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Brusca frenata per il venture capital del wealth tech

Brusca frenata per il venture capital del wealth tech

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Francesca Conti
Francesca Conti

21 Agosto 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Secondo il Global Fintech Report di Cb Insights tra aprile e giugno 2019 sono state registrate 35 operazioni di venture capital nel wealth tech

  • Nel secondo trimestre la più grande operazione di M&A nel wealthtech ha riguardato l’acquisizione da parte di Goldman Sachs di United Capital per 750 milioni di dollari

  • I finanziamenti alle società fintech sostenuti da operazioni di venture capital sono cresciuti del 24% nel secondo trimestre

Battuta d’arresto per gli investimenti in wealth tech tramite operazioni di venture capital nel secondo trimestre. Secondo i dati del Global Fintech Report di Cb Insights i finanziamenti sono calati di oltre il 50% su base annua

Nel secondo trimestre i finanziamenti globali nella tecnologia per la gestione patrimoniale sono scesi precipitosamente. Secondo il Global Fintech Report di Cb Insights tra aprile e giugno 2019 sono state registrate 35 operazioni di venture capital a favore di società del wealth tech, per un totale di 421 milioni di dollari. In confronto, nello stesso trimestre del 2018 si sono registrate 57 operazioni e finanziamenti pari a 970 milioni di dollari. Si tratta di un calo su base annua di oltre il 50%.

Una delle maggiori operazioni del trimestre ha riguardato l’aggregatore di dati Plaid, che ha raccolto 250 milioni di dollari e si è espanso nella gestione patrimoniale con l’acquisto di Quovo, per circa 200 milioni. Sempre nel secondo trimestre, la più grande operazione di M&A nel wealth tech è però stata l’acquisizione da parte di Goldman Sachs di United Capital per 750 milioni di dollari. L’operazione ha consentito alla banca d’investimento di accedere a una nuova fascia di high net worth individuals e alla tecnologia di United Capital, come la piattaforma digitale FinLife Cx.

andamento venture capital in wealth tech
grafico andamento venture capital in wealth tech

Secondo gli analisti il mercato sarebbe vicino a “una faglia pericolosa”. Secondo l’analista del gruppo Aite, Greg O’Gara: “C’è un vero cambiamento e se scendesse sotto i 400 milioni di dollari sarebbe preoccupante“, ha spiegato a Financial Planning. Per O’Gara il mercato sta diventando saturo di società di wealth tech in ottima salute e i migliori investimenti potrebbero essere già stati fatti. Ora che gli standard sono stati fissati, i venture capitalist potrebbero essere alla ricerca di società che dimostrino i loro modelli e idee generano entrate, continua l’analista.

Trimestre da record per il fintech

I finanziamenti nel mondo fintech godono comunque di ottima salute nel secondo trimestre dell’anno. La raccolta nel settore ha superato gli 8,3 miliardi di dollari, sostenuta da 25 mega-round di finanziamenti dal valore medio di oltre 100 milioni di dollari. In totale i finanziamenti alle società fintech sostenuti da operazioni di venture capital sono cresciuti del 24% nel secondo trimestre, avvicinandosi ai massimi trimestrali.

L’America Latina è diventata una delle regioni a crescita più rapida per i finanziamenti fintech e la regione ha superato la Cina e l’India per numero di finanziamenti nel secondo trimestre. Nel terzo trimestre del 2019 è già stato registrato il mega round da 400 milioni di dollari della brasiliana Nubank, la più grande fintech in America Latina e una delle aziende più innovative al mondo.

Attualmente ci sono 48 unicorni fintech sostenuti da venture capital per un valore complessivo di 187 miliardi di dollari: le valutazioni hanno continuato a crescere nel secondo trimestre del 2019, perché molte società hanno preferito affidarsi a modalità private di finanziamento. Tra aprile e giugno si sono registrate 7 nuove nascite di unicorni fintech.

Francesca Conti
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