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Natixis, perché i clienti scappano dal fondo H2O Allegro

Natixis, perché i clienti scappano dal fondo H2O Allegro

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Livia Caivano
Livia Caivano

21 Giugno 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il fondo gestisce masse per circa 1,4 miliardi di euro

  • Mercoledì scorso, H20 Allegro ha registrato una diminuzione delle sue attività di 113 milioni: si è trattato del più alto calo degli asset dal lancio del fondo nel 2011, probabilmente legato ai riscatti dei clienti spaventati

Mercoledì 19 giugno Morningstar ha deciso di sospendere il rating sul fondo sollevando dubbi sui rapporti tra il fondatore di Natixis Bruno Crastes e il chiacchierato finanziere tedesco Lars Windhorst. Come conseguenza, il titolo è arrivato a perdere in Borsa fino al 12% nella sola seduta del 20 giugno

Prima c’è stato il Financial Times, che sulle sue pagine ha scritto di un presunto conflitto di interesse negli investimenti della controllata di Natixis, H2O Asset Management. E’ stato poi il turno di Morningstar, che ha deciso di sospendere il rating del fondo Allegro per criticità nell’appropriatezza e liquidità della componente obbligazionaria corporate. Lo stesso giorno, gli asset del fondo sono diminuiti di 113 milioni a causa dei riscatti di clienti preoccupati. Nel complesso, però, i deflussi registrati da Allegro, Adagio e Multibrand (altri due prodotti di H2O) sono ammontati a 325 milioni. Sulla scia della notizia, nella giornata del 20 giugno, il titolo ha perso fino al 12% sulla Borsa francese.

Liquidità e appropriatezza

I timori riguardano la ‘liquidità e l’appropriatezza’ di alcuni investimenti in corporate bond e i potenziali conflitti di interesse per il fondatore Bruno Crastes. In particolare, i dubbi si accavallano su H2O Allegro, un fondo aperto che tra gli asset annovera bond poco liquidi in gran parte emessi da società collegate al controverso finanziere tedesco Lars Windhorst, che ha alle spalle una lunga scia di cause legali e fallimenti, scrive FT. A peggiorare le cose, da maggio Crastes è amministratore delegato di Tennor Holding, uno dei fondi di investimento di Windhorst. Sono state in fretta annunciate le dimissioni ma H2O continuerà comunque ad avere un rappresentante nel board di Tennor: si tratterà del direttore degli investimenti Vincent Chailley, a conferma dell’impegno “a lavorare con Tennor in futuro”.

Gli analisti, in attesa di capire se i rischi di conflitto di interesse verranno del tutto scongiurati da questo passo indietro dell’ad, invitano alla cautela. Alla Borsa di Parigi, però, il titolo Natixis, nella giornata del 20 giugno, a ha ceduto quasi il 12%.

Il ceo di H2O ha fatto sapere, “per chiarezza assoluta”, che le esposizioni complessive verso attività illiquide “sono strettamente limitate a un valore compreso tra il 5% e il 10%” nei fondi Allegro, Adagio e Multibonds. “In termini assoluti, si tratta di una piccola fetta – commenta Mara Dobrescu, responsabile della ricerca sulle strategie obbligazionarie di Morningstar in Europa, in una nota del 19 giugno 2019 – Non pensiamo ci possano essere rischi immediati sulle performance del fondo; tuttavia il fatto che siano concentrati in aziende che fanno capo a un solo individuo ci preoccupa”. H2O è stato molto popolare tra gli investitori nel 2017 e 2018 e il patrimonio del fondo Allegro ha toccato 1,4 miliardi di euro di masse gestite ad agosto dello scorso anno, si legge in una nota Morningstar. Il suo approccio global macro è caratterizzato da una strategia molto flessibile che esprime le previsioni della casa di gestione su titoli governativi, valute e credito. “Negli ultimi cinque anni, le scommesse in titoli di stato e valute sono state i principali driver della performance complessiva del fondo”, prosegue Morningstar. Ma c’è stata anche una modesta esposizione ai corporate bond, che ora è diventata l’osservata speciale. “Abbiamo deciso di mettere il fondo sotto revisione e ora investigheremo sulle ripercussioni sugli investitori di quello che sta succedendo”, conclude Dobrescu.

L’impatto sul mercato italiano potrebbe essere importante: la società intrattiene infatti stretti rapporti con diversi intermediari italiani tra cui Azimut, Banca Generali, Bper, Bnl Bnp Paribas, Fineco, CheBanca!, IWBank, Mediolanum e Widiba.

 

Aggiornamento del 24 giugno

Bruno Crastes, ceo di H2O Asset Management, ha dichiarato: “Per chiarezza assoluta, le nostre esposizioni complessive verso attività illiquide sono strettamente limitate a un valore compreso tra il 5% e il 10% di ciascuno di questi attivi netti di questi tre fondi. Sottolineiamo ai nostri investitori che la liquidità non è un problema in questi fondi. Continuiamo a impegnarci a fornire agli investitori aggiornamenti completamente trasparenti sulle partecipazioni dei nostri fondi “. H20 Asset Management conferma che Bruno Crastes si sta ritirando dal Board of Tennor Holdings con effetto immediato. Sarà sostituito dal cio Vincent Chailley per garantire una costante rappresentazione di H2O.

Livia Caivano
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