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Il risparmio è donna, ma non l’investimento

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

23 Ottobre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Secondo il 74% degli intervistati la gestione familiare del risparmio appartiene a un’area intermedia, in cui le decisioni vengono prese di comune accordo tra uomini e donne

  • In termini di formazione finanziaria, le donne sono più autodidatte e si affidano meno a consulenti finanziari rispetto agli uomini

  • Per il 70% delle donne e il 53% degli uomini la formazione dei propri figli deve avvenire prima dei 14 anni

Le donne assumono un ruolo sempre più attivo nel processo familiare di gestione del risparmio, ma sono più prudenti e hanno una minore propensione all’investimento. Quanto conta l’educazione finanziaria e chi si occupa della formazione delle nuove generazioni in quest’ottica? Lo rivela una ricerca realizzata da Eumetra Mr per Agos

Le donne hanno una maggiore attitudine al risparmio rispetto agli uomini, ma sono più prudenti e meno propense a investire. È quanto emerge dalla ricerca “Donne di denari”, realizzata su un campione di 1500 individui (di cui 1000 donne) da Eumetra MR per Agos, società finanziaria impegnata nel settore del credito alle famiglie. In occasione del mese dell’educazione finanziaria promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico, lo studio aiuta ad approfondire il ruolo della donna nella gestione quotidiana del budget familiare, la tematica dell’educazione finanziaria e la formazione delle New Generation.

“Da più di 10 anni investiamo sul tema dell’educazione finanziaria con una serie di iniziative – spiega Flavio Salvischiani, vice direttore generale di Agos – la tematica delle donne è un taglio nuovo per noi, ma in generale per il mercato italiano. Nelle dinamiche familiari vediamo che la donna, pur non essendo quella che stipula i contratti di finanziamento o fa delle scelte di investimento, è quella che influenza questo tipo di decisioni, dalla gestione del budget familiare ad acquisti importanti”.

Secondo il 74% degli intervistati, in particolare, la gestione familiare del risparmio appartiene a un’area intermedia, in cui le decisioni vengono prese di comune accordo tra uomini e donne. Lo stesso vale per le vacanze, le dotazioni tecniche della casa e le bollette. Il problema è che le donne tendono ad avere un ruolo maggiormente decisionale da single (63%), mentre tendono ad “appoggiarsi” al proprio compagno in una situazione familiare classica (29%).

Una questione di formazione

“C’è bisogno che le donne prendano più coraggio e responsabilità – commenta Fabrizio Fornezza, presidente di Eumetra MR – Il pensiero del futuro è per loro naturale, molto di più di quanto lo sia nell’uomo, che è più pratico. Però questo talento deve essere supportato dalle competenze, che per le donne sono decisamente inferiori”. Serve, dunque, un’adeguata formazione, ma anche da questo punto di vista i due generi tendono a orientarsi verso approcci differenti. Le donne sono maggiormente autodidatte in termini di formazione sulle tematiche finanziarie (52%) e, quando chiedono il supporto di altre persone (35%), tendono a rivolgersi maggiormente alla propria madre o al proprio compagno. Gli uomini, invece, risultano molto più esposti a fonti professionali, come i consulenti finanziari o le banche stesse. “Agli uomini dobbiamo insegnare a pensare al futuro e alle donne dobbiamo dare gli strumenti per agire nel futuro – continua Fornezza – sono due aspetti complementari”.

Ma in che modo vengono gestite le spese?

Il 69% delle donne dichiara di avere un controllo frequente sulla spesa, ma si tratta di forme di controllo ex-post, che mal si sposano con un concetto di pianificazione (come il controllo del saldo del conto corrente). Il 20% delle famiglie, invece, riporta un vero e proprio quadro di pianificazione, che prevede il tentativo di inserimento di elementi progettuali nella gestione del denaro. C’è da dire che le donne sono molto più caute e prudenti degli uomini (lo sostengono il 50% delle donne e il 32% degli uomini). Ciononostante, di fronte alla possibilità di possedere 20-30mila euro di risparmi, il 47% delle donne preferirebbe tenerli sul conto corrente come riserva per il futuro, mentre gli uomini sarebbero più propensi a investirli.

La formazione della New Generation spetta ai genitori

L’educazione finanziaria comincia da piccoli, anzi, da piccolissimi. Secondo il 61% degli intervistati (il 70% delle donne e il 53% degli uomini) la formazione deve avvenire prima dei 14 anni, una formazione che deve riguardare sia la gestione quotidiana del risparmio che quella futura (57%). Una piccola minoranza, solo il 7%, ritiene che i ragazzi siano infatti già attenti alla gestione del denaro. Ma a chi compete sostenerli in questo processo? Il 52% sostiene che debbano pensarci i genitori, il 24% la scuola, il 7% le aziende private. In ogni caso, dovrebbe trattarsi di un vero e proprio gioco di squadra: il 66% è convinto che la responsabilità ricada su entrambi i genitori.

Rita Annunziata
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