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L’Ue si fa la sua “Amazon” per i crediti deteriorati

L’Ue si fa la sua “Amazon” per i crediti deteriorati

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

29 Settembre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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La crisi pandemica ha aumentato la quantità di crediti deteriorati in circolazione nel sistema delle imprese, e l’Ue, con il braccio armato della Bce, vorrebbe creare un marketplace per gli npl. Una vera e propria piattaforma commerciale, per battere i mega investitori in debito distressed di Wall Street

Una Amazon degli Npl? Ci sta lavorando la Bce. Si tratterebbe di una piattaforma per agevolare le transazioni su centinaia di miliardi di euro in crediti deteriorati per la crisi pandemica. Una mossa che vorrebbe creare anche in seno all’Europa le condizioni favorevoli per far crescere grossi investitori in debito, come già succede a Wall Street. Il progetto della Banca centrale europea rientra nel più grande orizzonte propedeutico alla formazione dell’unione bancaria europea / unione del mercato dei capitali. Scopo dell’Eurotower è quello di gestire la mola crescente di sofferenze creditizie per impedire che altri (i fondi specializzati in debito distressed) li acquistino a prezzi stracciati.

L’idea della Banca centrale europea si ispira a Blinks, la piattaforma web creata in Italia da Prelios proprio per far incontrare domanda e offerta sul mercato secondario dei non performing loan, oltre che delle aste di debito di un’agenzia federale Usa.

Riccardo Serrini, ceo del gruppo Prelios, ha ricordato a Class Cnbc che l’allarme npl è stato lanciato il 25 settembre scorso da Valdis Dombrovskis, vice presidente esecutivo della Commissione Ue, nell’ambito di una riunione virtuale cui partecipavano non solo Commissione e Bce, ma anche gestori del credito bancario europeo, e servicer europei come BlinkS, esempio di soluzione fintech adatta a sostenere il mercato secondario dei crediti deteriorati.

La Bce e l’Autorità bancaria europea stanno cercando di prepararsi per tempo all’ondata di non performing exposures (Npe) in arrivo, quindi sia npl che utp, afferma Serrini in una nota successiva alla riunione con le istituzioni europee. Si sta cercando di capire se è possibile migliorare il mercato dei crediti deteriorati rendendolo più liquido, allo stesso tempo migliorando e incrementando il mercato secondario. “Quello che dal punto di vista di Prelios ho suggerito nel corso della riunione con la Bce e la Commissione è di fare riferimento al mercato italiano”. Il nostro mercato infatti, “oltre a essere il più grande in Europa nel settore dei crediti distressed, ha fatto anche passi da gigante”. Non soltanto sviluppando strumenti che hanno agevolato il sistema bancario nella pulizia dei bilanci – “uno dei più forti a livello europeo, anche grazie all’aiuto delle cartolarizzazioni con la garanzia statale Gacs, che ha aiutato gli istituti di credito a ridurre gli npl di oltre 60 miliardi di euro  in pochi anni – ma che ha agevolato lo sviluppo di un mercato secondario attraverso il lancio di piattaforme di trading come la nostra BlinkS, che è stata presa come esempio da parte della Bce per lo sviluppo di un medesimo mercato a livello europeo”.

Da quanto emerge, una delle soluzioni allo studio della Commissione europea è la creazione di società di asset management a livello di singoli Stati, “con capitale misto pubblico-privato, al fine di agevolare un mercato di acquisizioni di npl in competizione con i principali fondi globali”, forti acquirenti di npl in tutto il mondo. Serrini ha poi anche comunicato che l’ammontare dei crediti deteriorati è aumentato ad aprile e maggio, per poi stabilizzarsi “a partire da giugno”.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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