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Risparmio gestito, il patrimonio al servizio della comunità

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Francesca Conti
Francesca Conti

02 Aprile 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Secondo il ministro dell’Economia, i concetti di sostenibilità e inclusione “hanno trovato sempre più spazio nel settore finanziario a partire da crisi economica e finanziaria del 2008”

  • Per Tria bisogna ripensare il concetto di investimento in modo “più ampio, non solo orientato a massimizzare nel breve termine, ma in una prospettiva di più lungo termine”

  • Nel caso italiano per il ministro coniugare finanza, crescita e sostenibilità “vuol dire sostenere un modello di progresso economico che garantisca la tutela ambientale e favorisca lo sviluppo sociale”

Il risparmio gestito deve ripensare al valore degli investimenti come motore della collettività, per promuovere lo sviluppo del Paese. Le parole del ministro dell’Economia Giovanni Tria, intervenuto in occasione della plenaria del Salone del Risparmio 2019

“Il patrimonio è un valore di per sé, ma esprime la sua funzione sociale quando viene messo al servizio della crescita di una comunità“. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria lancia un messaggio in video conferenza dal palco della plenaria che inaugura il Salone del Risparmio 2019: ripensare agli investimenti. Non in ottica di rendimento fine a se stesso, ma come motore della collettività, per promuovere – tramite l’integrazione di sostenibilità e inclusione – lo sviluppo del Paese. Una filosofia condivisa non solo dagli altri partecipanti alla discussione, ma dai protagonisti della decima edizione dell’appuntamento più importante dell’anno per il mondo del risparmio gestito italiano.

Spostando l’attenzione su questi driver di crescita, “il concetto di ritorno all’investimento diventa più ampio, non solo orientato a massimizzare nel breve termine, ma in una prospettiva di più lungo termine”, ha aggiunto Tria, spiegando che “questa è la nuova frontiera del risparmio gestito, la stessa che il Governo vuole raggiungere con la sua azione. Nella Legge di bilancio 2019 – ha precisato Tria – abbiamo introdotto strumenti a favore dell’inclusione insieme a maggiori degli investimenti”.

Secondo il ministro dell’Economia, i concetti di sostenibilità e inclusione “hanno trovato sempre più spazio nel settore finanziario a partire da crisi economica e finanziaria del 2008. La recessione che ha colpito prima gli Stati Uniti e poi l’Europa ha indotto a un profondo ripensamento del modello di investimento in due direzioni, diverse ma complementari. Da un lato era necessario riallineare i profili di rischio con quelli di rendimento. Dall’altro lato bisognava rispondere alla crescente esigenza di ancorare la finanza all’economia reale, ad esempio valorizzando concetti ad impatto sociale o sostenibili. Allo stesso tempo la questione ambientale si è imposta anche in ambito finanziario, spostando l’attenzione di fondi e operatori su ‘investimenti verdi’”.

Un tema sentito dalla platea del Salone, come Adam Jonas, managing director e leader del team di ricerca Global Auto&Shared Mobility di Morgan Stanley, e Carlo Ratti, architetto, ingegnere e professore del Mit-Massachusetts Institute of Technology di Boston, dove dirige il Mit Senseable City Lab. Assieme a Tommaso Corcos, presidente di Assogestioni, i due esperti hanno analizzato le implicazioni dell’incrocio tra finanza, economia e tematiche ambientali sociali e di governance (Esg), puntando i riflettori sull’evoluzione delle città ‘smart’ e sulla rivoluzione della mobilità sostenibile. Due megatrend che modificheranno radicalmente il nostro modo di stare al mondo.

Per Jonas, “il mercato delle auto elettriche per uso privato – ad esempio – è destinato a cambiare rapidamente nei prossimi anni. Cinque anni fa c’erano solo tre società interessate, Volsvawen, Mercedez e Waymo. Oggi le società sono 63. Ma quello che dovrebbe colpire è il fatto che ci stiano pensando anche società come Amazon, capaci potenzialmente di raggiungere milioni di persone”. Secondo Ratti, invece, “quello della mobilità sarà un grande cambiamento e le previsioni sono molto interessanti”.

“Facciamo però molta attenzione – avverte il professore – il futuro non è già scritto ma dipenderà da molti fattori. Tanto dipenderà dalle decisioni che le città, ma anche i singoli cittadini prenderanno un domani”.
Nel caso italiano coniugare finanza, crescita e sostenibilità “vuol dire sostenere un modello di progresso economico che garantisca la tutela ambientale e favorisca lo sviluppo sociale. Il primo passo da fare è modificare i processi decisionali tipici includendo nelle valutazioni gli elementi sociali, ambientali e di buon governo societario. Questo consente di aumentare il livello di resilienza della finanza, rafforzare l’allocazione dei capitali verso gli obiettivi delle politiche della crescita e migliorare la trasparenza delle rendicondazioni”, sottolinea ancora Tria.

Per il ministro, “si pone di fronte a noi una sfida in cui l’industria del risparmio gestito giocherà un ruolo essenziale” e in una società come quella italiana dove il risparmio “definisce storicamente l’attitudine finanziaria” dei cittadini, “la funzione del risparmio è quella di selezionare le migliori opportunità per i clienti e nello stesso tempo orientarsi verso delle opzioni con un rendimento ambientale e sociale positivo”.

Francesca Conti
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