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Donne, la ricchezza è mia e me la gestisco io

Donne, la ricchezza è mia e me la gestisco io

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Francesca Conti
Francesca Conti

26 Luglio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Secondo il sondaggio Me, my money and I, il 36% delle donne inglesi tra i 16 e i 34 anni e il 26% delle over 55 sceglie di gestire autonomamente le proprie finanze anche se sposate o in una relazione

  • Quasi la metà (45%) delle donne che detengono il proprio patrimonio separato dal partner lo fa con l’obiettivo di mantenere l’indipendenza finanziaria

  • Nel Regno Unito si prevede che oltre il 60% della ricchezza sarà nelle mani delle donne entro il 2025

Il tempo del “quel che è mio è tuo” è finito. Le donne stanno diventando sempre più indipendenti dal punto di vista finanziario. Secondo i dati di un sondaggio di Netwealth il 31% delle giovani donne Uk tra i 16 e i 34 anni sceglie di non condividere con il proprio partner il proprio patrimonio

Condividere il patrimonio con il proprio partner? No grazie. Questa la risposta di un numero sempre maggiore di donne del Regno Unito. Un no che si inserisce nell’ambito del crescente desiderio di indipendenza finanziaria da parte delle giovani generazioni di donne in tutto il mondo. Accumulare, gestire e preservare la propria ricchezza in modo indipendente è la scelta di quasi un terzo (29%) delle donne del Regno Unito, che hanno attualmente o hanno avuto una relazione.

La tendenza emerge da un sondaggio condotto dalla società di wealth management Uk Netwealth – dall’avvincente titolo Me, my money and I – su circa 4.000 cittadine Uk. Secondo i dati della survey, il 31% delle giovani donne di età compresa tra i 16 e i 34 anni sceglie di non condividere con il proprio partner alcun asset finanziario. Lo fa anche il 26% delle donne di età superiore ai 55 anni.

Necessità di controllo, indipendenza e sicurezza spingono le donne verso una maggiore supervisione della propria ricchezza. Quasi la metà (45%) delle donne che detengono il proprio patrimonio separato dal partner lo fa con l’obiettivo di mantenere l’indipendenza finanziaria. Circa due quinti (40%) delle donne preferiscono gestire la propria ricchezza in modo indipendente, mentre il 15% non crede che il partner abbia diritto al proprio patrimonio.

Le donne più ricche hanno maggiori probabilità di tenere separate dal partner le proprie entrate e risparmi. Quasi una donna su tre che guadagna 45.000 sterline l’anno o più non condivide i risparmi a lungo termine con il proprio compagno (29%) rispetto al 18% di chi guadagna 45.000 o meno. Un dato interessante se si considera che – sempre nel Regno Unito – si prevede che oltre il 60% della ricchezza sarà nelle mani delle donne entro il 2025.

Secondo il più grande studio mai condotto nel Regno Unito sulla gestione al femminile del patrimonio, quasi la metà (45%) delle donne che detengono il proprio patrimonio separato dal partner lo fa con l’obiettivo di mantenere l’indipendenza finanziaria. “L’industria deve lavorare di più per riconoscere il potere finanziario delle donne. Insieme dobbiamo sviluppare servizi che consentano alle donne di mantenere un reale senso di proprietà e controllo sulla loro ricchezza”, commenta Charlotte Ransom, ceo di Netwealth.

“Visto che le donne si sposano sempre più tardi, dopo anni di guadagni e di controllo delle proprie finanze, non sorprende che molte persone stiano voltando le spalle a un approccio ‘quello che è mio è tuo’, invece di scegliere di rimanere al comando quando si tratta di gestire i propri soldi”, aggiunge Ransom. “Sebbene i crescenti livelli di coinvolgimento” in materia di gestione patrimoniale “tra le donne siano incoraggianti, un cambiamento di atteggiamento da solo non consentirà alle donne di recuperare il gap con le controparti maschili”, sottolinea la ceo.

L’investimento – spiega Ransom – è un’area cruciale della finanza personale che spesso viene ancora percepita come una cosa da uomini. Non riuscendo a partecipare, le donne stanno perdendo seriamente l’opportunità di aumentare i loro investimenti di anno in anno e la possibilità di colmare il divario di ricchezza” tra uomini e donne.

Francesca Conti
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