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Edmond de Rothschild, obbligazioni emergenti: occhio al debito cinese

Edmond de Rothschild, obbligazioni emergenti: occhio al debito cinese

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

23 Maggio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • La situazione debitoria del Paese di Mezzo non fronteggia una soluzione di breve periodo, così come non lo è la disputa sui dazi con gli Usa. I principali indicatori cinesi del debito continuano a salire in tutte le categorie considerate. La Cina resta il maggior punto interrogativo del gestore

  • Al momento infatti le esposizioni principali di portafoglio riguardano il Venezuela (26,4%), la Turchia (21,9%) e l’Argentina (10,2%)

  • “Il potenziale del Venezuela non ha rivali. È il Paese con maggiori riserve di petrolio al mondo, ma con Maduro al potere nessuna ristrutturazione del debito è possibile”

  • Il fondo ricerca situazioni interessanti nei paesi emergenti al di là delle loro dimensioni. Si pensi ad esempio al Belize, con un peso del 2,1% nel fondo, prima di Azerbaijan, Brasile, Mozambico

Presentato a Milano il fondo EdR Fund Emerging Bonds di Edmond de Rothschild sulle obbligazioni emergenti. Un portafoglio allo stesso tempo variegato nelle opportunità-paese ed estremamente focalizzato sui rendimenti delle realtà ad alto potenziale, con un caveat: la pazienza di saper attendere

La coda del Dragone

Quando scoppierà la bolla del credito cinese? La Cina è il punto di domanda maggiore per l’asset manager Edmond Rothschild, nelle parole di Jean-Jacques Durand, gestore EdR Fund Emerging Bonds. Secondo Durand, la situazione debitoria del Paese di Mezzo non fronteggia una soluzione di breve periodo, così come non lo è la disputa sui dazi con gli Usa. “Una transizione soft per la Cina non sarà possibile e gli effetti nefasti della geopolitica continuano”.

I principali indicatori di debito continuano ad salire: il debito domestico è in aumento in tutte le categorie, anche nei non-financial corporate, a livello della pubblica amministrazione, delle famiglie, istituzioni finanziarie. La Cina del resto è stata una delle emittenti più importanti degli ultimi anni.

Quali sono le obbligazioni emergenti di Edmond de Rothschild

Per la sua stessa natura, l’Edr Fund Emerging Bonds è un fondo che necessita di una visione di lungo termine. Al momento infatti le esposizioni principali di portafoglio riguardano il Venezuela (26,4%) e la Turchia (21,9%). Esposizione a doppia cifra anche per l’Argentina (10,2%). Appena sotto, c’è l’Ucraina (9,4%), reputata interessante per le opportunità di rendimento nell’ambito delle società che si occupano di esportazioni e dell’agritech. Osservato speciale è poi il Messico, oggi monitorato molto attentamente. Il Paese, dall’enorme potenziale, è molto rappresentato nell’indice JP Morgan Embi Global Index, “ma ora è in sottopeso nel fondo”.

Il 2018 ha rappresentato una situazione molto peculiare per tutti i mercati emergenti. In genere, questi mercati si correggono molto rapidamente: nel 2018 invece la loro discesa è durata tutto l’anno. Il gestore guarda con attenzione ai mercati di frontiera, giudicati ricchi di opportunità. “Gli spread si sono chiusi, però è da monitorare il fatto che il debito sia cresciuto così tanto”. Oggi le valute locali hanno valutazioni interessanti, ma bisogna prestare attenzione all’impatto che possono avere le banche centrali.

Oggi il mercato delle obbligazioni emergenti è meno liquido: a parità di numero scambi, l’ammontare è aumentato e il posizionamento è in moneta forte.

Il Venezuela

Si tratta come visto del Paese maggiormente in sovrappeso nel fondo. “Il potenziale del Venezuela non ha rivali. È il Paese con maggiori riserve di petrolio al mondo, ma con Maduro al potere nessuna ristrutturazione del debito è possibile”. Perché tanto focus sul petrolio? È vero che è in corso la transizione energetica, “ma non si arriverà a destinazione tanto presto”. Il debito venezuelano è attualmente nelle mani dei grandi gestori americani e si attende che il Paese riprenda la produzione di petrolio.

Turchia

Il Paese paga uno sconto politico molto elevato, ma la lira turca è in realtà molto sottovalutata. Si tratta di una delle grandi “convinzioni” del fondo, in quanto il rapporto debito / Pil non è poi così elevato.

Argentina

La dollarizzazione del Paese è molto elevata, attenstandosi a più del 60%. Il fondo Edr Fund Emerging Bonds vi è esposto sia sulla valuta locale che sui dollari.

La strategia obbligazioni emergenti di Rothschild

I team emerging market & commodity sono cinque (credito, obbligazioni corporate, azioni, commodity, macro). Il fondo EdR Fund Emerging Bonds, come visto, è estremamente focalizzato. Si ricercano situazioni interessanti nei paesi al di là delle loro dimensioni, come il Belize (2,1% nel fondo, prima di Azerbaijan, Brasile, Mozambico), che rientra in tutti gli indici pur essendo molto piccolo. Le obbligazioni in portafoglio sono sia in valuta forte che in valuta locale, sono tanto emissioni di debito corporate che sovrano. La selezione delle società da detenere in portafoglio parte sempre da un’analisi macro globale, per poi passare ad un’analisi specifica. “Bilanciano le convinzioni di mercato con le esposizioni, 50% e 50% fra fondamentali e valutazioni. Il nostro è un approccio che può essere esemplificato da un fishbowl, un acquario…  Le pietre sono le convinzioni, l’acqua è la liquidità, la sabbia il rischio. Adottiamo 20 strategie al massimo, per tre tipi di posizioni”.

DURAND Jean jacques_Edmond de Rothschild obbligazioni emergenti
Jean-Jacques Durand, Gestore EdR Fund Emerging Bonds. Courtesy Edmond de Rothschild
Teresa Scarale
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