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Schroders – Lloyds: verso il consolidamento nel risparmio gestito

Schroders – Lloyds: verso il consolidamento nel risparmio gestito

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

26 Ottobre 2018
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  • Joint venture Schroders – Lloyds: continua il trend di consolidamento nell’industria del Wealth Management

  • La view di Robert Hutchinson, Partner di Hutchinson Lilley Investments LLP

La notizia dell’accordo tra Schroders e Lloyds rafforza il trend di consolidamento nel mondo del risparmio gestito. La view di Robert Hutchinson

Nel mondo del risparmio gestito è tempo di alleanze: così, a poco a poco, si concentrano i player sul mercato. Ma quali sono le conseguenze del processo di consolidamento in atto?

Nelle ultime settimane, al centro della scena in Gran Bretagna, la notizia, diffusa da Sky news, di una possibile joint venture tra Schroders e Lloyds Banking Group. Il 9 ottobre, Beth Saint, portavoce ufficiale di Schroders, aveva confermato in un’email a Reuters che le discussioni erano in corso tra le parti, ma che non avrebbero portato necessariamente a un accordo formale. Alcune settimane dopo, il 23 ottobre, è arrivato l’annuncio ufficiale di un’alleanza strategica tra i due player ( vedi Schroders e Lloyds insieme nel wealth management). Una collaborazione mirata a creare una soluzione di gestione patrimoniale “leader nel mercato”, combinando l’expertise in materia di investimenti e gestione patrimoniale e le competenze tecnologiche di Schroders, con l’importante rete di clienti, la distribuzione multicanale e le capacità digitali di Lloyds.

Quello tra le due blue chip è senza dubbio tra i maggiori accordi degli ultimi anni, a conferma del trend di consolidamento nell’Industria del wealth management. La crescente concentrazione di asset nelle mani di un numero sempre minore di player chiave, anche nota come “Winner take all” o “effetto Amazon”- spiega a We Wealth Robert Hutchinson, Partner di Hutchinson Lilley Investments LLP, Investment Manager basato a Londra- rappresenta un trend importante e presente in varie industrie. Se gestita bene, la fusione di due grandi player può dare vita a concrete economie di scala. Partendo da una giusta accoppiata si possono creare importanti sinergie, e in questo caso, spiega Hutchinson, “l’expertise di Schroders nella gestione di fondi sembra sposarsi bene con le abilità nelle attività di raccolta del risparmio di Lloyds”. Inoltre, l’accordo creerebbe certamente economie di scala in materia di compliance.

Tuttavia, continua Hutchinson, “anche per i player più forti del settore, la vincita del premio del winner-take-all non è affatto scontata”. I partecipanti devono dimostrarsi in grado di operare con successo su una scala diversa e maggiore. La storia ha dimostrato come di solito sia più facile diventare grandi che rimanere grandi. E “a differenza di altri player che sembrano destinati a dominare i loro rispettivi settori per lungo tempo (vedi Amazon nel retail e Microsoft nel software), nel settore della gestione dei fondi, specialmente per i gestori attivi, le dimensioni possono diventare un onere crescente”. “Quando sei il mercato, è difficile battere il mercato” sottolinea Hutchinson. Se rimanessero tre grandi player a dominare il mercato inglese, sarebbe improbabile che, in termini di rendimento degli investimenti, uno qualsiasi dei tre riesca a battere costantemente gli altri due per un lungo periodo di tempo. Tuttavia, nel mondo finanziario, per le grandi aziende con un forte brand, sembra esserci, rispetto ad altri settori, un maggior grado di inerzia da parte dei clienti di fronte a cattivi risultati. Generalmente, prima di decidere di cambiare i loro portafogli o i loro gestori di fondi, gli investitori sopportano prestazioni deludenti per un periodo piuttosto lungo. Questo è evidente, spiega Hutchinson, se si considera il lasso di tempo impiegato da Lloyds per togliere il mandato al precedente gestore, rivelatosi poco performante e la lentezza di ricerca che ha portato a questo nuovo accordo.

Tirando le somme e viste le premesse, Hutchinson, ritiene l’accordo tra Schroders e Lloyds, “favorevole sia per gli azionisti che per clienti delle due società, almeno per quanto riguarda il futuro prossimo” e conclude spiegando che, sia ai manager dei rispettivi business che ai gestori di portafogli dei clienti sottostanti, verrà dato il tempo per realizzare al meglio l’operazione.

Virginia Bizzarri
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