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L’effetto Woodford sulla due diligence degli advisors

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Redazione We Wealth
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19 Maggio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Solo il 7,5% dei financial advisor basati in Uk ha modificato l’allocazione delle attività dei propri clienti, portando una maggiore diversificazione nei portafogli e alleggerendo la componente illiquida

  • Il 21% ha invece riconsiderato l’uso della componente illiquida nei portafogli, monitorando con maggiore frequenza il lavoro dei gestori dei fondi

La clamorosa debacle del gestore più noto d’Inghilterra ha certamente influito sul modo di operare dei consulenti – ma non l’ha rivoluzionato. Un report Fe Fundinfo analizza in che modo nell’ultimo anno è cambiato l’approccio agli investimenti illiquidi dei private banker inglesi

Sull’effetto dello scandalo legato alla sospensione del Woodford Equity Income dell’estate scorsa, solo il 7,5% dei financial advisor basati in Uk ha modificato l’allocazione delle attività dei propri clienti, portando una maggiore diversificazione nei portafogli e alleggerendo la componente illiquida. Secondo una ricerca di FE Fundinfo di aprile infatti, il 55% dei consulenti inglesi non ha apportato alcuna modifica. Dei 217 consulenti intervistati tra novembre e dicembre 2019, solo il 4% ha dichiarato di aver cambiato il proprio stile di investimento e il 2,5% di loro ha sentito la necessità di consigliare ai clienti di adottare un diverso approccio di investimento.

 

Sembra più frequente però il confronto con i gestori dei fondi nei quali investono i risparmi dei propri clienti: l’8% degli intervistati ha dichiarato di aver intensificato le comunicazioni, mentre il 9% ha detto di aver chiesto il supporto di un ente di ricerca terzo.

Il cambiamento più significativo per i consulenti è stato però quello che riguarda la maggiore attenzione alla liquidità degli investimenti sottostanti ai fondi: secondo i dati Fe Fundinfo, il 21% dei private banker, spaventati dalle conseguenze della gestione di Neil Woodford, ha sviluppato una maggiore attenzione al tema della liquidità. Si legge nel report: “Il 2019 sarà ricordato come l’anno in cui il manager più noto del Regno Unito ha fallito. Se qualcuno ha perso i propri investimenti a causa di questa storia, deve dare la colpa alla mancanza di due diligence”.

Secondo l’analisi di Fe Fundinfo, questa vicenda dovrebbe essere di lezione per i consulenti, “che dovrebbero imparare a monitorare con maggiore attenzione i loro investimenti in fondi vip. Le scelte dei fondi che investono in un unico asset dovrebbero essere prese in considerazione solo da consulenti che hanno conoscenze e competenze adatte a comprendere la selezione e l’investimento in questi strumenti. La gestione degli investimenti non è qualcosa con cui giocare ma un lavoro a tempo pieno”.

 

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