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Sono i giovani i più preoccupati per le proprie finanze

Sono i giovani i più preoccupati per le proprie finanze

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Livia Caivano
Livia Caivano

05 Agosto 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Oltre la metà delle persone dai 25 ai 34 anni coinvolte nello studio hanno dichiarato di aver sofferto di una maggiore ansia per le proprie finanze personali dopo la diffusione del covid-19 rispetto a inizio 2020

  • Per farsi aiutare, il 28% di loro si è rivolto a organizzazioni governative, una su quattro (25%) ha preso in considerazione la possibilità di consultare un consulente finanziario indipendente, un quinto (21%) ha chiesto assistenza al proprio datore di lavoro.

Secondo uno studio di Close Brothers, realizzato nel Regno Unito, benché la crisi economica innescata dal coronavirus preoccupi i risparmiatori di tutte le età, sono i millennials a essere più in ansia per il futuro. La soluzione si cerca in famiglia, dagli amici – ma anche nella consulenza indipendente

Due lavoratori su cinque nel Regno Unito dicono che le loro preoccupazioni per il denaro sono aumentate con la crisi generata dall’epidemia di coronavirus. Secondo il Changing Trends of Financial Wellbeing report di Close Brothers sono però i millennials i più colpiti.

Oltre la metà (51%) delle persone dai 25 ai 34 anni intervistate hanno dichiarato di aver sofferto di una maggiore ansia per le proprie finanze personali dopo la diffusione del covid-19 rispetto a inizio 2020. Prima della pandemia poco meno della metà (48%) dei cittadini in UK era contento dello stato delle proprie finanze e più di un quarto (28%) era invece scontento.Queste cifre sono cambiate poco rispetto alla ricerca di Close Brothers 2018, dove le cifre si attestavano rispettivamente al 51% e al 28% – il dato più significativo riguarda lo split di età.

Un ruolo determinante l’ha avuto e lo sta avendo la situazione lavorativa: i dati di Close Brothers sottolineano come anche in questo campo siano i lavoratori più giovani i più vulnerabili alla riduzione del reddito: in generale, circa un lavoratore su 10 è stato costretto a lavorare con orario ridotto (11%) ma i numeri salgono a quasi un quarto (22%) nel caso dei lavoratori della Gen Z, e al 19% per i millennials.

Per affrontare le sfide economiche di questa situazione, la metà dei lavoratori si è diretta su siti web di finanza personale per scoprire informazioni, mentre tre persone su dieci (30%) hanno consultato la propria banca, la famiglia o gli amici. Una percentuale leggermente inferiore si è rivolta alle organizzazioni governative (28%) e una su quattro (25%) ha preso in considerazione la possibilità di consultare un consulente finanziario indipendente. Un quinto (21%) ha chiesto assistenza al proprio datore di lavoro.

“La crisi del coronavirus ha messo a fuoco l’importanza del benessere finanziario e ha evidenziato l’impatto di vasta portata dello stress finanziario su tutti gli aspetti della nostra vita e del benessere generale”, ha commentato Jeanette Makings, responsabile dell’educazione finanziaria di Close Brothers. “Mentre queste sfide si applicano a tutti i dipendenti in genere, i lavoratori più giovani sono più colpiti, sia in termini finanziari reali sia per ansia e preoccupazione. Questa generazione non ha ancora avuto la stessa quantità di tempo per costruire la propria resilienza finanziaria, quindi affronta il doppio colpo dei tagli al reddito con un cuscinetto finanziario minimo. È incoraggiante – prosegue Makings -che le persone in tutte le fasi della vita stiano utilizzando i tempi supplementari previsti per bloccare la situazione finanziaria, ma non dovremmo aspettarci che lo facciano da soli. I datori di lavoro sono una delle risorse di fiducia a cui le persone si rivolgono per ottenere assistenza e possono fare molto per aiutare i propri dipendenti a prepararsi meglio per affrontare qualsiasi sfida finanziaria “.

Livia Caivano
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