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Metti il futuro il portafoglio (con i fondi su robotica e AI)

Metti il futuro il portafoglio (con i fondi su robotica e AI)

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Laura Magna
Laura Magna

28 Dicembre 2020
Tempo di lettura: 5 min
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  • Le tecnologie abilitanti sono alla base di ogni genere di innovazione: i fondi che investono nelle aziende che producono hardware (macchine per l’automazione e cobot) e software (basati su Ai e machine learning) offrono interessanti opportunità di investimento

  • Il mercato dell’e-ducation e stimato in 10mila miliardi di dollari entro il
    2030 a livello globale. E da qui al 2035, l’Ai potrebbe aumentare i suoi
    benefici dell’84%, secondo Accenture

  • La capacita dei centri logistici di Amazon e aumentata del 50% rispetto a fine 2019. Il boom dell’e commerce costringe tutte le aziende retail a incrementare il capex per innovare nei sistemi di immagazzinaggio e distribuzione, trend che sarà vantaggioso per un’ampia gamma di fornitori di automazione

I fondi dedicati ad automazione e trasformazione digitale stanno vivendo un momento di gloria, che secondo gli esperti e destinato a durare nel tempo. Perché settori come l’education e il retail cambieranno in maniera strutturale, grazie alle nuove tecnologie. E intanto il 5G si accompagna allo sviluppo di fabbriche sempre più intelligenti. E connesse

La giapponese Fanuc; la tedesca Siemens; la Alphabet (ex Google passata di mano alla nipponica Softbank), sono i tre costruttori di robot probabilmente più noti al mondo. E sono – insieme alle big tech tra cui Amazon, Alibaba e Tencent e gli incumbent dell’It come Microsoft – tutti nomi nelle top holding dei fondi che puntano sull’innovazione. Un megatrend che nel 2020 e stato accelerato e che è destinato, nel futuro, a diventare sempre più rilevante. La robotica e centrale per abilitare la digitalizzazione che la pandemia ha reso necessaria: dall’ecommerce – che ha bisogno di magazzini automatici per funzionare – all’education, che l’Ai puo rendere più umana anche a distanza; fino, a ben vedere, al 5G – che necessita di device in grado di sfruttarne le potenzialità – e in generale a tutto il fenomeno del reshoring, il ritorno a casa di produzioni a basso valore aggiunto prima delocalizzate nell’estremo Oriente e che in Occidente possono essere sostenibili solo se a basso costo, e quindi il più possibile automatizzate.

I riflettori si accendono dunque sui fondi di investimento focalizzati su questi temi, che non nascono oggi ma che vivono un vero momento di gloria. Il capostipite e stato un fondo passivo lanciato alla fine del 2014 da Etf Securities: il Robo-Stox Global Robotics and Automation Go Ucits Etf. Il lancio di uno tra i primi fondi attivo sul tema invece, risale a ottobre 2015: ed e il Pictet-Robotics, della casa svizzera che di megatrend e gestione attiva fa le sue idee chiave.

