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Risparmio italiano, primi effetti del coronavirus?

Risparmio italiano, primi effetti del coronavirus?

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

26 Febbraio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il gennaio del risparmio gestito italiano si chiude con deflussi che flettono le masse per 4,7 miliardi di euro

  • Le gestioni collettive si riducono di 2,1 miliardi di euro, mentre quelle di portafoglio registrano deflussi netti di 2,5 miliardi

  • Si tratta di fuga dal risparmio gestito o ci sono altre motivazioni? Le cose non stanno come sembrano

Nel primo mese del 2020 il risparmio italiano gestito risulta in flessione: si tratta già dei primi effetti del coronavirus? No, o non solo

I risparmiatori italiani vanno all’incasso. Il gennaio del risparmio gestito italiano si chiude con deflussi che flettono le masse per 4,7 miliardi di euro. Non tutta la contrazione è però dovuta ai richiami degli investitori:

Le gestioni collettive si riducono di 2,1 miliardi di euro, mentre quelle di portafoglio registrano deflussi netti di 2,5 miliardi. Tuttavia il patrimonio complessivamente gestito dall’industria cresce, fino a raggiungere i 2.321 miliardi di euro. Si tratta del suo nuovo massimo storico.

Quanto alla ripartizione del risparmio che gli italiani danno in gestione a banche e asset manager, circa 1.186 miliardi (il 51% delle masse totali) rientrano nelle gestioni di portafoglio. Il restante 495, pari a 1.135 miliardi, accorre invece nelle gestioni collettive.

Ecco perché risulta in diminuzione il risparmio italiano gestito (il coronavirus non c’entra)

Il dato negativo di raccolta registrato dalle gestioni patrimoniali risente in realtà di un’operazione infragruppo  del gruppo Credem. La società ha infattii trasferito un mandato di gestione delle polizze assicurative Unit Linked da Euromobiliare AM Sgr a Credemvita.

Questo “trasloco” semplicemente comporta l’uscita di tre miliardi di euro di masse dal campo di monitoraggio di Assogestioni. Per questo motivo l’importo risulta in diminuzione del patrimonio gestito totale. L’evento quindi non rappresenta disinvestimenti dei risparmiatori italiani: tali masse permangono all’interno del gruppo Credem.

Stesso discorso per il gruppo Generali. I deflussi di 1057 miliardi di euro sono infatti dovuti “principalmente ai flussi sui fondi monetari all’interno dei mandati assicurativi in gestione”.

La consueta mappa mensile di Assogestioni segnala poi che tra i fondi aperti, le sottoscrizioni si sono indirizzate verso i prodotti bilanciati, in crescita di 649 milioni.

Santa Maria della Salute, Venezia
Teresa Scarale
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