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Mappa del risparmio gestito, cala ancora la raccolta netta

11 Settembre 2018 · Teresa Scarale · 5 min

  • Il risparmio italiano è a dieta. Si tratterà solo di un temporale estivo?

  • La mappa mensile di Assogestioni riserva comunque qualche sorpresa, sia in negativo che in positivo

  • Qualcuno sconta il prezzo delle operazioni infragruppo

  • Il rosso e il verde

Assogestioni ha rilasciato la mappa del risparmio gestito per il mese di luglio 2018. Il settore ha registrato riscatti per 483 milioni di euro, mentre la raccolta netta del sistema da inizio anno è positiva per 9,3 miliardi. In tutto questo, non sono mancate sorprese e brusche inversioni di tendenza, come ad esempio per i fondi monetari

Rigida dieta snellente estiva per le masse di denaro del risparmio italiano date in gestione agli asset manager del Paese. Secondo la mappa mensile di Assogestioni infatti, gli Aum si sono assottigliati sempre di più, pur restando (ancora) positivi da inizio anno (+ 9.3 miliardi di euro).

I numeri della mappa di Assogestioni

Nel mese di luglio la contrazione del comparto si attesta sui 483 milioni di euro, facendo dunque leggermente “meno peggio” di giugno (-579 milioni).

Il patrimonio gestito complessivo dell’industria ammonta a 2.062 miliardi. Invariata invece la ripartizione percentuale fra gestioni collettive e gestioni di portafoglio rispetto al mese precedente: le prime si confermano al 51.3%, mentre le seconde al 48.7%. Le gestioni collettive ammontano a 1.058 miliardi di euro, mentre gli aum impiegati nelle gestioni di portafoglio ammontano a 1.004 miliardi e pesano per il 49% sul totale degli asset.

Gestioni di portafoglio

Il risultato positivo degli istituzionali

Nell’ambito delle gestioni di portafoglio, le quali registrano un leggero aumento netto della raccolta (598 milioni), si segnala la crescita delle gestioni di portafoglio istituzionali (657 milioni), la quale compensa ampiamente quindi la flessione del comparto retail, negativo per 59 milioni.

Gestioni collettive

La raccolta dei fondi aperti è in flessione di quasi 1.1 miliardi di euro (1 miliardo e 73 milioni per l’esattezza). Vanno fatti però dei distinguo.

I “responsabili” del calo

Continuano a “remare contro” i fondi obbligazionari, seppur in misura minore rispetto al mese precedente. Infatti si contraggono di 2.604 milioni di euro (a giugno diminuivano di 3.517 milioni).

La brutta sorpresa dei monetari

I fondi monetari invece, boa di salvataggio a giugno, vedono deflussi per 1.787 milioni. Il mese precedente invece salivano di 3.924 milioni di euro.

I positivi

È invece positivo il saldo dei fondi di lungo termine (+714 milioni), sostenuti dai prodotti azionari (+1,2 miliardi), dai bilanciati (+1,1 miliardi) e dai flessibili (+1 miliardo).

Le sottoscrizioni nette delle gestioni di portafoglio ammontano a 598 milioni di euro.

Prime dame in rosso

Scendendo nel dettaglio, spiccano i risultati negativi di Generali (al primo posto per masse con 474,4 miliardi e una quota del 23,6%), Bnp Paribas (-765,7 milioni), Deutsche Bank (-168,1 milioni), Credem (-170,2 milioni) e Poste (-38,8 milioni). Generali tiene però a precisare che il risultato di raccolta negativo registrato è dovuto a operazioni infragruppo, a cui si aggiunge l’effetto una tantum dovuto alla dismissione dei portafogli che precedentemente erano in quota alla ceduta Generali Leben.

Verde brillante, ovvero i primi della classe

Il gruppo Amundi, terzo per quanto riguarda la quota di mercato (9,9%), guida la classifica delle società di gestione con una raccolta netta di 1.037 miliardi e masse pari a 199.7 miliardi. Seguono poi Anima Holding con 525.6 milioni, Morgan Stanley con 379,8 milioni, Azimut con 369.4 milioni e Ubi Banca con 344.9 milioni. Intesa Sanpaolo è invece il secondo maggior operatore per asset con 398 miliardi e una quota di mercato del 19,8%. Il gruppo ha raccolto 329.2 milioni. Di questi, 362.8 milioni afferiscono a Eurizon e -33,6 milioni a Fideuram.

 

Teresa Scarale
Teresa Scarale
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