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Instagram, Facebook e il bullismo. Scende in campo l'AI

Instagram, Facebook e il bullismo. Scende in campo l'AI

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

30 Luglio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • DeepText in origine era solo un algoritmo che Facebook utilizzava come filtro anti spam. Poi, i programmatori di Menlo Park lo hanno “istruito” ad identificare e bloccare i commenti offensivi presenti sulle loro piattaforme. Grazie al machine learning

  • Come funziona il “supereroe” anti bullismo? La fase propedeutica inizia con i moderatori umani che segnalano i post cattivi

  • Il fondo Pictet Digital, gestito da Sylvie Sejournet, vuole catturare (anche) le potenzialità insite nel mondo della cyber-sicurezza relativa ai social network

Facebook e Instagram, con i loro miliardi di utenti attivi, oltre ad offrire numerose e positive opportunità di sviluppo sociale ed economico, fomentano il terribile fenomeno del bullismo digitale. E se il controllo umano non basta, viene in soccorso l’intelligenza artificiale

Sono 1,57 miliardi (dati Barclays) gli utenti attivi su Instagram, ormai dal 9 aprile 2012 proprietà di Facebook. Un potenziale positivo, quello del social network, che purtroppo si accompagna al fenomeno del bullismo. Viene però in soccorso l’intelligenza artificiale (AI), sotto le sembianze dell’algoritmo DeepText, che Facebook ha acquisito nel 2012. Inizialmente, DeepText serviva come filtro anti spam. Successivamente, i programmatori di Menlo Park lo hanno “istruito” ad identificare e bloccare i commenti offensivi. Questa funzionalità è operativa dal 2018. Nello stesso anno, l’algoritmo ha aumentato la sua potenza grazie al machine learning (l’autoapprendimento delle macchine) al fine di identificare il bullismo non solo nei testi, ma anche in foto e video.

DeepText, il sistema anti bullismo su Facebook e Instagram

Come funziona il “supereroe” anti bullismo? La fase propedeutica inizia con i moderatori umani che segnalano i post cattivi. Poi, gli stessi vengono classificati secondo una delle tre tipologie di bullismo (testo, foto, video). In tal modo, gli aggregatori / classificatori lavorano apprendendo per analogia, grazie al machine learning. E’ chiaro che “le macchine sono ancora nell’infanzia”, come afferma l’ingegnere Yoav Shapira, ma la via dell’apprendimento automatico è quella da seguire.

Nel momento in cui un utente cerca di pubblicare un commento offensivo, passibile di bullismo, riceve una notifica. Tale avviso mira a far ripensare i post. Nel caso l’utente bullo riesca a pubblicare ugualmente il post, gli altri iscritti alla piattaforma possono segnalarlo o cancellarlo senza che l’autore riceva notifica alcuna. Si tratta della procedura cosiddetta “one-way mirror”, specchio a senso unico.

L’aumento esponenziale del numero di iscritti a Instagram e Facebook comporta un accresciuto rischio per la sicurezza degli utenti. Gli strumenti offerti dall’intelligenza artificiale costituiscono un valido supporto per combattere il bullismo online. Tutto però parte sempre dall’intervento umano.

Pictet Digital: la panoramica di Sylvie Sejournet

Va da sé che il comparto ha un grande potenziale di crescita, e gli asset manager lo sanno. Il fondo Pictet Digital gestito da Sylvie Sejournet, vuole catturare proprio questa potenzialità. Facebook vi è rappresentato al 2,62%, con un’ottima performance nell’ultimo trimestre, pari al 16%, sulla scia degli ottimi risultati di inizio anno. “Il management ha infatti  abbassato la guidance sulla spesa operativa per il 2019 alimentando così le revisioni positive degli utili per azione”. Il contributo migliore al fondo è giunto dall’ecommerce, “in particolare da Rakuten (+25% quarte to date), che dovrebbe acquisire una significativa quota di mercato  nel settore giapponese delle telecomunicazioni”.

Il fondo ha poi beneficiato “del successo delle ipo di Lyft e Pinterest. Anche il segmento dei dispositivi è andato molto bene e Nintendo  (+29% qtd) ha brillato”. “Microsoft e Paypal hanno registrato rialzi a doppia cifra nell’ultimo trimestre. Abbiamo beneficiato anche  delle posizioni negli operatori  di rete nel quadro  della normalizzazione delle valutazioni di alcuni titoli molto scontati tra cui KDDI (+18% qtd), Iliad +13% qtd) e AT&T (+8%  qtd). Il rendimento complessivo di Pictet Digital per il secondo trimestre è stato però del 2,3%, “sottoperformando sia l’Msci World (+3,3% qtd) che l’Msci IT (+5,6% qtd). Siamo stati  penalizzati soprattutto dal segmento della pubblicità online: le cinesi  Baidu (-29%  qtd), Sina (-27% qtd) e Ctrip (-15%  qtd) hanno risentito dei timori sul fronte macroeconomico in Cina e di utili inferiori alle attese per via di specifici fattori temporanei“. La politica continua a farsi sentire, dunque. “La performance del secondo trimestre è stata eterogenea, dati i ribassi dovuti all’escalation delle tensioni commerciali tra Usa e Cina e il potenziale nuovo conflitto con il Messico. Sul fronte positivo ci sono invece “i rialzi alimentati dalle indicazioni della Fed circa un taglio dei tassi e dall’ottimismo per l’incontro Trump-Xi al G20“.

Sylvie Sejournet. Courtesy Pictet
Teresa Scarale
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