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Covid e risparmio gestito, gli italiani tornano a crederci

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

02 Settembre 2020
Tempo di lettura: 5 min
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L’appuntamento trimestrale di Assogestioni segna una nota positiva nell’industria del risparmio gestito post covid: il periodo aprile-giugno appiana  precedenti effetti negativi della crisi pandemica

Con 11,3 miliardi di euro, l’industria del risparmio gestito può festeggiare la (sua) fine della crisi pandemica. La raccolta torna infatti positiva nei mesi che vanno da aprile a giugno 2020. A influire positivamente sul secondo trimestre sono innanzitutto le gestioni collettive, cui gli italiani affidano 16,2 miliardi di euro. Le gestioni di portafoglio registrano invece una flessione pari a 4,8 miliardi. Pesa sul risultato delle gestioni di portafoglio il drenaggio di masse dai prodotti assicurativi (-7,3 miliardi di euro).

Il patrimonio complessivo gestito dall’industria sale a 2.266 miliardi, in particolare per effetto dell’attività di gestione. Questa la ripartizione degli asset: il 48,5% è investito in fondi aperti e chiusi (1.098 miliardi), mentre il rimanente 51,5% (1.167 miliardi) è impiegato nelle gestioni di portafoglio.

La raccolta netta dei fondi aperti nel trimestre ammonta a 14,8 miliardi. Le macrocategorie preferite dai risparmiatori italiani ci sono gli azionari (+8,5 miliardi), i monetari (+4,2 miliardi), gli obbligazionari (+2,9 miliardi) e i bilanciati (+1,1 miliardi). Flessione invece per i fondi flessibili (-1,7 miliardi) e per gli hedge, in leggera contrazione (-145 milioni). Infine, i fondi di diritto estero salgono di 15,3 miliardi, portando gli afflussi netti da inizio anno a 5,4 miliardi.

E’ importante segnalare che da inizio anno le preferenze si mantengono orientate al breve termine: la categoria più gettonata rimane ancora quella dei monetari (12,45 miliardi). Gli azionari, dopo la fuga del primo trimestre, tornano in saldo positivo annuo (2,5 miliardi).

Risparmio gestito, l’effetto covid sui primi cinque grandi gruppi

Segno positivo per tutti i maggiori gruppi del Paese tranne Anima, che vede per il trimestre una raccolta netta leggermente negativa, pari a -215 milioni di euro. Il gruppo Generali resiste in territorio positivo con 402 milioni grazie principalmente ai fondi aperti. Può brindare il gruppo Intesa Sanpaolo: le sue masse in gestione salgono di quasi tre miliardi di euro (2,87 per l’esattezza). Bene Fideuram (+439 milioni), benissimo Eurizon (asset under management a +2,34 miliardi). Risultato brillante anche per Poste Italiane, che incamera 2,35 miliardi di euro di risparmio da gestire. Amundi Group sale di 354 milioni.

Si segnalano anche i 190 milioni di raccolta netta positiva del gruppo Credem.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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