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Azimut e Gellify assieme in un fondo alternativo per startup

Azimut e Gellify assieme in un fondo alternativo per startup

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

08 Giugno 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Azimut Digitech fund è un fondo alternativo di tipo chiuso e riservato a investitori professionali e Hnwi, con durata di 7 anni e un obiettivo di raccolta di 50 milioni

  • Salgono così a 12 i fondi alternativi di Azimut specializzati nei diversi segmenti dei private market

  • La strategia di investimento riguarderà investimenti di minoranza in strumenti partecipativi (equity o quasi-equity) o qualsiasi forma di debito convertibile emessi da startup e pmi B2B software

Al via Azimut Digitech fund. Obiettivo: raccogliere 50 milioni da investire in 60-70 startup e pmi italiane che supportano le aziende nella loro digital trasformation. Il ceo e founder di Gellify, Nalucci, illustra a We Wealth le strategie di investimento

Si chiama Azimut Digitech fund ed è il nuovo fondo alternativo di tipo chiuso e riservato lanciato da Azimut in partnership con Gellify group, che andrà a investire in un’asset class non ancora presidiata: quella delle startup software B2B, contribuendo al supporto e alla crescita tecnologica dell’ecosistema aziendale italiano.

“Ancora una volta siamo precursori negli investimenti in economia reale e grazie alla collaborazione con Gellify group presentiamo un prodotto assolutamente innovativo e unico sul mercato, che rappresenta per i nostri clienti un’ulteriore opportunità di diversificazione e di rendimento del proprio portafoglio nel medio-lungo periodo con impatti diretti e tangibili sulle startup e sulle aziende in cui andrà ad investire. In linea con l’obiettivo di contribuire ad alimentare quel circolo virtuoso tra risparmio privato e imprese oggi più che mai indispensabile per il rilancio dell’economia del Paese”, ha dichiarato Pietro Giuliani, presidente di Azimut Holding.

Il fondo di venture capital Azimut Digitech fund va ad arricchire la gamma di offerta del gruppo Azimut in strumenti alternativi specializzati nei diversi segmenti dei private market, che oggi conta 12 fondi e masse in gestione per oltre 1,2 miliardi. Questo strumento – che è  riservato a investitori professionali e Hnwi, ha una durata di 7 anni, con un obiettivo di raccolta di 50 milioni – è infatti istituito e gestito da Azimut Libera Impresa sgr, mentre si avvale, per l’attività di supporto nello scouting, nel monitoraggio e nelle fasi di negoziazione degli investimenti, della consulenza esclusiva dei fondatori di Gellify: Fabio Nalucci, Michele Giordani e Gianluigi Martina.

Ma come avviene il processo di selezione delle startup? We Wealth lo ha chiesto direttamente a Nalucci.

Essendo Gellify un soggetto ormai conosciuto e riconosciuto nel mondo del B2B, riceviamo in media un centinaio di auto-candidature di startup al mese o proposte dal proprio network, tra cui circa 5-10 segnalazioni a settimana dai banker. Tra tutte queste candidature, noi tipicamente selezioniamo startup in diverse fasi del ciclo di sviluppo (air, liquid, solid) che rispondano a due peculiari caratteristiche: primo, devono essere riconducibili a un team di valore ed eccellenza che può essere maggiormente forte ed efficace o sulla componente tecnologica, oppure su sviluppo commerciale e go-to-market; secondo, le startup/scaleup devono avere una proprietà intellettuale significativa. In questo senso cerchiamo o una tecnologia orizzontale (come lo sviluppo di un nuovo algoritmo di intelligenza artificiale applicabile a diversi ambiti del B2B) oppure un’applicazione verticale di successo (per esempio Analytics and intelligenza artificiale IA applicata alla marketing technology, in particolare all’influencer marketing).

In quante società pensate di investire e quali caratteristiche devono possedere?

Lo stesso criterio di selezione verrà applicato ad Azimut Digitech fund il cui capitale verrà ripartito tra 60/70 startup in diverse fasi del ciclo di sviluppo: da quelle che si trovano ancora in uno stato embrionale, che non hanno iniziato a generare ricavi (il 5-10% del paniere totale) a quelle più mature, con fatturato tra i 5 e i 10 milioni, che rappresenteranno metà del portafoglio.
In particolare, andremo a investire solo in startup e pmi italiane che tipicamente supportano le aziende nella loro digital trasformation e possono riguardare diversi ambiti: dalla dematerializzazione dei processi di fornitura e della supply chain, all’ottimizzazione dei processi industriali o dei costi fissi delle aziende, fino ad arrivare a software SaaS che aiutano le aziende a sviluppare strategie di business data-driven.

In quanto tempo pensate di raggiungere l’obiettivo di raccolta (50 milioni di euro)?

Pensiamo di raggiungerlo entro 6 mesi, considerando che è un fondo per professionali e istituzionali. In ogni caso, abbiamo 12 mesi come periodo di raccolta.

Dottor Nalucci, potrebbe aggiungere qualcosa sulla tipologia di investimenti?

La tipologia di investimenti sarà di tre tipi: co-investimenti con Gdi (Gellify Digital Investment, la business unit di Gellify che si occupa degli investimenti) con un rapporto predefinito 1:2 (per un massimo pari al 55% dell’ammontare totale del fondo); investimenti diretti negli stessi verticali ad oggi presidiati da Gdi e, infine, investimenti in altri Fia chiusi riservati di venture capital gestiti da sgr terze.
La strategia di investimento riguarderà investimenti di minoranza in strumenti partecipativi (equity o quasi-equity) o qualsiasi forma di debito convertibile (per esempio convertible note americane o note Safe) emessi da startup e pmi B2B software, principalmente italiane attive nei settori Ict – internet of things (IoT)/industry 4.0, intelligenza artificiale, blockchain e cyber security.

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
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