“Nel mese di ottobre il Robotics – dice il gestore di Pictet Am Peter Lingen – ha sovraperformato gli indici globali. Il quadro macroeconomico resta negativo e le banche centrali confermano politiche estremamente espansive. Ma il mercato azionario ha giustamente considerato la pandemia come un acceleratore di alcuni trend in determinate aree e ha premiato i settori e i titoli posizionati in modo favorevole. Tra questi, nell’ambito dell’automazione Fanuc, Twilio e Splunk hanno brillato; nell’area delle tecnologie abilitanti si sono distinti On Semi, Nidec e Nxp Semiconductors; mentre nei servizi e nelle applicazioni per i consumi segnaliamo l’ottimo risultato di Alphabet. A fine mese Amd ha reso nota l’intenzione di rilevare Xilinx (che deteniamo in portafoglio). Per i prossimi trimestri prevediamo un’intensa attività di m&a in quanto le società con una crescita scarsa cercheranno di sfruttare il calo dei prezzi”.
La robotica e l’automazione sono destinate a crescere anche e soprattutto per la loro applicazione ad ambiti diversi da quelli a cui tradizionalmente li si associa. “Il Covid ha imposto un cambiamento profondo del modo di vivere e lavorare – sostiene Jon Guinness e Sumant Wahi, gestori del fondo FF Future Connectivity Fund di Fidelity International, che ha l’obiettivo di investire nelle tecnologie emergenti per la futura connettività – e stata grandemente accelerata la transizione verso l’e-commerce, il lavoro da remoto, le video conferenze, la telemedicina e i pagamenti elettronici: riteniamo che la maggior parte dei consumatori continuerà ad avvalersene anche dopo la fine dei lockdown”. Gli investitori sono ancora in gran parte focalizzati sulle piattaforme fornite dai giganti della tecnologia e sui loro elevati tassi di crescita.
“Molti si chiedono se siano sopravvalutate: ma la domanda giusta per scovare nuove opportunità è un’altra. Ovvero come i sistemi e i servizi che queste aziende forniscono abbiano sbloccato opportunità per tutta una serie di altre aziende e industrie”, dicono i due gestori della casa Usa. “Crediamo che la prossima fase di espansione tecnologica sarà un ampliamento della crescita degli utenti e dei ricavi, da un gruppo ristretto di attori noti a un mix più vario di imprese. Ad esempio, gli editori di giochi potrebbero sfruttare le applicazioni di piattaforme, social e dating per espandere la loro base di utenti o i negozi di alimentari online potrebbero attingere a nuovi mercati. Siamo all’inizio della seconda ondata di internet in cui le aziende possono utilizzare la connettività per costruire business globali”. Di pari passo con la digitalizzazione va l’intelligenza artificiale, che ha un potenziale dirompente su diversi settori tra cui quello dell’education. Ne è convinto Rolando Grandi, gestore del fondo Echiquier Artificial Intelligence, secondo cui bisogna guardare “all’adaptive learning, di cui fanno l’apprendimento personalizzato attraverso l’adattamento alle qualità personali degli studenti, il rilevamento predittivo o il calcolo della velocita con cui si dimentica quanto imparato. Con la crisi sanitaria, l’uso massiccio degli strumenti digitali ha catapultato centinaia di milioni di studenti nell’e-education. In Cina, l’Ai ha permesso la migrazione di oltre 250 milioni di persone su piattaforme online per le scuole come Tencent K12. DingTalk, l’applicazione di Alibaba, e stata utilizzata da 50 milioni di studenti e da 600mila insegnanti nel giorno in cui sono riprese le lezioni post-lockdown”. L’intero ecosistema educativo si sta spostando sul digitale: “un mercato strategico, stimato in 10mila miliardi di dollari entro il 2030 a livello globale. E da qui al 2035, l’AI potrebbe aumentare i suoi benefici dell’84%, secondo le stime di Accenture. L’iper-personalizzazione dell’AI e uno dei suoi principali punti di forza e la caratteristica che può conquistare le nuove generazioni”. Anche in campo aziendale, le soluzioni chiavi in mano basate su Ai consentono di ridurre radicalmente i tempi di formazione dei dipendenti. “E il caso, ad esempio, di HoloLens, una cuffia per la realtà aumentata sviluppata da Microsoft, che consente agli studenti di assimilare più rapidamente le situazioni più complesse”, dice Grandi.
Un altro settore esploso con i lockdown e quello dell’e-commerce. “Il quarto trimestre e tradizionalmente il periodo stagionale più forte per la vendita al dettaglio: sarà necessario per le aziende del retail aumentare gli investimenti per sostenere l’aumento della domanda”, secondo Tom Riley, Fund Manager dell’Axa Wf Framlington Robotech. Che rileva come già Amazon abbia incrementato del 50% la capacita dei propri centri logistici rispetto alla fine del 2019. “Prevediamo una spesa importante per i centri logistici e di distribuzione: questo aumento del capex sarà probabilmente vantaggioso per un’ampia gamma di fornitori di automazione”.
Anche il 5G accelera il trend: l’elettronica di consumo e uno dei maggiori acquirenti di robot industriali. E questo innescherà un circolo virtuoso: “l’adozione piu ampia del 5G consentirà una connettività e comunicazioni migliorate che, riteniamo stimoleranno lo sviluppo di fabbriche sempre piu intelligenti e automatizzate, nonché di veicoli connessi”, spiega Riley. Che infine vede nel cambiamento delle supply chain un ulteriore driver per la robotica. “Ci vorrà molto tempo ma riteniamo che si possa assistere a fenomeni di reshoring, il ritorno a casa di certe produzioni”, che pero sarà sostenibile solo “con un livello più elevato di robotica e tecnologia di automazione”. Tutti trend appena in embrione, all’interno dei quali le opportunità di investimento sono enormi e spesso ancora non del tutto esplorate.

(Articolo tratto dal magazine We Wealth di dicembre 2020)

Laura Magna
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