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Priips, i fund manager chiedono all’Ue di rivedere la normativa

Priips, i fund manager chiedono all’Ue di rivedere la normativa

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Livia Caivano
Livia Caivano

06 Agosto 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il regolamento Priips prevede che i fornitori di tutti i prodotti di investimento a cui gli investitori retail hanno accesso, pubblichino proiezioni delle future prestazioni per aiutare i clienti a prendere decisioni più consapevoli

  • Nel caso dei prodotti Oicvm la prescrizione è stata sospesa fino al 2020

  • In attesa di una revisione, Efama chiede il prolungamento di questa esenzione

L’Efama ha pubblicato una lettera in cui chiede alla Commissione europea la revisione urgente del regolamento Priips regulatory technical standards e di prolungare l’esenzione degli Oicvm dalla sua applicazione. Ecco cosa vuol dire per gli investitori retail

La European fund and asset management association (Efama) chiede a Bruxelles di rivedere il regolamento dei Packaged retail investment and insurance-based investments product (Priips) e, nell’attesa, di prolungare l’estensione della sua applicazione ai fondi comuni di investimento. Le previsioni dei rischi e delle performance che la normativa richiede non sono affidabili nel caso di prodotti finanziari complessi come gli Oicvm – così la norma, voluta per tutelare i risparmiatori, rischia di fare più male che bene.

 

L’associazione nella prima settimana di agosto ha sottolineato, in una lettera inviata all’Unione europea, come i requisiti tecnici previsti per i prodotti di investimento e assicurativi preassemblati destinati agli investitori al dettaglio siano inefficaci e contro producenti: un report Schroders ha di recente mostrato come le previsioni delle performance e dei rischi non abbiano retto alla prova del covid. La richiesta è quindi che vengano revocate fino a quando non sarà stata condotta una revisione completa.

I fondi comuni di investimento – che rientrano nella sorveglianza Ue – in quanto prodotti Oicvm oggi beneficiano di un’esenzione, cioè non sono tenuti a conformarsi alle regole Priips, fino al 2022. Proprio perché la scadenza si avvicina Efama chiede che questo termine venga prorogato finchè la normativa non sia soddisfacente per tutti i prodotti di investimento,

Il regolamento Priips è stato introdotto nel 2018 per rendere più facile agli investitori retail la comprensione dei prodotti di investimento. Richiede infatti che i gestori patrimoniali forniscano un’informativa riguardo rischi e previsioni di performance dell’investimento, in modo che i risparmiatori possano fare scelte consapevoli. “Il regolamento mira a livellare il campo di gioco sul quale devono confrontarsi i diversi prodotti e i differenti canali di distribuzione”, chiarisce Assogestioni sul sito istituzionale. “Il Regolamento si applica tanto ai prodotti d’investimento al dettaglio “pre-assemblati” (Prip) quanto ai prodotti di investimento assicurativi (Iip). In particolare, vi rientrano anche i prodotti a capitale garantito, i prodotti e depositi strutturati (fatta eccezione per quelli legati a soli tassi di interesse), gli Oicvm e i Fia “retail”, alcuni prodotti assicurativi (incluse le polizze unit-linked) e alcuni prodotti derivati”.

Secondo Tanguy van de Werve, direttore generale di Efama, il regime dei Priips “è un limbo. Questo sfortunato risultato – scrive nella lettera destinata a Bruxelles – sta collocando le istituzioni dell’Ue, nonché i partecipanti al mercato, in un territorio inesplorato in termini di processo legislativo. È inoltre dannoso per gli investitori al dettaglio che continueranno a soffrire di informazioni non ottimali, se non addirittura fuorvianti”. E riguardo all’imminente scadenza dell’esenzione per i fondi: “Questa tempistica non può più essere ragionevolmente rispettata, poiché al settore deve essere concesso un tempo di consegna sufficiente per attuare i cambiamenti”.

Efama sottolinea che una revisione del regolamento è attesa da tempo e dovrebbe essere avviata il più presto possibile, per evitare ulteriori danni agli investitori al dettaglio. L’Associazione riconosce “gli instancabili sforzi compiuti negli ultimi 18 mesi nel tentativo di trovare una soluzione praticabile per affrontare gli attuali difetti del Priip Kid” ma che non è ancora abbastanza.

 

Livia Caivano
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