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Masse gestite, i tre scenari delineati da PwC

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

10 Dicembre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Secondo le stime di PwC, nello scenario migliore gli AuM globali potrebbero toccare quota 147,4 mila miliardi di dollari con una crescita annua del 5,6%

  • “Le società di asset e wealth management possono canalizzare il capitale e indirizzare le opportunità di investimento per far uscire le economie dalla recessione. È importante comprendere il potere che l’industria ha nell’influenzare il futuro” ha evidenziato Olwyn Alexander, Global Asset & Wealth Management Leader di PwC

  • Stando alla ricerca della società di consulenza, rendere le questioni esg parte integrante delle strategie di investimento sarà una delle sfide alle quali i player dell’industria dovranno rispondere per restare competitivi nell’era post-pandemia e fare la differenza nei prossimi anni

Stando a un nuovo report di Pwc, la velocità e la sostenibilità della ripresa saranno cruciali nel determinare la futura crescita degli AuM. E l’industria dell’asset e del wealth management potrà fare la differenza

Nell’industria del risparmio gestito, la crescita degli asset under management – che ammontano attualmente a 110 mila miliardi di dollari a livello globale e sono aumentati del 40% negli ultimi 5 anni – dipenderà dalla velocità e dalla sostenibilità della ripresa economica. Lo sostiene PwC, che in un report pubblicato a dicembre delinea tre diversi scenari.

Nello scenario migliore, che prevede una rapida ripresa economica a partire dal quarto trimestre 2020, gli AuM raggiungeranno quota 147,4 mila miliardi di dollari nel 2025, con un tasso annuo di crescita composto (cagr) del 5,6%. Nello scenario base, con una ripresa a metà del 2021, gli AuM toccheranno quota 139,1 mila miliardi di dollari (con un cagr del 4,4%). Infine, nello scenario peggiore, in cui la ripresa non si vedrebbe prima della fine del 2021, tra 5 anni gli AuM raggiungeranno i 130,8 mila miliardi di dollari (con un cagr del 3,1%). Paragonando i due scenari agli estremi, sarebbero quindi a rischio ben 16 mila miliardi di dollari.

In questo contesto, secondo PwC, l’industria dell’asset e wealth management può rappresentare un potente motore di ripresa e una forza positiva. “Le società di asset e wealth management possono canalizzare il capitale e indirizzare le opportunità di investimento per far uscire le economie dalla recessione. È importante comprendere il potere che l’industria ha nell’influenzare il futuro” ha evidenziato Olwyn Alexander, Global Asset & Wealth Management Leader di PwC.

Diverse, a detta del report, le sfide alle quali i player dell’industria dovranno rispondere per restare competitivi nell’era post-pandemia e fare la differenza nei prossimi anni. Tra queste, rendere le questioni esg parte integrante delle strategie di investimento. “Un numero crescente di investitori si aspetta che le società di asset e wealth management integrino le questioni ambientali, sociali e di governance (esg) nelle loro strategie di investimento” spiega PwC.

Stando alla ricerca, nei mercati europei, gli asset esg rappresenteranno tra il 41% e il 57% del totale degli asset dei fondi comuni di investimento entro il 2025. Non solo, ma oltre il 75% degli investitori istituzionali europei intervistati nel 2020 dalla società di consulenza ha dichiarato che prevede di interrompere l’acquisto di prodotti europei non-esg nei prossimi due anni. Tuttavia, solo il 14% degli asset manager europei intende interrompere il lancio di fondi non-esg nel prossimo futuro.

Ma abbracciare l’esg non significa sacrificare i rendimenti. L’analisi di PwC mostra infatti che i fondi esg hanno sovraperformato cumulativamente le loro controparti tradizionali del 9% dal 2010 al 2019. Tirando le somme, quello esg dovrà dunque diventare un tema prioritario per quei player che non vogliono rimanere indietro e perdere un’importante opportunità.

Virginia Bizzarri
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