PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Le proteste non fermano Alibaba: Ipo da 13 mld a Hong Kong

Le proteste non fermano Alibaba: Ipo da 13 mld a Hong Kong

Salva
Salva
Condividi
Francesca Conti
Francesca Conti

15 Novembre 2019
Tempo di lettura: 2 min
Tempo di lettura: 2 min
Salva
  • L’offerta pubblica di acquisto riguarderà fino a 575 milioni di azioni di Alibaba vendute al prezzo unitario massimo di 188 dollari di Hong Kong, pari a circa 12,5 miliardi di euro

  • “Il futuro di Hong Kong è luminoso negli ultimi anni abbiamo visto molte incoraggianti riforme sul mercato dei capitali locale, nonostante i cambiamenti in atto restiamo fiduciosi”, ha dichiarato il ceo Zhang

  • L’ufficialità della quotazione non ha spinto al rialzo le Borse dell’ex colonia britannica e alle società finanziate o legate ad Alibaba

La corsa di Alibaba verso la sua seconda quotazione non si arresta: il 26 novembre il colosso dell’e-commerce farà il suo debutto sulla Piazza asiatica in quella che sarà la più consistente offerta sul mercato di Hong Kong da 9 anni a questa parte

Nonostante ad Hong Kong continuino le proteste, Alibaba non rinuncia alla sua doppia quotazione. Il colosso dell’e-commerce fondato dal cinese Jack Ma, dopo l’esordio di 5 anni fa nella piazza di Wall Street, ha annunciato ufficialmente l’Ipo nella città asiatica ancora in preda alle turbolenze dei manifestanti.

L’offerta inizierà il 15 novembre alle 9 ora locale (le 2 del mattino in Italia) e si chiuderà alle 12 di mercoledì 20. Il debutto è previsto per il prossimo 26 novembre e secondo le stime degli analisti potrebbe trattarsi della più consistente offerta sul mercato di Hong Kong da circa nove anni.

Il gruppo – che in seguito alle dimissioni di Ma è guidato dal presidente e ceo Daniel Zhang – ha reso noto che la sua offerta pubblica di acquisto riguarderà fino a 575 milioni di azioni al prezzo unitario massimo di 188 dollari di Hong Kong. Tradotto in dollari si tratta di circa 13,8 miliardi, corrispondenti a 12,5 miliardi di euro.

Secondo alcuni osservatori, dietro la scelta di Alibaba di non rimandare più la quotazione – lo aveva già fatto in estate – si nasconderebbe la volontà di Pechino di riportare la tranquillità nell’ex colonia britannica e soprattutto nella sua piazza finanziaria. La quotazione asiatica rientra inoltre nel quadro normativo emanato lo scorso anno da Hong Kong per favorire le “compagnie innovative” quotate a New York a Londra e interessate a una seconda quotazione.

Daniel Zhang - ceo e presidente Alibaba
Daniel Zhang - ceo e presidente Alibaba

“Il futuro di Hong Kong è luminoso negli ultimi anni abbiamo visto molte incoraggianti riforme sul mercato dei capitali locale, nonostante i cambiamenti in atto restiamo fiduciosi”, ha dichiarato il ceo Zhang. Alibaba per i prossimi cinque anni si aspetta che più di 1 miliardo di consumatori cinesi stimoleranno un consumo di 10.000 miliardi di yuan, pari a 1.430 mila miliardi di dollari.

L’ufficialità della quotazione non ha tuttavia dato brio alle Borse dell’ex colonia britannica e alle società finanziate o legate ad Alibaba. L’indice Hang Seng ha chiuso in lieve rialzo, dello 0,01%, la New Huadu Supercenter e Sanjiang Shopping Club, entrambe sostenute dal colosso dell’e-commerce, hanno terminato gli scambi con una flessione rispettivamente dell’1,60% e del 3,03%.

Francesca Conti
Francesca Conti
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU: Ipo & Spac Cina Digital transformation