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Ipo: le grandi operazioni trainano la raccolta

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

29 Dicembre 2018
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  • Ipo: la raccolta cresce del 5% a livello mondiale grazie ai “Mega-Deal”

  • Al centro della scena le società tech

  • I debutti in Borsa più attesi dell’anno prossimo

Nel 2018 cresce la raccolta grazie ai  “Mega-Deal”. Un trend atteso dagli esperti anche nel 2019

Nel 2018, a trainare la raccolta delle IPO sono stati i “Mega-Deal”, ovvero i collocamenti in borsa dal valore superiore al miliardo di dollari. Lo riporta il Financial Times in un articolo pubblicato lo scorso 26 Dicembre. Stando ai dati di Dealogic infatti, la raccolta ha superato i 200 miliardi di dollari crescendo del 5% rispetto all’anno precedente che contava ben 300 Ipo in più.

Con la borsa di Hong Kong (HKEX) al primo posto in termini di proventi, a fare la parte del leone  è stata l’Asia , che ha contribuito a quasi metà della raccolta totale conquistando l’intero podio con lo sbarco in Borsa di Xiaomi, China Tower e la recente mega Ipo giapponese da 23,5 mld di dollari della divisione di telefonia mobile di  SoftBank, seconda tech IPO al mondo dopo Alibaba nel 2014 (25 mld  di dollari).

Da un punto di vista settoriale, sono state le grandi società tecnologiche a dominare la scena mettendo a segno collocamenti da record e raccogliendo quasi un terzo dei proventi globali. Tra i debutti del mondo tech, quello insolito di Spotify: l’ “unicorno” (startup valutata oltre un miliardo)  ha infatti optato per il direct listing saltando intermediari e sottoscrittori.

L’articolo del Financial Times fa notare inoltre come, nonostante le tensioni commerciali tra Usa e Cina, le Ipo cinesi sui listini americani siano aumentate, permettendo ai listini USA di contribuire a quasi il 30% della raccolta totale.

Secondo gli esperti del settore, tra i fattori alla base dell’aumento delle grandi operazioni, il pool sempre più ampio di capitale privato disponibile alle società prima delle quotazioni pubbliche e l’andamento dei  mercati azionari, vicini ai massimi storici prima dell’ampio sell-off nel quarto trimestre.  Nonostante la recente volatilità dei mercati azionari, i banchieri si attendono un proseguimento del trend nel 2019.

Tra le Ipo in programma per l’anno prossimo spiccano grandi nomi del tech come Slack, Pinterest, Airbnb ma la più attesa rimane sicuramente quella di Uber (che sarebbe valutata 120 miliardi di dollari) . Il colosso del ride-sharing potrebbe essere battuto sul tempo dalla sua più piccola rivale Lyft (valutata circa 15 miliardi)  che secondo alcune indiscrezioni del Wall Street Journal punterebbe al debutto a Wall Street tra Marzo e Aprile. In risposta Uber  avrebbe accelerato l’iter di quotazione segnando l’inizio di una vera e propria “corsa all’Ipo”.

Virginia Bizzarri
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