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Non si ferma la corsa delle Ipo nel I° semestre

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Francesca Conti
Francesca Conti

27 Giugno 2019
Tempo di lettura: 5 min
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  • La regione Emea nel I° semestre ha registrato 123 Ipo (-53%) per un totale di raccolta di 16 miliardi di dollari

  • La maggior parte delle Ipo ha coinvolto i settori tecnologico, dell’assistenza sanitaria e industriale, con un totale di 266 Ipo (il 52% a livello globale)

  • Nei primi sei mesi del 2019 le Ipo negli Usa sono scese del 14% con 118 operazioni totali e i ricavi hanno segnato un calo del 12% a 33,6 miliardi

  • Nel I° semestre nella regione Asia-Pacifico le Ipo sono diminuite del 12% in volume (266 Ipo) e del 27% per ricavi (22,3 miliardi di dollari)

Sempre più Ipo. Secondo l’ultimo report di EY nei primi sei mesi del 2019 se ne contano 507 a livello globale, con una raccolta di oltre 70 miliardi di dollari. Il volume degli scambi è però sceso del 28%. A distinguersi è il settore tecnologico, che ha raccolto il 41% delle Ipo globali

L’incertezza politica globale e le tensioni commerciali non fermano la corsa delle Ipo. Nei primi sei mesi del 2019 – mostra un report di EY – il numero di offerte pubbliche iniziali è salito a 507, con una raccolta di capitali complessiva di 71,9 miliardi di dollari. Certo, il volume degli scambi è diminuito del 28% rispetto al primo semestre del 2019, ma i rendimenti sui principali mercati globali sono aumentati in media del 15,4%. Senza contare che la performance post Ipo è cresciuta del 28,4%. La maggior parte delle Ipo ha coinvolto i settori tecnologico, dell’assistenza sanitaria e industriale, con un totale di 266 Ipo che corrisponde al 52% delle quotazioni globali e una raccolta di 47,8 miliardi, pari al 66% delle entrate.

La tecnologia è il settore più forte con 29,3 miliardi di dollari raccolti (il 41% dei proventi globali). “Il secondo trimestre del 2019 ha accolto favorevolmente un numero di unicorni molto attesi e di alto profilo”, spiega Martin Steinbach, EY Global e EY Emea Ipo leader. Per Steinbach le Ipo hanno tuttavia visto un “rallentamento globale” dopo “un primo trimestre 2019 insolitamente tranquillo”, in quanto “le continue tensioni geopolitiche, le questioni commerciali tra Stati Uniti, Cina e Europa, la Brexit e l’esito delle elezioni europee hanno smorzato il sentiment sulle Ipo”. EY prevede un aumento delle Ipo nella seconda metà del 2019.

L’Emea procede con cautela

Nella regione Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) i volumi degli scambi e i ricavi nel primo semestre del 2019 sono diminuiti rispetto al 2018. Le Borse della regione hanno registrato nel periodo 123 Ipo (-53%) per un totale di 16 miliardi di dollari, il 48% in meno rispetto al primo semestre dello scorso anno. Nonostante questi numeri, nella regione sono state lanciate 5 tra le prime 10 Ipo a livello globale per ricavi e numero di contratti. Per EY il mercato delle offerte pubbliche iniziali è destinato ad “acquisire slancio” nella seconda metà del 2019. A distinguersi è l’Europa, che nel secondo trimestre del 2019 ha registrato un notevole aumento delle attività di Ipo, con volumi in crescita del 100% (48 offerte pubbliche iniziali) e un aumento del 3,338% dei ricavi, che ammontano a 12,5 miliardi di dollari.

“L’Emea è una regione che rispetto alle altre dipende maggiormente dal commercio globale e quindi più sensibile alle incertezze geopolitiche persistenti”, commenta Steinbach. “ Dal momento che i maggiori flussi di scambi nel mondo si registrano tra Stati Uniti e Cina con l’Unione europea, l’Emea funge da elemento chiave nel determinare la salute economica globale. Se gli Stati Uniti e la Cina risolveranno le loro questioni commerciali e tariffarie, e se il Regno Unito e l’Ue concorderanno le condizioni per una Brexit ordinata, possiamo aspettarci che le Ipo rimbalzeranno nella seconda metà del 2019”, aggiunge l’analista.

Tra gli esempi di Ipo di successo nella regione, c’è anche quello di una società italiana. Solo lo scorso 26 giugno Officina Stellare ha realizzato un debitto da record. Il titolo della società specializzata nella progettazione e produzione di telescopi e strumentazione ottica e aerospaziale d’eccellenza (che annovera anche la Nasa tra i suoi clienti), nelle prime battute ha messo a segno un balzo del 66,67% a 10 euro dai 6 della quotazione. La performance aggregata (azione + warrant) del primo giorno di scambi è stata pari a +853%.

Il mercato delle Ipo rimbalza negli Usa

Tra aprile e giugnogli Stati Uniti hanno registrato 87 Ipo che hanno raccolto 28,1 miliardi di dollari, segnando un aumento del 5% rispetto al numero di contratti e una crescita del 50% per ricavi rispetto al secondo trimestre del 2018. Tuttavia, le attività nel 2019 sono scese del 14% con 118 operazioni totali, così come i ricavi in calo del 12% a 33,6 miliardi. Nonostante ciò, il Nyse e il Nasdaq si sono classificati rispettivamente come primo e secondo mercato a livello globale nel primo semestre del 2019. Gli exchange statunitensi hanno raccolto il 75% delle Ipo americane per numero di operazioni (88 Ipo) e il 96% per ricavi (32,2 miliardi) nel primo semestre 2019. Un risultato sostenuto dalle numerose Ipo di unicorni tecnologici, come Uber.

“Alla fine, l’ondata ampiamente anticipata di unicorni è entrata nel mercato delle Ipo degli Stati Uniti, dando nuovo slancio alle offerte pubbliche iniziali e innescando un aumento del sentiment positivo negli Usa. La maggior parte delle Ipo ha prodotto rendimenti positivi post-quotazione nel trimestre, in particolare per le società a crescita elevata, che costituiscono il terreno fertile per un continuo impulso nelle attività di Ipo”, sottolinea Jackie Kelley, EY Americas Ipo leader.

In Asia-Pacifico accelerano i processi di Ipo

Le tensioni commerciali in corso tra Cina e Stati Uniti hanno continuato a incidere sulle attività di Ipo nel 2019, impedendo un ritorno ai livelli del 2018. Nel primo semestre nella regioneAsia-Pacifico le Ipo sono diminuite del 12% in volume (266 Ipo) e del 27% per ricavi (22,3 miliardi di dollari). Tuttavia, in Asia-Pacifico si è realizzato il maggior numero di Ipo nel 2019. Sei tra i primi dieci scambi a livello globale si sono realizzati nella regione. Le Borse della Cina continentale hanno registrato il 27% in più di Ipo (33 quotazioni) nel secondo trimestre del 2019 rispetto allo stesso periodo 2018, ma un calo del 38% del capitale raccolto (5,1 miliardi) a causa della mancanza di grandi Ipo.

I mercati giapponesi sono rimasti stabili nell’anno 2019, registrando un lieve aumento dei volumi rispetto all’anno 2018. “La prospettiva di una possibile recessione economica ha visto molte società accelerare nei loro piani di Ipo. Dato che i candidati alla quotazione si affrettano per anticipare le difficoltà economiche e che la performance media post-Ipo rimane positiva, prevediamo che i livelli di attività Ipo in Asia-Pacifico aumentino nella seconda metà del 2019”, dichiara Ringo Choi, EY Asia-Pacific Ipo leader.

Francesca Conti
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