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Tassi bassi? Ma i fondi obbligazionari sono da record

Tassi bassi? Ma i fondi obbligazionari sono da record

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

12 Febbraio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Si tratta di un numero raddoppiato rispetto all’anno precedente e del record assoluto dal 2017

  • A vincere è il reddito fisso Usa (521 miliardi di dollari). Segue poi l’Europa, con 220 miliardi

  • Il record dei flussi globali sulle obbligazioni fa impallidire i fondi azionari, capaci di attrarre solo nove miliardi di dollari

  • Al vertice del mercato, i due soliti noti. Con un cambiamento

Il report globale per il 2019 di Morningstar (direct fund flows commentary global report 2019) alza il sipario su un record, incoronando i fondi obbligazionari numeri uno delle asset class. Flussi da capogiro che non temono i bassi tassi d’interesse

Ricchi, ricchissimi. E prudenti

Quella che fotografa il report globale 2019 di Morningstar è sostanzialmente un’industria in salute e prudente. Il valore globale dei flussi netti di capitale nel 2019 ha raggiunto i mille miliardi di dollari per quanto riguarda i fondi a lungo termine.

Si tratta di un numero raddoppiato rispetto all’anno precedente. Ma c’è di più: la quasi totalità di questi mille miliardi di dollari è generata dai flussi record verso i fondi di reddito fisso. Valore che si staglia nettamente dal precedente record di 869 milioni di dollari del settembre 2017.

L’analisi di Morningstar ha interessato più di quattromila società di gestione, in 85 paesi nel mondo. Comprende oltre 95mila fondi e 240mila classi.

Fondi obbligazionari record, un dato sorprendente

Il successo di obbligazioni e affini non lascia spazio ad ambiguità. Ma come è possibile un tale risultato se i tassi di interesse sono ai loro minimi storici? Si tratta, come sottolinea il report di Morningstar, di fondi a lungo termine.

Per quanto riguarda la suddivisione geografica dei flussi verso i fondi di reddito fisso a lungo termine, a vincere è il reddito fisso Usa (521 miliardi di dollari); segue poi l’Europa con 220 miliardi. L’Asia vede invece risultati negativi per le stesse categorie di prodotti: 101 miliardi contro i 169 del 2018.

Courtesy Morningstar

Usa re dei fondi

Gli Usa guidano la raccolta globale anche a livello generale, con 887 miliardi di dollari. Lo stacco rispetto a 2018 è netto: 344 miliardi in quell’anno. L’Europa è magra seconda, con 326 miliardi di dollari di flussi, comunque in crescita rispetto ai 150 del 2018. A questo dato vanno sommati i numeri dei fondi cross-border, ossia quelli domiciliati in Lussemburgo e Irlanda, paesi con sostanziose agevolazioni fiscali (113 miliardi di afflussi).

Fondi obbligazionari, record anche sugli azionari. A dispetto del rally

I fondi azionari invece si sono dovuti accontentare di soli 9 miliardi di afflussi, a dispetto delle performance degli indici di Borsa. Gli analisti di Morningstar ravvisano le ragioni di tale esiguità in primo luogo nella diminuzione degli acquisti di Etf equity da parte della Banca del Giappone. Poi, nel taglio dell’esposizione azionaria da parte delle gestioni patrimoniali, soprattutto negli Usa. Il paragone con il 2018 fa impallidire: allora i flussi erano stati pari a 354 miliardi.

Gestioni low cost superstar

Agli investitori continuano a piacere i fondi passivi. Questi prodotti hanno guadagnato nel 2019 ulteriori quote di mercato, passando dal 28,6% del 2018 al 31% di fine 2019 (fondi a lungo termine). Nel segmento azionario poi, la loro percentuale è salita dal 41,4 al 43,4%. I flussi netti sono stati pari a 769 miliardi di dollari versus i 252 miliardi delle gestioni attive.

Anche nelle gestioni attive però fanno capolino le obbligazioni. Nelle gestioni attive (managed portfolio) infatti il reddito fisso chiama flussi per 625 miliardi, mentre le altre classi di attività hanno registrato riscatti. Per gli azionari (-357 miliardi), è stato uno dei peggiori anni dopo il 2017 e 2008.

Blackrock e Vanguard, “duopolio” confermato e cambio al vertice

A livello globale, l’industria dei fondi continua a essere un oligopolio, se non un duopolio. BlackRock/iShares ha infatti ricevuto flussi netti combinati per 298 miliardi di dollari, scalzando Vanguard dal primo posto (posizione detenuta dal 2013). Vanguard è comunque seconda per raccolta netta, con 263 miliardi. Per entrambi gli asset manager, ha giocato un ruolo decisivo l’obbligazionario. In termini di masse gestite Vanguard è però prima. Seguono BlackRock/iShares e Fidelity.

Courtesy Morningstar
Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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