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Risparmio gestito: raccolta in flessione ad ottobre

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

29 Novembre 2018
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il drenaggio arriva dalle gestioni collettive: vi sono stati deflussi sia dai fondi aperti che dai fondi chiusi

  • Anche le gestioni di portafoglio retail hanno contribuito alla colata a picco, mentre le gestioni istituzionali hanno retto bene, evidenziando una raccolta positiva nel mese

L’ottobre furioso dei mercati? Eccone gli effetti. Assogestioni pubblica i dati di quel periodo ed evidenzia un risparmio in flessione di 940 milioni di euro in Italia. Da inizio anno però le sottoscrizioni sono cresciute di 13 miliardi

Le ricadute dei mercati ballerini sul risparmio italiano

Risparmio in flessione nello scorso mese, come prevedibile. Per effetto della volatilità registrata sui mercati lo scorso mese, l’industria italiana del risparmio gestito chiude infatti il mese di ottobre in flessione di 0,9 miliardi di euro. La raccolta netta da inizio anno si mantiene però positiva per quasi 13 miliardi.

Gesitoni collettive e gestioni di portafoglio

Le sottoscrizioni delle gestioni collettive hanno registrato deflussi complessivi per quattro miliardi e 717 milioni di euro. Il dettaglio:

  • meno 4366 dai fondi aperti e
  • meno 351 milioni dai fondi chiusi.

Gestioni collettive: il pesante deflusso dei fondi aperti

Nell’ambito dei fondi aperti, terminano il mese in territorio positivo i prodotti monetari, che salgono di un miliardo e 600 milioni di euro, i bilanciati, su di 190 milioni di euro e i “non classificati”, su di 21 milioni. Si tratta però di una ben magra consolazione: l’interno comparto subisce un drenaggio netto di 4 miliardi e 366 milioni di euro, come visto. Vi contribuiscono:

  • i fondi di lungo periodo, per 5 miliardi 953 milioni, con:
    • gli azionari per 786 milioni;
    • gli obbligazionari per tre miliardi e 249 milioni;
    • i flessibili per due miliardi e 56 milioni;
    • gli hedge per 52 milioni.

Le gestioni di portafoglio invece nel complesso hanno vissuto una raccolta positiva per 3 miliardi 778 milioni, trainata dai soli istituzionali in salita di 4 miliardi e 888 milioni, visto che i portafogli retail hanno subito riscatti per un miliardo e 110 milioni.

La composizione del patrimonio in gestione

Il patrimonio complessivamente in gestione si attesta a quota 2 miliardi e ventuno milioni di euro. Il 51% degli asset è impiegato nelle gestioni collettive, per un totale di un miliardo e 26 milioni, il restante 49% invece è investito nei mandati, per un totale di 995 milioni.

I gestori più importanti

In controtendenza rispetto ai mesi scorsi, il Gruppo Generali registra una raccolta netta positiva pari a 695 milioni e 600 mila euro. Di contro, il gruppo Intesa Sanpaolo subisce deflussi di un miliardo 378 milioni e 100 mila euro. Sempre nel gruppo, Fideuram, che pure vede le sue masse gestite contrarsi di 245 milioni e 400 mila euro, registra risultati positivi nelle gestioni di portafoglio retail (su di 20 milioni e 800 mila euro) e nelle gestioni di portafoglio istituzionali (in crescita di 119 milioni e 900 mila euro).

Anche Amundi Group vede i suoi asset under management (Aum) contrarsi. In particolare, i fondi aperti calano di un miliardo 58 milioni e 200 mila euro, mentre le gestioni di portafoglio retail e istituzionali registrano un incremento rispettivamente di 54 milioni e 200 mila euro e 443 milioni e 500 mila euro, per un risultato cumulato netto di meno 560 e 500 mila euro.

Teresa Scarale
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