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Gli italiani investono in strumenti assicurativi e fondi

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Redazione We Wealth
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09 Novembre 2018
Tempo di lettura: 2 min
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  • Gli italiani preferiscono investire in asset liquidi e strumenti assicurativi

  • Le attività finanziarie delle famiglie sono in Italia 3,8 volte il reddito disponibile, come in Francia. Risulta però essere un valore più basso di quelli di Stati Uniti, Giappone, Regno Unito e Canada

Secondo una recente ricerca di Bankitalia gli italiani preferiscono sempre di più gli strumenti assicurativi. Intanto, i fondi comuni pesano oggi per il 12% del totale della ricchezza finanziaria delle famiglie

Gli italiani preferiscono investire negli strumenti assicurativi e nei fondi, piuttosto che in obbligazioni bancarie. A dirlo è lo studio di Bankitalia “Questioni di economia e Finanza: la ricchezza delle famiglie in sintesi”.

In Italia la composizione percentuale delle attività finanziarie è caratterizzata – stando ai dati dello studio – da una prevalenza di strumenti liquidi, i depositi (31% del totale). Le azioni pesano per il 24%. Mentre l’incidenza dei titoli è scesa al 7%, il valore minimo dal 1950. La diminuzione ha coinvolto sia i titoli pubblici, sia, in misura maggiore, le obbligazioni bancarie. Ne hanno beneficiato gli strumenti assicurativi e pensionistici, che pesano per il 23% circa del totale, il valore più alto della serie storica.

Negli ultimi anni anche i fondi comuni sono cresciuti, raggiungendo il 12% della ricchezza complessiva. “Togliendo il velo” al risparmio gestito – vale a dire individuando gli strumenti finali in cui investono fondi pensione, assicurazioni e fondi comuni – i titoli detenuti direttamente e indirettamente (prevalentemente titoli pubblici) dalle famiglie hanno lo stesso peso delle azioni. Le attività finanziarie delle famiglie sono in Italia 3,8 volte il reddito disponibile, come in Francia. È un valore più basso di quelli di Stati Uniti, Giappone, Regno Unito e Canada, più alto di quello di Spagna e Germania.

In Italia, Francia e Spagna la ricchezza reale è più grande della ricchezza finanziaria, mentre in Germania, Usa, Giappone e Canada è vero il contrario. Un sostanziale equilibrio si osserva invece nel Regno Unito. Il rapporto tra attività finanziarie e reddito disponibile è oggi più alto che nel 1995 in tutti i paesi Ue. La crescita del rapporto è stata interrotta in due occasioni: l’esplosione della bolla della New Economy nel 2000-2001 e la crisi finanziaria globale.

L’Italia resta però l’unico paese dove il rapporto non ha ancora recuperato i valori precedenti la crisi finanziaria del 2007-2009. Nei paesi dal 1995 ad oggi le variazioni dei prezzi degli strumenti finanziari – guadagni o perdite in conto capitale – hanno contribuito in maniera rilevante alla crescita della ricchezza finanziaria delle famiglie, con l’eccezione delle famiglie tedesche e in misura minore di quelle giapponesi.

I sistemi finanziari mantengono caratteristiche diverse.

• I depositi sono predominanti in Giappone, dove la persistenza di una bassa inflazione ha indotto le famiglie a privilegiare uno strumento il cui valore è fisso in termini nominali.
Gli Stati Uniti sono al primo posto per il peso di azioni e partecipazioni. L’Italia è ai primi posti per la diffusione di azioni non quotate, data la prevalenza nell’economia delle piccole imprese a conduzione familiare.
Nel Regno Unito si osserva la diffusione maggiore di strumenti assicurativi e pensionistici.
Gli Stati Uniti e l’Italia sono i paesi con la maggior diffusione relativa di titoli, pur ridottasi negli ultimi anni. Nonostante queste differenze, negli ultimi venti anni il portafoglio delle famiglie italiane è diventato più simile a quello degli altri paesi. Dalla fine degli anni Novanta, il rapporto tra passività delle famiglie e reddito disponibile è cresciuto in tutti i paesi, ad eccezione di Germania e Giappone: l’aumento è stato particolarmente forte in Spagna, Canada, Regno Unito e Stati Uniti.

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