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Hnwi e wealth manager: Pictet punta sull'Asia

Hnwi e wealth manager: Pictet punta sull'Asia

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

02 Settembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Nel 2015 l’Asia ha superato gli Usa come zona del mondo col maggior numero di ricchi, diventando la priorità geografica dei leader dell’industria del wealth management

  • Pictet vuole raddoppiare il suo staff, attualmente già di 470 persone, allo scopo di raddoppiare i ricavi asiatici, passando così dal 10% al 20% dei ricavi totali di gruppo (2,6 miliardi di franchi) entro il 2030

  • La ricchezza privata in Asia rappresenta circa un terzo di quella globale, e aumenterà ancora del 40% entro il prossimo decennio. Pictet vuole aprire un sesto ufficio nella regione, questa volta nella Cina continentale

Esiste una regione del modo in cui il numero di Hnwi è cresciuto dell’80% in otto anni: quella regione è l’Asia. Naturale quindi che i wealth manager vogliano rafforzarvi la loro presenza. A partire dalla svizzera Pictet

La società di gestione patrimoniale svizzera Pictet vuole raddoppiare la sua presenza in Asia.

Del resto, il numero degli Hnwi in Asia è cresciuto dell’80% dal 2011 a questa parte. I dati sono del CapGemini World Wealth Report. Nel 2015 è poi avvenuto l’epocale sorpasso: i ricchissimi d’Asia hanno superato quelli degli Stati Uniti d’America. Un mare di potenziale profitto su cui hanno tracciato le loro rotte di espansione i protagonisti del wealth management mondiale. Ubs, Credit Suisse, Julius Baer: tutti hanno fatto dei patrimoni degli ultra ricchi di questa regione la priorità di business.

Hnwi Asia: la strategia del wealth manager Pictet

Agli asset manager più impegnati nella regione si aggiunge senza ombra di dubbio la svizzera Pictet. La società vuole raddoppiare il suo staff, attualmente già di 470 persone, allo scopo di raddoppiare i ricavi asiatici, passando così dal 10% al 20% dei ricavi totali di gruppo (2,6 miliardi di franchi) entro il 2030. E’ quanto riferisce il senior partner Reanud De Planta al Financial Times.

Del resto, ricchezza privata in Asia rappresenta circa un terzo di quella globale, e aumenterà ancora del 40% entro il prossimo decennio. Nei suoi 214 anni di storia, Pictet non ha mai fatto acquisizioni. Le cose potrebbero però cambiare in vista dell’espansione in Asia, dice De Planta al Ft. Il terzo più grande wealth manager svizzero (dopo Ubs e Credit Suisse) vuole aprire il sesto ufficio nella regione Asia Pacifico, questa volta a Shanghai. Si tratterebbe della prima postazione nella Cina continentale. Come dice Boris Collardi (ex Julius Baer), “Pictet non ha ancora il posto che merita in Asia”.

Teresa Scarale
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