’Italia ha autorizzato la società di venture capital Eureka! Venture sgr a operar come gestore italiano di investimenti alternativi. La società di gestione del risparmio nasce a marzo 2019.

Venture capital, chi è Eureka!

Eureka! Venture sgr è il primo operatore indipendente in Italia specializzato in investimenti deep tech, ossia in startup e spin off provenienti da centri di ricerca e università e che hanno l’obiettivo di valorizzare sul mercato i risultati delle loro attività di ricerca scientifica, promuovendo tecnologie innovative e spesso di frontiera, che possono avere un impatto profondo nella vita delle persone e della società.

Eureka! Venture sgr è stata assistita nel proprio processo di costituzione dall’avv. Francesco Torelli (già Bird&Bird) e nel processo di autorizzazione come nuovo gestore di fondi di investimento alternativi dall’avv. Giovanni Bevilacqua dello studio Bird&Bird e da Federico Papetti, director di Oxygy Consulting. Il team di Mj Hudson-Alma, guidato dall’avv. Alessandro Corno e composto da Tommaso Pepe, Andrea Venturini e Virgilio Sollima, ha assistito la società nella predisposizione del primo Fia della sgr.

Eureka!, più venture capital per l’Italia

Nel primo semestre 2020 è atteso l’avvio della operatività del primo fondo di venture capital della sgr, denominato “Eureka! Fund I – Technology Transfer”, focalizzato su investimenti in advanced material e più in generale in applicazioni e tecnologie riconducibili alla scienza e ingegneria dei materiali.

Il fondo investirà negli stadi proof-of-concept, seed e round A, anche grazie alla partnership con 21 Università e centri di ricerca scientifica del paese, tra cui in particolar modo l’Istituto Italiano di Tecnologia e il Politecnico di Torino. Eureka! Fund potrà inoltre contare sul supporto del distretto innovativo Kilometro Rosso, con i suoi partner industriali e i laboratori di ricerca, e della Meta Academy, società specializzata nell’erogazione di servizi di trasferimento di tecnologia in Europa.

Eureka! Venture, i dettagli del fondo

Il fondo Eureka! I annovera il Fondo Europeo per gli Investimenti (Eif) e Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) in qualità di anchor investor, grazie alla piattaforma ITAtech, nata proprio per supportare iniziative di Technology Transfer che valorizzino la ricerca scientifica e tecnologica italiana e che con Eureka! completa l’allocazione della dotazione di 200 milioni di euro.

Eureka! Fund I, con un obiettivo di raccolta di 50 milioni di euro, beneficia del supporto di InnovFin Equity – lo strumento finanziario sviluppato sotto Horizon 2020 e che rappresenta il programma di riferimento della Unione Europea per la ricerca e l’innovazione – e dello European Fund for Strategic Investments (Efsi). Già nel primo closing del fondo, a fianco di Eif e di Cdp ci saranno altri investitori istituzionali, inclusi importanti società industriali leader nei loro settori e che credono nella open innovation come strumento per fare vera innovazione.

“Risolvere problemi fondamentali”

Stefano Peroncini, amministratore delegato Eureka! Venture sgr, ha commentato come segue. “Il trasferimento tecnologico e i materiali possono davvero cambiare la nostra vita, in meglio. Contribuiscono a risolvere problemi fondamentali del nostro mondo, servono per fare prodotti più efficienti, sostenibili, meno costosi e con performance migliori, uniche e nuove rispetto a quanto oggi noto. E quasi tutte queste innovazioni hanno un profondo e positivo impatto in termini di sostenibilità ambientale.

Il bello dell’innovazione materials-based, inoltre, è che è davvero trasversale e applicabile a tutti i settori industriali. Dall’energia, alla mobilità, all’edilizia sino al life science. Su queste convinzioni, abbiamo costruito un team italiano con Anna Amati, Salvatore Majorana e Massimo Gentili, con competenze e track record in venture capital, trasferimento tecnologico e gestione di aziende high-tech, per trasformare idee e brevetti in ambito scienza ed ingegneria dei materiali in soluzioni innovative e uniche da portare sul mercato. Possiamo farlo in Italia: abbiamo i migliori ricercatori e anche un tessuto industriale -manifatturiero in grado di valorizzare le loro scoperte e innovazioni.”

Una decisione strategica per lo sviluppo tecnologico italiano

Giorgio Metta, Direttore Scientifico Iit, ha poi aggiunto quanto segue. “l’attività di Technology Transfer è una priorità per l’Iit in questa nuova fase dell’istituto. Partecipiamo con convinzione a questa nuova iniziativa, che è sinergica a tutte le attività che stiamo incrementando in questo ambito. Siamo impegnati, con la nostra ricerca, nel creare un profondo impatto economico e sociale teso a migliorare la vita delle persone. Questa, insieme ad altre iniziative che abbiamo messo in campo, ci aiuta perseguire la nostra missione e ci consente di ottenere un effetto leva sugli investimenti del governo Italiano in ricerca e tecnologia di frontiera”.

Giuliana Mattiazzo, vice rettore per il trasferimento tecnologico del Politecnico di Torino, conclude così. “L’accordo con Eureka! Venture sgr rappresenta una modalità strategica per il Politecnico di Torino per finanziare e potenziare le nostre tecnologie nel campo dell’ingegneria e scienza dei materiali. Da un lato è un’opportunità importante per avere nuovi canali di finanziamento e dall’altro lato l’università potrà beneficiare delle competenze e del know-how che il team di Eureka! potrà apportare in queste aree”.

Stefano Peroncini
Redazione We Wealth
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